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Nel M5S volano gli stracci e pure tweet bomb. Che sta succedendo

Di Maio Di Battista Draghi

Tweet bomb sul profilo di Di Maio, che viene ‘invitato’ a dimettersi. Ma la tecnica sembra proprio la stessa usata contro Mattarella…

Difficile capire cosa stia accadendo nel Movimento 5 Stelle, o forse sarebbe meglio dire ‘nei movimenti’, perché più passano le ore più appare chiaro che ce ne sono almeno due. Si rifà vivo perfino Alessandro Di Battista che, pur essendo uscito dai giochi di palazzo da tempo e pure dal partito, non sembra proprio riuscire a ritirarsi a vita privata. Il Dibba torna per attaccare la sua eterna nemesi, Luigi Di Maio, perciò in difesa di Giuseppe Conte. E poco importa se Conte ha sostenuto da subito l’esigenza di un Mattarella-bis, che l’eterno ragazzo perennemente scapigliato dei 5 Stelle non ha mai amato (tanto da attaccarlo in tandem col padre Vittorio, nei difficili giorni che precedettero la formazione del Conte I), perché per lui la bestemmia era sostenere la candidatura al Colle di Mario Draghi.

TWEET BOMB SU DI MAIO

Candidatura sostenuta appunto da Luigi Di Maio: “pensa solo al potere”, dice Di Battista al Fatto, e per un 5 Stelle non ci potrebbe essere accusa più infamante. Soprattutto se pronunciata dal pulpito dell’house organ di partito. Più o meno contemporaneamente, ignoti accendono la miccia al tweet bomb che si scatena sui social del ministro degli Esteri, al grido, anzi, all’hashtag, di #DiMaioOut.

Stessa strategia di tre anni fa, quando il bersaglio dell’odio online fu il Capo dello Stato,  Sergio Mattarella, reo di aver impedito che Paolo Savona andasse all’Economia del Conte I. Come raccontò il Corriere della Sera, gli autori degli hashtag #MattarellaDimettiti, dopo che Di Maio aveva appena chiesto la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica, avevano qualcosa di sospetto: “in quel momento un dettaglio sfuggiva a tutti: almeno una ventina di profili Twitter coinvolti nella campagna digitale contro il capo dello Stato aveva una storia controversa. Probabilmente anche più di venti. Nel passato recente quei profili su Twitter, che appartengono a italiani del tutto ignari, erano stati usati una o più volte dalla Internet Research Agency (Ira) di San Pietroburgo per far filtrare nel nostro Paese la propria propaganda a favore dei partiti populisti, dei sovranisti e degli anti-europei. Gli stessi account – prosegue il Corriere – che fino a poco piu’ di un anno prima erano stati rilanciati, fatti balzare e a volte sollecitati a intervenire sulla rete da parte di agenti russi sotto copertura, adesso stavano attaccando Mattarella”.

Per un sadico e bizzarro gioco del destino, questa volta al posto di Mattarella c’è Di Maio, perché la ruota gira per tutti, anche nel Web. È Repubblica a spiegare che pure nelle ultime ore sono stati usati dei bot: “l’hashtag è stato utilizzato solo da 289 profili e i primi 10 account per numero di tweet sono fake, e generalmente sostengono le posizioni di Alessandro Di Battista e di Giuseppe Conte. La seconda: 125 di questi account twittano su #DiMaioOut dall’America”.

Ma questi sono solo i rumori di tuoni in lontananza: la tempesta avrà ben altra foga e si giocherà su entrambi i piani, reale e virtuale, con una assise che sarà trasmessa con ogni probabilità sui social del Movimento 5 Stelle e vedrà Giuseppe Conte e Luigi Di Maio sfidarsi per la leadership. Chi perde potrebbe essere perfino costretto a uscire dal partito. E le Stelle stanno a guardare…

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