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Perchè Salvini rinvia il ritiro di Treviso e tiene la Lega in stand-by

Il rinvio del ritiro previsto a luglio congela il confronto interno, ma non spegne il dibattito sul futuro della leadership e sull’assetto organizzativo del partito. Tra Tavolo dei Territori, ipotesi di congresso non elettivo e richieste del fronte nordista, la trattativa nella Lega entra in una nuova fase

Il rinvio a data da destinarsi del ritiro della Lega, previsto per il 4 e 5 luglio, è il segnale più evidente di come Salvini non si senta affatto blindato: quel palco rischiava di trasformarsi in una resa dei conti, con lui bersaglio delle critiche e con Massimiliano Fedriga e Luca Zaia pronti a capitalizzare il malcontento del fronte nordista, uscendo dal confronto come i veri vincitori politici.

Ufficialmente, secondo quanto comunicato dal responsabile degli enti locali leghisti Stefano Locatelli, prima del (prossimo?) ritiro si svolgeranno nuove riunioni del Tavolo dei Territori, organismo voluto da Matteo Salvini per affrontare le tensioni interne e discutere le proposte politiche e organizzative emerse negli ultimi mesi. Nella nota diffusa si legge che «si terrà una nuova riunione del Tavolo dei Territori della Lega», cui seguiranno ulteriori incontri e la definizione di «proposte operative». Solo al termine di questo percorso sarà fissata una nuova data per il ritiro.

Dietro il rinvio, secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, peserebbero anche valutazioni politiche legate al clima interno al partito. Il ritiro era stato programmato a Mogliano e, secondo il quotidiano, erano già state prenotate le strutture alberghiere per il 4 e 5 luglio. Tra i dirigenti più vicini alla segreteria vi era il timore che l’appuntamento potesse trasformarsi in un’occasione di contestazione, anche alla luce delle iniziative pro-Luca Zaia emerse nelle ultime settimane in Veneto e del malcontento manifestato da una parte della base.

IL NODO DELLO STATUTO

Il rinvio arriva mentre resta aperta la questione dello statuto e degli strumenti di rappresentanza interna. Come riferisce Il Corriere della Sera, gli esponenti critici verso la segreteria sottolineano come nello statuto «non esista la mozione di sfiducia per il segretario, presente invece a tutti i livelli». L’unica strada percorribile sarebbe quella di un congresso straordinario richiesto dalla metà più uno degli aventi diritto, ipotesi considerata difficilmente praticabile. Lo spiega bene il Foglio: “Il consiglio federale è composto da 60 membri, ma solo 22 sono stati eletti dal Congresso. Sono salviniani, e lo sono anche gli altri membri nominati direttamente da Salvini. Per convocare un congresso straordinario servirebbe la maggioranza, più uno. Non accadrà. E’ tecnicamente impossibile”.

Secondo quanto scrive il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, malgrado il segretario neghi, il nuovo statuto esisterebbe già, e con esso la possibilità di estendere i poteri. Al punto 1 si leggerebbe infatti: “Sia previsto un Consiglio direttivo composto da Segretari Regionali, dai Governatori, dagli ex Governatori e da eventuali ulteriori membri individuati dallo Statuto stesso che svolge anche le funzioni di Segreteria Politica”.

COME PUÒ CAMBIARE LA LEGA

Un passaggio ancora tutto da scrivere, che però certifica l’esistenza di un pressing forte nei confronti di Salvini e che lascia aperte tutte le porte. Come quella di sdoppiare la Lega, o indire un «congresso non elettivo» da celebrare in autunno per affidare a Zaia – o a chi per lui – l’indirizzo politico e della rappresentanza dei territori del Nord, o incoronare – lui o chi per lui – un vicesegretario unico, con Claudio Durigon che potrebbe svolgere una funzione di coordinamento per il Sud.  In teoria le trattative sarebbero in corso e una cabina di regia per il confronto con i territori ci sarebbe già.

IL RINVIO PER EVITARE LA SFIDUCIA DEL POPOLO LEGHISTA

Il problema è che la sfiducia a Salvini, più che dai suoi compagni di partito, potrebbe arrivare, insindacabile. dalla piazza leghista. In Veneto, dove la richiesta di un cambio di passo è particolarmente visibile, diversi esponenti e militanti hanno manifestato apertamente il proprio sostegno a Luca Zaia. Tra questi anche Elisa De Berti, ex assessore regionale, che nei giorni scorsi ha esposto uno striscione con la scritta «Grazie Matteo. Zaia, la Lega ha bisogno di te».

Nelle chat di alcuni militanti è circola intanto un meme con la fotografia di Matteo Salvini accompagnata dalla scritta: «Se c’è lui, io non ci sarò»: il riferimento è al raduno di Pontida previsto per sabato 20 settembre. L’ultimo appuntamento in piedi, questo sì, difficilmente rinviabile, e che assume sempre più i contorni di un redde rationem.

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