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Teatro San Carlo

Napoli, si riapre la partita del San Carlo: Manfredi e Macciardi al primo Consiglio dal ricorso

Napoli, si riapre la partita del San Carlo: il sindaco Gaetano Manfredi e il sovrintendente Fulvio Macciardi tornano intorno a tavolo, dopo la battaglia a suon di ricorsi che seguì alla nomina della nuova guida del Teatro San Carlo

Si preannuncia una mattinata ad alta tensione per il Teatro San Carlo. Gaetano Manfredi, nella doppia veste di sindaco e presidente della Fondazione, ha convocato per stamattina la prima seduta del Consiglio d’indirizzo dall’insediamento di Fulvio Adamo Macciardi.

L’agenda è fitta: sei punti che spaziano dagli adempimenti burocratici sulle sedute pregresse alle comunicazioni del vertice gestionale, fino al delicato nodo delle risorse straordinarie. Tuttavia, il vero cuore politico dell’incontro risiede nel primo, atteso confronto tra il primo cittadino e il sovrintendente. Un faccia a faccia che giunge in una cornice di persistente gelo istituzionale, dopo una nomina che Manfredi considera calata dall’alto e continua a contrastare sui tavoli legali.

I TEMI DEL PRIMO CONSIGLIO DI INDIRIZZO

Al centro della riunione ci sono i “freddi numeri” del bilancio di previsione 2026. È un atto obbligatorio per garantire la continuità operativa del teatro, ma per Manfredi rappresenta anche l’occasione per pesare il lavoro di Macciardi. Il sindaco è stato chiaro: la valutazione passerà per il cartellone della prossima stagione.

Se l’attuale programmazione porta ancora la firma di Stéphane Lissner, quella futura sarà il vero banco di prova per il nuovo sovrintendente. Manfredi chiede uno standard artistico alto e, soprattutto, una capacità di attrazione del pubblico che garantisca l’equilibrio economico. Tradotto: niente assegni in bianco, la fiducia va guadagnata sul campo.

LA BATTAGLIA LEGALE NON SI FERMA

Nonostante i tribunali abbiano finora dato ragione alla procedura di nomina di Macciardi, validata sia dal Tribunale Civile che dal Tar Campania, Manfredi non ha intenzione di deporre le armi. Il prossimo “round” è fissato per il 10 febbraio, appena otto giorni dopo il Consiglio di indirizzo.

Il sindaco punta a impugnare la delibera del 4 agosto scorso, quella in cui tre consiglieri (Nicoletti, Faraone Mennella e Realfonzo) procedettero alla designazione di Macciardi nonostante il tentativo di Manfredi di revocare la seduta. Non si tratterebbe di una questione personale verso l’attuale sovrintendente, ribadiscono da Palazzo San Giacomo, ma una difesa del ruolo della presidenza e della correttezza istituzionale.

IL PRESSING DI MANFREDI PER MARGINARE IL CONSIGLIERE REALFONZO

Mentre la partita legale prosegue, quella politica si sposta verso Palazzo Santa Lucia. Con l’addio di Vincenzo De Luca e l’ascesa di Roberto Fico, i pesi all’interno del Consiglio di indirizzo potrebbero cambiare. Manfredi ha chiesto esplicitamente al neogovernatore un sostegno diretto, auspicando magari una presenza di Fico in prima persona nel Consiglio o dell’assessore alla Cultura, Ninni Cutaia, al posto di Riccardo Realfonzo. Il consigliere fu nominato dall’ex governatore e risultò  decisivo nel controverso Cdi dello scorso agosto, votando in accordo con gli altri due, referenti invece del ministero.

Fico, per ora, mantiene un profilo di estrema cautela: «Tuteliamo la grandezza del teatro come istituzione», dichiara, evitando di schierarsi apertamente in una contesa che rischierebbe di trasformarsi in un attacco frontale all’eredità politica di De Luca.

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