Tutto su Sindaci d’Italia: chi sono, a cosa puntano e con chi potrebbero schierarsi
Una vasta area di centro va riorganizzandosi in vista delle prossime politiche. Uno spazio molto affollato, se si guarda alla pletora di forze ascrivibili al campo largo a vario titolo; mentre a destra il nucleo di forze in competizione per questo elettorato si riduce a Noi Moderati e a Forza Italia.
Per questo la nascita di Sindaci d’Italia, operazione che secondo i principali giornali sarebbe benedetta da FdI, viene letta come una risposta, per esempio, all’attivismo di Progetto Civico Italia
L’obiettivo, del resto, è il medesimo: trasformare la voce degli amministratori locali in un soggetto politico strutturato con ambizioni nazionali. Il sogno intramontabile del civismo bipartisan, insomma, che promette di portare in dote alle grandi coalizioni chi i voti li ha costruiti sul territorio, e per questo periodicamente rilanciato sulla scena, ora con l’una ora con l’altra sponda.
COS’È SINDACI D’ITALIA
Con questi presupposti si affaccia alla ribalta politica Sindaci d’Italia, la nuova formazione presentata ieri nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro a Roma da una rete di amministratori locali con il sostegno dell’Associazione degli ex parlamentari della Repubblica, presieduta oggi da Pino Soriero, ex deputato e sottosegretario ai Trasporti nel Governo Prodi, fondatore del Pd.
Una ripartenza “dal basso” per dare nuovo slancio, avvicinare i cittadini, ripristinare la credibilità della politica: ancorché inflazionato, un adagio sempre più in voga, mentre nelle competizioni elettorali locali spariscono (o si nascondono) i simboli partitici, specie nelle realtà più piccole.
Trait d’union del nuovo progetto, il cattolicesimo democratico e la tradizione ideale di don Luigi Sturzo, con al centro i principi di sussidiarietà e la valorizzazione dei municipi come fondamenta della Repubblica. Tra le priorità figurano il rafforzamento finanziario degli enti locali, lo sblocco dei bilanci comunali e la gestione delle emergenze legate alla carenza di personale, al dissesto idrogeologico, alla siccità e alle difficoltà finanziarie dei comuni.
CHI NE FA PARTE
Nonostante gli ovvi richiami bipartisan, il pensiero è subito andato alle possibili alleanze (con Fratelli d’Italia). Frena per il momento uno dei frontman e fondatori del progetto, Paolo Amenta – ex An e Pd e oggi primo cittadino di Canicattini Bagni, nel siracusano – il quale precisa che «ognuno prova a giocarci su, ma al momento nessuna scelta è stata fatta», pur ammettendo che «il nuovo partito dovrà essere appoggiato» da forze politiche di dimensione nazionale.
Per capire l’esatta collocazione della nuova creatura, guardiamo allora all’identikit degli altri promotori. Presidente del neonato partito è Ernesto Magorno, ex parlamentare di Camera e Senato, con trascorsi a cavallo tra l’area dem e quella renziana, oggi sindaco di Diamante, in provincia di Cosenza. Il vice è Angelo Alessandri, ex deputato del Carroccio e oggi vicesegretario confederale di Patto per il Nord, tesoriera Paola Carnevale, già referente della Lega nel frusinate.
Con loro vari altri ex leghisti, come Roberto Bernardelli, oggi presidente di Grande Nord, e Fabio Venturi, il fu delfino di Flavio Tosi a Verona. Quindi Leonardo Grimani, già sindaco di San Gemini e senatore dem, ex Udc, Tommaso Barbato, senatore dell’Udeur tra il 2006 e il 2008 e un altro sindaco in carica, oltre ad Amenta: Gianni Pino, da San Filippo del Mela (Messina).
CON CHI POTREBBERO ALLEARSI I SINDACI D’ITALIA
Percorsi eterogenei, da cui si evincono però già due linee di dialogo: una con gli amministratori settentrionali, di matrice nordista; l’altra con i civici del Sud, e in questo senso l’attenzione è tutta su un possibile asse con Sud chiama Nord, il movimento di Cateno De Luca nato federando centinaia di amministratori locali (e che oggi sta provando a cooptare diversi ex cuffariani).
CHI È PAOLO AMENTA
Classe ’61, Paolo Amenta è stato ed è primo cittadino di Canicattini Bagni: prima dal 2007 al 2017, poi nuovamente alla guida del comune siracusano nel 2022 con la lista civica Canicattini Futura. Fuoriuscito dal Pd nel 2024, attualmente è presidente di ANCI Sicilia, di cui era vice, al fianco di Leoluca Orlando, nel 2015, quando esplose la protesta degli amministratori siciliani contro la Regione e il Governo centrale. Rivendicando, anche allora, un “partito dei sindaci”.
CHI È ERNESTO MAGORNO
Nato a Diamante nel 1961, in provincia di Cosenza, Ernesto Magorno, di professione avvocato, è stato sindaco della sua città in 3 occasioni. Il primo mandato risale al 2007, poi la riconferma nel 2012, prima di dimettersi perché eletto deputato nelle liste del Pd.
Segretario regionale dei dem, rimarrà a Montecitorio fino al 2018, per poi trasferirsi al Senato nella successiva legislatura. Nello stesso periodo ottiene la terza fascia da sindaco, carica a cui stavolta non rinuncia. Nel 2019, quando i renziani lasciano il Pd, aderisce al gruppo parlamentare di Italia Viva, per poi lasciare il partito di Matteo Renzi nel 2024.
Nella foto da sinistra a destra: Ernesto Magorno e Paolo Amenta

