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Perché la mozione sull’Ucraina dei 5Stelle rischia di spaccare il Pd

Conte Draghi

Giuseppe Conte chiede la discussione di una mozione sulle strategie da seguire nel conflitto ucraino, ma la cosa potrebbe spaccare (ancora di più) il PD. Ecco perché

Mentre il Movimento 5 Stelle inizia a strutturarsi sempre più come un partito politico, aprendo alla nascite dei gruppi territoriali (in pratica alle sezioni locali di partito), Giuseppe Conte è riuscito a far calendarizzare a Montecitorio la discussione di una mozione che chiede al governo di tornare a riferire in aula sulle strategie da seguire nel conflitto ucraino.

Una mossa, però, che allontana ancora di più i 5Stelle dal Pd di Enrico Letta. Vediamo perché.

La Mozione

Partiamo dai fatti. Il prossimo 29 novembre verrà discussa alla Camera il testo di una mozione he chiede al governo di tornare a riferire in aula sulle strategie da seguire nel conflitto ucraino.

In particolare, il documento, a firma di Giuseppe Conte, “chiede ancora una volta al Governo di venire in aula per illustrare al parlamento e discutere con tutte le forze politiche la strategia da perseguire nel conflitto Russia-Ucraina, al fine di promuovere iniziative che vedano il nostro paese farsi interprete e protagonista di una nuova fase negoziale per fermare l’escalation militare”, ha spiegato lo stesso leader dei 5Stelle.

Perché i 5Stelle spaccano (ancora) il Pd

Nulla di nuovo, dunque. La mozione è in linea con la posizione che il Movimento ha sempre tenuto. Ma la mossa rappresenta un ulteriore rottura con e per il Pd, anche in vista delle regionali di Lazio e Lombardia.

Se il Partito Democratico ha sempre appoggiato, infatti, l’invio di armi all’Ucraina per la resistenza contro la Russia, una parte dello stesso, nelle ultime settimane, sembra aver aperto alla via diplomatica. Proprio come sostenuto da Conte.

La votazione al Parlamento Europeo

Testimonianza di quanto raccontiamo è quello accaduto al Parlamento Europeo, dove nell’ultima proposta che riguarda l’ultima risoluzione sul tema guerra russo-ucraina, molti dem hanno votato a favore dello stop dell’invio di armi, riallineandosi di fatto con le idee pentastellate.

Gli europarlamentari sono: Pietro Bartolo, Caterina Chinnici, Andrea Cozzolino, Giuseppe Ferrandino, Camilla Laureti, Franco Roberti e Massimiliano Smeriglio. Allineati con Letta, invece, sono solo: la Vicepresidente Pina Picierno, Brando Benifei, Alessandra Moretti e Giuliano Pisapia.

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