Nonostante il raggiungimento dei 75 anni previsto per il prossimo luglio, monsignor Mario Delpini continuerà il suo ministero pastorale su richiesta del Pontefice, programmando ufficialmente l’anno 2026/2027.
L’arcivescovo di Milano Mario Delpini continuerà a guidare la diocesi ambrosiana anche oltre la soglia dei 75 anni, il limite d’età che solitamente segna il passaggio alla quiescenza per l’alto clero. L’annuncio è arrivato ieri mattina al termine della celebrazione penitenziale per il clero diocesano nel Duomo per l’inizio della Quaresima ambrosiana. Il presule ha riferito che Papa Leone XIV ha espresso in via ufficiosa l’orientamento a non accettare immediatamente le sue dimissioni, malgrado l’arcivescovo avesse già prospettato l’ipotesi di un passo indietro durante la prossima estate, in linea con i tempi previsti dal Diritto canonico.
L’UDIENZA CON IL PONTEFICE
L’arcivescovo Delpini ha riferito i dettagli di una recente udienza privata in cui ha sottoposto a Papa Leone XIV alcune riflessioni preliminari sul futuro della cattedra milanese. Durante il colloquio, l’Arcivescovo aveva esposto esplicitamente le sue “buone ragioni” per provvedere a un avvicendamento in coincidenza con il suo 75° compleanno (29 luglio).
Mons. Delpini ha quindi dichiarato di voler programmare l’anno pastorale 2026/2027 come un periodo di ministero ordinario. Pur definendosi scherzosamente un fanatico delle scadenze, il responsabile della Chiesa milanese, la più grande in Europa, si è detto pronto a proseguire il lavoro intrapreso, confermando la piena disponibilità a lasciare l’incarico non appena il Papa e i suoi collaboratori lo riterranno opportuno.
COSA DICE IL DIRITTO CANONICO
Il canone 401 del Codice di Diritto canonico prevede infatti ogni Vescovo diocesano, al compimento dei 75 anni presenti la rinuncia al suo ufficio al Sommo Pontefice mediante una lettera formale di rinuncia al Papa. La decisione finale spetta esclusivamente al Papa, che può decidere se accettare subito la rinuncia, posticiparla o chiedere al Vescovo di restare in carica donec aliter provideatur (“fino a nuova disposizione”). Una volta che il Papa accetta le dimissioni (sia per età che per salute), il Vescovo assume il titolo di Vescovo Emerito della sua diocesi. Questo gli permette di continuare a celebrare e partecipare alla vita della Chiesa, ma senza più le responsabilità amministrative e di governo del territorio.
Nel caso specifico di Milano, Papa Leone XIV sceglierà dunque la strada del differimento, riconescendo la volontà di Delpini di rispettare la scadenza, ma esercitando la sua facoltà di chiedergli un prolungamento del servizio per garantire la continuità pastorale.
IL PROFILO DELL’ARCIVESCOVO DELPINI: ECCO CHI È
Nativo di Gallarate (VA), classe 1951, Delpini ha ricevuto l’ordinamento da sacerdote per la diocesi ambrosiana nel 1975. Dopo aver svolto a lungo attività pastorale e formativa, dedicandosi in particolare all’educazione dei seminaristi e all’insegnamento teologico e ricoprendo incarichi di responsabilità nei seminari e negli organismi diocesani, nel 2007 è stato nominato vescovo ausiliare di Milano e successivamente vicario generale. Dieci anni più tardi Papa Francesco gli affida la guida della diocesi nominandolo Arcivescovo di Milano. Delpini è conosciuto per il suo stile pastorale sobrio, per il linguaggio diretto e una particolare attenzione ai temi dell’educazione, della cultura e della presenza cristiana nella vita quotidiana.

