Monte Paschi, cresce la tensione nel cda: quattro consiglieri scrivono al presidente Bisoni contro la gestione Lovaglio e il progetto Banco Bpm. Ecco chi sono e quali sono le accuse all’ad
Nel pieno del risiko bancario, quattro consiglieri di minoranza di Banca Monte dei Paschi di Siena scrivono una lettera al presidente Cesare Bisoni e al collegio sindacale. Il documento contesta la gestione dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio e richiede chiarimenti immediati sulle indiscrezioni di un’imminente fusione con Banco Bpm, sollevando inoltre dubbi sulla correttezza dell’attuale governance aziendale.
PERCHÉ I CONSIGLIERI ESCONO ALLO SCOPERTO PROPRIO ORA
La sortita dei membri dell’opposizione contesta le ultime scelte dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, impegnato nella ricerca di alternative all’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo insieme a Unipol su Banca Mps. Il manager, tornato alla guida della banca senese dopo il licenziamento grazie al supporto di Banco Bpm e di Delfin, vorrebbe stringere i tempi e gira voce che già domenica 2 agosto potrebbe tenersi un consiglio di amministrazione straordinario chiamato a discutere proprio la proposta di fusione con Banco Bpm, con l’obiettivo di arrivare a un confronto sul piano di integrazione prima di eventuali comunicazioni ufficiali al mercato previste per il 6 agosto.
Per i consiglieri di minoranza, dunque, si tratta dell’ultimo momento utile per sollevare le proprie obiezioni prima che il risiko bancario entri nella sua fase più delicata. Intervenire dopo l’eventuale convocazione del cda o, peggio ancora, dopo una comunicazione ufficiale agli investitori, significherebbe arrivare a cose fatte. Da qui la scelta di formalizzare subito le proprie contestazioni, chiedendo al presidente Cesare Bisoni e al collegio sindacale di verificare il rispetto delle procedure di governance prima che il consiglio sia chiamato a pronunciarsi su un’operazione destinata a ridisegnare il futuro della banca.
COSA C’È SCRITTO NELLA LETTERA: I CINQUE PUNTI
Il documento, indirizzato al presidente del consiglio di amministrazione Cesare Bisoni e al presidente del collegio sindacale Pierluigi Pace, articola le contestazioni su cinque temi ritenuti particolarmente delicati.
In primo luogo, i firmatari denunciano l’incontrollata diffusione di notizie di stampa su un piano di integrazione con Banco Bpm da presentare il 6 agosto, non autorizzato dal consiglio. Gli scriventi sottolineano che “l’alternativa è stringente”: la notizia va smentita se infondata, mentre se veritiera implicherebbe “il compimento di atti non deliberati dal Consiglio di amministrazione”, richiedendo una “immediata predisposizione e diffusione di un comunicato al mercato” nel rispetto del Testo unico della Finanza.
Il secondo nodo riguarda la natura di Banco Bpm, classificato come parte correlata di Mps. I consiglieri ricordano che “nessuna decisione al riguardo può essere sottoposta al consiglio di amministrazione se non sia stata preventivamente formulato il parere motivato del Comitato per le operazioni con parti correlate”, organismo che finora non è stato coinvolto.
Il terzo aspetto è la mancata convocazione di una riunione per sostituire due consiglieri cessati, mantenendo l’organo a tredici membri contro i quindici deliberati. Si tratta nello specifico di Fabrizio Palermo e Stefano Di Stefano, mai sostituiti. I firmatari ritengono che tale mancanza “presenta caratteri di particolare gravità nella prospettiva di una corretta governance”, richiedendo l’immediata convocazione del consiglio.
Il quarto punto si concentra sulla consegna dei documenti prima delle riunioni, recapitati “con tempistiche sostanzialmente a ridosso delle riunioni consiliari, così impedendo ai consiglieri di fruire di un tempo adeguato prima di ciascun incontro”.
Infine, la quinta osservazione critica duramente la composizione dei comitati endoconsiliari, accusati di avere un numero di membri “estremamente ridotto” e presidenze riservate all’espressione della lista di maggioranza, determinando un appiattimento che preclude “un dibattito consiliare dialettico”.
CHI FIRMA LA LETTERA (E CHI NO)
L’iniziativa è stata intrapresa e formalizzata da quattro membri del consiglio di amministrazione. Si tratta di Paolo Boccardelli, attuale rettore dell’università Luiss, e dell’avvocato Antonella Centra. A loro si aggiungono Nicola Maione, ex presidente del Monte Paschi, e Paola De Martini, rappresentante dell’Assogestioni. I primi tre esponenti sono stati eletti nella lista del consiglio di amministrazione uscente. Spicca, tuttavia, un’assenza significativa tra le fila dell’opposizione. Il documento non reca infatti la firma di Corrado Passera, che risulta essere l’unico consigliere di minoranza a non aver sottoscritto l’esposto inviato ai vertici della banca.

