Italia

Mes o non Mes. Chi lo vuole e chi no. Il dilemma di Conte

Mes

Zingaretti e Berlusconi vogliono il Mes. Di Maio, Salvini e Meloni no. Il premier, che qualcuno vorrebbe mandar via da Palazzo Chigi, è scettico. E Sassoli spiazza tutti

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, tra un tentennamento e l’altro sembrava aver deciso – in ottobre – di rifiutare i soldi del Mes. La risposta del premier sul Meccanismo europeo di stabilità era stata: “Ho chiarito perché il Mes non può essere la panacea di tutti i nostri problemi. Mi sembra di essere stato chiaro e non ritorno su questo […]  Senza pregiudizi ideologici ho spiegato che, se avessimo avuto bisogno per un fabbisogno di cassa, ci sarebbe stato anche il Mes. Ma se questo non accade prendere il Mes per risolvere un dibattito pubblico non serve. I soldi del Mes sono dei prestiti e non possono finanziare spese aggiuntive. Se prendiamo i soldi del Mes dovrò intervenire con nuove tasse e tagli di spese”, aveva detto Conte. Ma a circa un mese di distanza da quelle dichiarazioni la situazione sembra essere cambiata. Il Partito democratico e Forza Italia pressano per il Mes, M5s, Lega e Fratelli d’Italia non lo vogliono. E il premier sente lo spiffero che passa dalla porta di uscita da palazzo Chigi, per il momento socchiusa.

DI MAIO E LA SUA STORICA AVVERSIONE AL MES

“Il Pd insiste sul ricorso al Mes, io non condivido l’idea di Nicola Zingaretti ma la rispetto: ciò che posso dire è che il Mes è tramontato quando il ministro delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha detto che il guadagno sarebbe stato di 300 milioni di euro”. Ha poi aggiunto: “Stiamo facendo uno scostamento di 10 miliardi grazie a tassi d’interesse bassi e senza le condizionalità del Mes. Mi ritrovo di più con il presidente dell’europarlamento David Sassoli, dobbiamo rivedere il meccanismo del debito, soprattutto ora che è aumentato nei paesi per l’emergenza Covid”, ha dichiarato il ministro degli Esteri.

MELONI DICE NO AL MES

Anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni tiene il punto: “Sul Mes penso che piano piano i nodi stiano venendo al pettine. Il Mes non è uno strumento utile per l’Italia ma un atto di sottomissione al controllo della burocrazia europea. Fratelli d’Italia lo ha sostenuto per mesi e ora timidamente lo dicono anche dall’altra parte. Quindi, forse era vero”.

SALVINI, CAPITANO ANTI-MES

“Dopo mesi di resistenza l’establishment europeo riconosce la validità delle nostre proposte: smantellare il Mes, utilizzando gli 80 miliardi del suo capitale per garantire i prestiti della BEI alle piccole e medie imprese, e cancellare i debiti Covid, coperti dalla BCE coi 1.350 miliardi del programma Pepp”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha poi aggiunto: “Ora voltiamo pagina e affrontiamo l’emergenza trovando i fondi necessari sui mercati, con la copertura della Banca centrale, invece di rivolgerci a una istituzione fallimentare e nata per altri scopi come il Mes. Ulteriori esitazioni non sono giustificabili: si voti subito un ulteriore scostamento di 100 miliardi per intervenire con indennizzi efficaci e un grande piano di investimenti, riavviando l’economia prima che scadano gli ammortizzatori sociali Covid e riprendano i licenziamenti”.

SASSOLI SCOMBINA TUTTO

Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, dopo aver definito il Mes un capitolo chiuso – e creato tensioni all’interno del Pd – si è corretto specificando che “Il Mes è uno strumento del passato, dobbiamo riformarlo per farne uno strumento non governativo ma comunitario”. Ha poi aggiunto: “Credo che l’Italia farebbe bene a ratificare la riforma del Mes perché così potrà contribuire a farlo diventare uno strumento europeo. Poi sul Mes sanitario sono stato il primo a dire che andava usato, che non ha le condizionalità odiose del passato, però dopo 10 mesi nessuno lo attiva. Lì ci sono 400 miliardi, forse dobbiamo usarli e non tenerli nel congelatore”.

