Espulso Luca Sforzini, il presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale dopo le critiche alle derive estremiste di Futuro Nazionale
Futuro Nazionale dice addio al presidente del suo laboratorio politico – culturale. Con un secco comunicato stampa il partito di Roberto Vannacci ha espulso Luca Sforzini presidente del think tank Rinascimento Nazionale “a seguito delle sue ripetute sortite sulla stampa e sui social network foriere di attacchi ad altri iscritti del partito e di descrizioni del movimento del tutto infondate”.
La risposta di Sforzini non si è fatta attendere. “Evidentemente a Vannacci i grilli parlanti non piacciono e le cornacchie nere, che si sono ormai impossessate della gestione del partito, amano lanciarli contro il muro. Stiano serene le cornacchie nere – ha aggiunto – continuerò a far politica e a promuovere riflessioni e iniziative col mio Centro Studi Rinascimento Nazionale, aperte a tutte quelle forze politiche disponibili al confronto e al dialogo”.
CHI È LUCA SFORZINI
Luca Sforzini è un imprenditore ed esperto d’arte, si definisce anche “mecenate e filantropo italiano”. Dopo una laurea in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Pavia inizia la sua attività di imprenditore nel campo dell’arte e dell’antiquariato, oggi collabora con diverse case d’asta italiane.
DALLA LEGA LOMBARDA A FUTURO NAZIONALE
Si avvicina alla politica attraverso l’interesse nei confronti della nascente Lega Lombarda nel 1989. Successivamente, nel 1996, fonda la Giovane Pavia, poi gli viene affidato l’incarico di vicesegretario regionale in Lombardia del PRI, a seguire diviene capo della segreteria politica dell’europarlamentare di Forza Italia Francesco Fiori, e infine, più recentemente, l’incarico di responsabile del dipartimento Cultura di Fratelli d’Italia in provincia di Pavia.
Dopo aver acquistato il Castello di Castellar Ponzano, alle porte di Tortona in provincia di Alessandria, nel 2024 istituisce “Rinascimento” un’associazione senza scopo di lucro “che si propone di promuovere lo sviluppo turistico, culturale e sociale del territorio grazie anche all’istituzione di un Osservatorio che ha il compito di analizzare le dinamiche sociali, criticità e potenzialità delle regioni del nord-Ovest ed elaborare progetti di rilancio territoriale”.
I MALUMORI DI SFORZINI NEI CONFRONTI DI FN
A pesare sul suo allontanamento dalla creatura di Vannacci i ripetuti malumori espressi da Sforzini nei confronti delle posizioni più radicali espresse sa esponenti di FN. “Vannacci non è un fascista e considero un principio elementare dello Stato di diritto distinguere un esposto, degli accertamenti preliminari e una responsabilità accertata. Proprio per questo, però, oggi non è più possibile liquidare come folklore il problema politico che, come Centro Studi Rinascimento Nazionale, denunciamo con grandissima preoccupazione da settimane” aveva detto all’AdnKronos.
IL CLIMA “AGGHIACCIANTE” DENTRO FN
Sforzini aveva definito “agghiacciante” il clima dentro FN in un’intervista a Il Foglio dopo uno scontro avuto con Roberto Jonghi Lavarini, “militante della destra sociale e identitaria” dell’area milanese, sostenitore di FN (non iscritto ma le cose, a breve, potrebbero cambiare) e collaboratore del “giornale Cultura e Identità”.
“Io l’ho definito un ‘nazista autentico’ aggiungendo che per lui è un complimento – ha detto Sforzini nella sua intervista a Il Foglio parlando di Lavarini -. Non è un mistero che Lavarini faccia una valutazione positiva del fascismo e addirittura del nazismo. Quello che mi spaventa non è questa macchietta, ma quello che alcuni esponenti di Fn rischiano di fare: legittimare e sdoganare i peggiori mostri del ‘900”.

