Italia

Perché dalla Casaleggio tutto tace dopo voto Rousseau

Si sono chiuse ieri le votazioni sul caso Diciotti su Rousseau tra ritardi e problemi tecnici. Il popolo grillino si è espresso attraverso l’osannato strumento di democrazia diretta. Ma tutto tace da Davide Casaleggio, ceo della Casaleggio Associati che gestisce la piattaforma

Suona un po’ strano, a dire il vero, ma a qualche ora dalla chiusura delle elezioni on line, sulla piattaforma Rousseau non troviamo traccia di uno straccio di tweet o di un post su Facebook né sul profilo di Davide Casaleggio né su quello della Casaleggio Associati, che gestisce la piattaforma intitolata al grande filosofo francese, il quale osò mettere in discussione i valori in cui credevano gli illuministi, ovvero che il progresso e la scienza avrebbero migliorato i costumi e la vita dell’epoca (Discours sur les sciences et les arts, datato 1750).

INNOVAZIONE E TECNOLOGIE ALLA PROVA

È molto probabile che i tecnici della piattaforma Rousseau siano ancora impegnati nel mettere a punto i vari bug che il sistema ieri, durante la votazione su Salvini e il caso Diciotti, ha rivelato con tutta evidenza. Eppure sui social della Casaleggio campeggiano diversi post sul cambiamento del lavoro, sull’intelligenza artificiale, sull’innovazione nel mondo del lavoro che tra venti, trenta anni non sarà più lo stesso. Anche se si tratta, in verità, di post un po’ datati per l’epoca social che tutti noi viviamo (15 giorni, nell’epoca dei social sono un’eternità…). Scrive infatti il 4 febbraio scorso Davide Casaleggio sul suo profilo di Facebook: “Se è vero che l’evoluzione tecnologica non avviene in modo lineare dobbiamo considerare che non avviene in modo lineare nemmeno l’adozione delle nuove tecnologie. Se fino a ora sono state riservate a pochi grandi e grandissimi operatori sul mercato nel giro di pochi anni diverranno accessibili a molte più imprese e il numero crescerà in modo esponenziale”.

Se è vero che l’evoluzione tecnologica non avviene in modo lineare dobbiamo considerare che non avviene in modo lineare…

Geplaatst door Davide Casaleggio op Maandag 4 februari 2019

IL LAVORO STA CAMBIANDO CON LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Così come la Casaleggio Associati scriveva questo post a Gennaio scorso: “Il lavoro come lo conosciamo sta cambiando radicalmente. Questo è il momento di comprendere cosa sta accadendo e come rapportarsi alla quarta rivoluzione industriale e le tecnologie esponenziali. Quali lavori scompariranno, in quale anno e perché? Quali saranno i nuovi a comparire, come affronteremo la ridistribuzione dell’iper-produttività delle aziende intelligenti e le aziende senza dipendenti? L’intelligenza collettiva può dirci cosa ci aspetta o come possiamo costruire il nostro futuro”.

Il lavoro come lo conosciamo sta cambiando radicalmente. Questo è il momento di comprendere cosa sta accadendo e come rapportarsi alla quarta rivoluzione industriale e le tecnologie esponenziali.Quali lavori scompariranno, in quale anno e perché? Quali saranno i nuovi a comparire, come affronteremo la ridistribuzione dell'iper-produttività delle aziende intelligenti e le aziende senza dipendenti?L'intelligenza collettiva può dirci cosa ci aspetta o come possiamo costruire il nostro futuro.

Geplaatst door Casaleggio Associati op Dinsdag 15 januari 2019

I NUOVI “ILLUMINISTI” DELL’INNOVAZIONE

Insomma la Casaleggio (e Casaleggio) si pongono come i nuovi illuministi dell’innovazione del mondo che verrà. Chissà cosa penserebbe Rousseau se fosse in vita oggi. La società del futuro e soprattutto la democrazia che cambierà, anzi migliorerà nella sua forma più spinta possibile, ovvero quella della democrazia diretta, sono il leitmotiv della Casaleggio Associati. Se ci pensiamo davvero affascinante, anche se la democrazia e la sua storia sono molto più complesse di come le immagina una srl che ha sede a Milano. Senza scomodare Pericle e la Grecia antica di 4 secoli avanti Cristo.

L’ESPERIMENTO DELLA PIATTAFORMA ROUSSEAU

Insomma la Piattaforma Rousseau sembra un primo esperimento, non molto riuscito, molto discutibile, perché tecnicamente attaccabile, perché funzionalmente debole (da leggere su un quotidiano oggi l’intervista ad un militante di Giugliano, Salvatore D’Agostino, che dichiara di aver votato ben cinque volte ieri sulla piattaforma Rousseau, perché non gli arrivava alcuna notifica, e quindi ripeteva di continuo il voto). Ma che affidabilità può avere una piattaforma detenuta da una società privata, che per natura ha uno scopo di lucro, che orienta le scelte pubbliche di un movimento che governa l’Italia che per natura dovrebbe ispirarsi al bene comune? Altro tema è il modello della democrazia diretta, altro tema è quello che i parlamentari eletti, tra l’altro passando per elezioni primarie (anche con poche centinaia di voti, l’equivalente di un condominio) vengono così messi a tacere, perché dovranno seguire in modo pedissequo le decisioni della base (online). Altro che portavoce dei cittadini!

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