LE MIRE DI SASSOLI

Cosa ha spinto Sassoli a parlare così del Mes? Nel retroscena di Italia Oggiripreso da Libero – è riportata la confidenza di “un autorevole europarlamentare dem”, dunque compagno di gruppo di Sassoli. “Vuole fare il presidente della Repubblica, e punta ai voti dei 5 Stelle e anche della destra sovranista che infatti ha subito cavalcato la proposta. Mentre in Europa stiamo trattando l’utilizzo dei soldi del Recovery, chiediamo di levare all’Italia tutti i debiti. È come se in banca al momento del mutuo il cliente dicesse che lo incasserà, ma poi non pagherà le rate. Un autogol strategico per l’Italia, ma forse un grande passo per Sassoli verso il Quirinale”.

IL PRO MES GUALTIERI

Per Gualtieri, intervistato da Repubblica, “Tutti gli strumenti europei che fanno risparmiare in tassi d’interesse sono utili, e per questo il governo utilizzerà sia i trasferimenti a fondo perduto che i prestiti del Recovery Fund. Da questo punto di vista anche il Mes lo è. Come noto c’è un’opinione diversa da una forza di maggioranza, ed essendo necessaria una maggioranza parlamentare questo non ha consentito di accedere a questa linea di finanziamento e avere un risparmio di circa 300 milioni l’anno di risparmio in tassi d’interesse”.

LA SPINTA DI ZINGARETTI

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, si è inserito nel dibattito chiedendo a Sassoli e Di Maio di non ricominciare la gara a chi le spara più grosse. “Non è il tempo di proposte rispettabili ma estemporanee sulla cancellazione del debito. Io ascolto le opinioni di tutti, ma se ricominciamo a chi la spara più grossa, la vedo dura” ha detto Zingaretti. Secondo Il Foglio “le dichiarazioni sul superamento del Mes [da parte di Sassoli, ndr] hanno indebolito il segretario del Pd: da mesi, soprattutto dopo le regionali, l’accesso alla linea di credito sanitaria del Fondo salva stati è una delle richieste principali di Zingaretti al governo. E ora il M5s, che si è sempre opposto al Mes, usa le parole di Sassoli proprio per bloccare l’iniziativa del segretario del suo partito”.

ITALIA VIVA, VIVA IL MES

“Chi è contro l’utilizzo dei 36 miliardi del Mes per la sanità vada a dirlo ai medici di medicina generale e ai pediatri che sono stati costretti a dichiarare lo stato di agitazione perché la situazione sanitaria è al collasso sia nei territori, sia nei pronto-soccorso e negli ospedali. I medici e i sanitari hanno pagato un prezzo altissimo finora in questa pandemia, con quasi 200 morti e 20 mila malati, la politica e le istituzioni hanno il dovere di ascoltare il loro grido di dolore”. Lo ha affermato la deputata di Italia Viva Giusy Occhionero. “Servono misure immediate, anzi servivano sei mesi fa quando il Mes nella forma attuale senza condizioni è stato messo a punto dalla Commissione Ue, per potenziare la rete territoriale della medicina generale, l’assunzione delle usca, il potenziamento degli organici degli uffici di igiene e sanità pubblica, la previsione di nuove assunzioni dei medici di medicina generale convenzionati, di guardie mediche, di medici del 118 e medici penitenziari e dei pediatri di libera scelta. Fino a oggi abbiamo perso solo tempo, andando dietro i veti ideologici del Movimento 5 stelle, ma il conto, purtroppo, lo stanno pagando gli italiani bisognosi di cure per il Covid o per le cosiddette patologie ‘ordinarie’”.

BERLUSCONI E TAJANI A FAVORE DEL MES PER POTENZIARE LA SANITÀ

Silvio Berlusconi e il suo partito Forza Italia si sono schierati a favore del Mes per potenziare la sanità: “Sul fronte sanitario le chiusure non bastano: è necessario l’utilizzo immediato del Mes per potenziare le strutture ospedaliere e meglio retribuire il personale sanitario, ma anche per preparare la rete di distribuzione e di somministrazione del vaccino, appena sarà possibile in modo immediato, capillare e gratuito per tutti”. Anche il vicepresidente di FI, Antonio Tajani, ha spiegato in due tweet la posizione del partito sul Mes – e risposto a Salvini sull’inciucio di cui è stata accusata Forza Italia:

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