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Schlein

Perché la difesa di Meloni aiuta Schlein

L’intervento di Elly Schlein alla Camera in difesa di Giorgia Meloni e della Presidenza del Consiglio segna uno scarto nella comunicazione della segretaria dem. E i sondaggi le danno ragione

I critici della leader Pd spesso la accusano di mancare di solidità istituzionale. Uno scotto tipico per chi al governo non c’è mai stato, ma pur sempre passibile di correzioni e ravvedimenti nel mutevole panorama della politica italiana. È quello che Elly Schlein ha provato a fare prendendo le difese di Giorgia Meloni, finita nel mirino del presidente Usa.

IL CONFRONTO CON CONTE E L’EFFETTO DÉJÀ-VU

Il guaio di Schlein, però, è quello di confrontarsi, nel derby interno al campo largo, con un leader che a Palazzo Chigi ci è già stato. Peraltro in un momento in cui le scelte del Presidente del Consiglio impattavano in maniera concreta e tangibile sulla vita di tutti gli italiani. È l’effetto déjà-vu, che ha spinto Giuseppe Conte in testa ai sondaggi delle ultime settimane nel caso di un confronto alle primarie.

LA VARIABILE SALIS

Per Schlein c’è anche da considerare la variabile Silvia Salis, che è passata rapidamente dallo scartare l’ipotesi di consultazioni interne al campo largo a una malcelata all’idea di farsene federatrice. Un posizionamento che va tutto a danno della segretaria dem, minandone la legittimità dal lato centrista del partito e aprendo alle solite divisioni che caratterizzano la sinistra.

IL RAPPORTO CON MELONI

Più volte la segretaria dem aveva provato a creare un asse con l’avversaria Meloni su singoli dossier- dalla violenza sulle donne in poi. Il tentativo però non sempre le è riuscito, anche perché sull’altro fronte la strategia era inevitabilmente quella di evidenziare le spaccature nell’opposizione. Così ad Atreju, alla fine, c’era Conte e non lei.

TRUMP RIMETTE TUTTO IN DISCUSSIONE

All’indomani del referendum, la fuga in avanti dell’“avvocato del popolo”, forte dei sondaggi, aveva spiazzato tutti e rilanciato la corsa alle primarie. Ma lo scenario oggi è cambiato. Se fino a pochi mesi fa il candidato unico dei grillini poteva contare sulla credibilità internazionale e sul rapporto con Trump, suggellato dal confidenziale “Giuseppi” e rafforzato di recente anche dall’incontro con il suo emissario Paolo Zampolli, oggi quella vicinanza al tycoon non appare più un vantaggio agli occhi degli elettori.

Con l’attacco del presidente Usa a Giorgia Meloni si apre infatti un nuovo capitolo. Il sempre reattivo Conte, stavolta s’è limitato al protocollo standard, sostenendo che gli strali di Trump fossero prevedibili e che la premier fosse stata ingenua – concetto ribadito anche alla presentazione del suo libro -,  di fatto appiattendosi sulla linea di Renzi e e in parte di Avs.

LA MOSSA DI SCHLEIN IN AULA

La scena, invece, se la prende Schlein, che coglie l’occasione per difendere l’avversaria in aula: “Nessun Capo di Stato straniero può permettersi di attaccare o minacciare o mancare di rispetto al nostro paese e al nostro governo. Siamo avversari in quest’aula, ma siamo tutte e tutti cittadini italiani e rappresentanti degli italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro paese”.

I SONDAGGI PREMIANO LA SEGRETARIA DEM

E anche i sondaggi adesso tornano a sorriderle. Secondo Youtrend, Schlein è in risalita su Giuseppe Conte in un eventuale confonto alle primarie.

Se questo cambio di passo si consoliderà, lo diranno le prossime settimane, anche perché per competere per Palazzo Chigi bisognerà chiarire una volta per tutte programma e leader unitario del centrosinistra, con o senza primarie. Ma l’impressione è che ora Schlein, almeno nel suo campo, abbia il vento in poppa, avendo tarato a suo tempo i posizionamenti sulla politica internazionale, da Gaza a Trump, su un elettorato più polarizzato, senza eccedere in personalismi. Tattica tornata utile anche nel duello sì/no del referendum, malgrado le disobbedienze dei suoi, silenziosamente punite dal risultato. Manca ancora il tassello della credibilità istituzionale: un vuoto che adesso la segretaria dem si è prefissa di riempire.

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