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Mutuo a tasso variabile: la finanziaria ripesca una norma del 2011

Commissione Banche Mutui Giovani

 Un emendamento nella finanziaria permette la ricontrattazione del mutuo a tasso variabile in mutuo a tasso fisso

Dalla legge di bilancio arriva una buona notizia per chi ha sottoscritto un mutuo con tasso variabile. La legge di Bilancio del governo Meloni ripropone una disposizione del decreto sviluppo di Giulio Tremonti (decreto legge n. 70 per lo sviluppo del 13 maggio 2011), che permetteva, al sussistere di alcune condizioni, di passare da un mutuo a tasso variabile a uno a tasso fisso. “Viene ripristinata una vecchia norma del 2012 che permette per i contratti dei mutui ipotecari di tornare dal tasso variabile al tasso fisso”, ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Cosa sta succedendo ai mutui a tasso variabile

Negli ultimi nove mesi l’aumento tassi di interesse, voluto dalla BCE per contrastare il progredire dell’inflazione, sta avendo effetti considerevoli sulle rate dei mutui a tasso variabile. Come scrive Banca d’Italia, i “tassi BCE influenzano direttamente le rate dei mutui a tasso variabile quando il tasso è per contratto espressamente collegato (“indicizzato”) ai tassi BCE”. E questo vale sia per i mutui già stipulati che per quelli da stipulare. Da luglio a oggi il tasso di interesse è passato dall’1,5 al 3,5 per cento. Dunque la rata di un mutuo a tasso variabile da 100mila euro è aumentata da 482 a 580 euro. Banca d’Italia ha messo a disposizione un simulatore che mostra come è cambiata la rata al cambiare del tasso.

mutuo tasso variabile

I requisiti per accedere alla “rinegoziazione” del muto

Le condizioni per accedere alla possibilità di rinegoziare il mutuo in termini più favorevoli per il mutuatario sono stringenti e sono le stesse del decreto legge n. 70 del 2011. Prima di tutto è necessario che il valore del mutuo sia entro i 200mila euro. In seconda battuta il mutuatario dovrà avere un Isee fino a 35mila euro inoltre dovrà essere in regola con i pagamenti delle rate del mutuo. Infine il tasso originale dev’essere variabile “puro”, sono esclusi dalla rinegoziazione i mutui con CAP, cioè i mutui con tasso variabile che hanno un aumento contingentato da un tetto, oltre il quale non possono salire.

Una misura per giovani e classe media

La misura, dunque, può essere ascritta tra quelle a sostegno della classe media che sta vedendo erodere il proprio potere di acquisto dal galoppare dell’inflazione. In particolare potrebbero essere interessati i tanti under 35 che hanno sottoscritto un mutuo con alto “loan to value” (un alto valore del mutuo rispetto al valore dell’immobile acquistato) e “la garanzia Consap”, ha detto  Guido Bertolino di MutuiSupermaket a Repubblica. “Costoro, soprattutto a cavallo tra l’estate e l’autunno, sono molto probabilmente stati costretti a sottoscrivere un variabile, visto che le banche avevano spento le offerte a tasso fisso” che erano finite fuori mercato a causa del meccanismo di tetto ai tassi previsto dalla legge. “Per loro – ha aggiunto Bertolino -, il nuovo meccanismo potrebbe esser vantaggioso perché l’alternativa della surroga con alto loan to value, sopra l’80%, è rarissima. Sul mercato è offerta da una sola banca, e in ogni caso se non sono state pagate almeno 6 rate non viene presa in considerazione la richiesta.

Come viene determinato il tasso fisso

Il nuovo tasso fisso viene determinato sulla base degli indici IRS, prendendo il minore tra l’IRS a dieci anni e l’IRS di durata pari a quella residua del mutuo. L’IRS è un parametro che, per la banca che eroga il mutuo, rappresenta una garanzia rispetto agli eventuali effetti negativi che potrebbero derivare dal tasso fisso. Cioè un modo affinché l’investimento della banca sia profittevole anche nel caso in cui alla stipula di un mutuo a tasso fisso (e dunque non modificabile) dovesse seguire un periodo di tassi al rialzo (come quello che stiamo vivendo). La norma prevede anche che la banca e mutuatario possano allungare il piano di rimborso del mutuo per un periodo massimo di cinque anni, purché non si superino complessivamente i 25 anni di durata residua del mutuo.

Come fare richiesta per passare dal mutuo a tasso variabile al tasso fisso

Per accedere al passaggio al tasso fisso il sottoscrittore di un mutuo a tasso variabile deve rinegoziare il contratto con la propria banca. L’operazione deve essere gratuita, senza spese di commissione. Probabilmente sarà predisposta una nuova modulistica che, con riferimento alla legge di bilancio, chiederà di allegare la documentazione per la verifica dei requisiti.

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