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Più o meno Europa? Cosa c’è nel programma di Lega e Forza Italia

Tajani Berlusconi

Il programma elettorale per le europee di Lega e Forza Italia: tutto su governance politica, economia, difesa e gestione dei flussi migratori 

All’interno del centrodestra si sta giocando una partita in cui ogni attore ha un ruolo ben definito. Se il vicepremier Matteo Salvini ha dato mandato al generale Vannacci di fare il guastatore, con dichiarazioni spesso sopra le righe, l’altro vicepremier Antonio Tajani ha disegnato per i suoi un ruolo rassicurante da volenterosi ma critici europeisti.

Andiamo a vedere cosa scrivono e quali punti di contatto ci sono nei programmi degli alleati di Governo di Lega e Forza Italia.

FORZA ITALIA VUOLE PIÙ SPIRITO EUROPEISTA NEL CENTRODESTRA

Antonio Tajani è stato il primo, tra i leader di partito italiani, a dichiarare che si sarebbe candidato alle elezioni europee. “Se i soldati non sono usciti dalla trincea, nemmeno il tenente esce dalla trincea”, ha detto il vicepremier e ministro degli esteri. Il mandato politico di Forza Italia è chiaro sin dal titolo del programma: “Con noi al centro dell’Europa”. L’obiettivo degli azzurri è proprio quello di fare da contrappeso alle spinte nazionaliste e/o scettiche nei confronti dell’Unione europea che arrivano dagli alleati di governo di FdI, in misura minore, e Lega, in maniera più rilevante. L’ancoraggio, stretto, alla tradizione europea del PPE la si rintraccia sin dalle prime battute del programma preparato per le elezioni europee.

“L’Europa è la nostra casa. Abbiamo costruito un’Europa con al centro la libertà, la sicurezza e la dignità delle persone – scrivono i forzisti -. Abbiamo unito le nostre identità nazionali. Nel PPE con la nostra storia, le nostre radici giudaico-cristiane e liberali, la nostra cultura abbiamo reso possibile la pace e la prosperità per la maggior parte degli Europei. [..] La grande scommessa per il futuro dell’Unione europea è continuare a essere la forza che promuove la libertà dei popoli e la cooperazione come motori della crescita e dello sviluppo sociale”.

ELEZIONI EUROPEE: IL PROGRAMMA DI FORZA ITALIA

Quindi, è più Europa quella che propone il partito di Antonio Tajani. La declinazione, in termini di governance economica e politica, si traduce nella proposta dell’introduzione del voto a maggioranza qualificata superando la logica dell’unanimità, nell’elezione diretta rappresentante dell’Unione al posto degli attuali presidenti della Commissione e del Consiglio europeo, nell’istituzione di un debito comune europeo, nello sviluppo dell’unione bancaria e nell’irrobustimento del potere legislativo del Parlamento. A questo si aggiungono le proposte in materia di difesa che vanno dal potenziamento dell’industria della difesa alla nomina di un commissario per la Difesa. I punti di contatto con i partner della coalizione si ritrovano nei temi ambientali e della gestione dei flussi migratori.

Anche per Forza Italia, come per FdI e Lega, occorre superare le rigide logiche del Green Deal promuovendo un “ambientalismo responsabile” ma senza gettare al macero il lavoro sin qui svolto. FI propone la revisione della direttiva sulle case green ma, allo stesso tempo, la promozione di investimenti nelle rinnovabili. Per gli azzurri i flussi migratori si possono tenere sotto controllo attraverso accordi bilaterali con i paesi di transito ma anche attraverso un programma di investimenti (Piano Marshall per l’Africa).

SALVINI VUOLE MENO EUROPA E PIÙ ITALIA

Se Antonio Tajani ha utilizzato una metafora militaresca per spiegare la ragione del suo ingaggio nelle elezioni europee, ancora meglio ha fatto la Lega che un militare, un generale per la precisione, l’ha candidato in tutte le circoscrizioni, il generale Roberto Vannacci è, inoltre, capolista al Centro e al Sud. “Sull’apposita scheda fate una ‘decima’ sul simbolo della lega – ha detto il generale in uno spot elettorale – e scrivete Vannacci e li travolgeremo tutti con una valanga di voti. Per cambiare questa Europa che non ci piace”. Il mandato è chiaro, quindi, l’Unione europea, così com’è, non va bene agli uomini di Salvini.

ELEZIONI EUROPEE: IL PROGRAMMA DELLA LEGA

“Più Italia e meno Europa” è quello che propone il programma elettorale della Lega per le elezioni europee. Se Forza Italia propone di superare il voto all’unanimità, al contrario la Lega vuole puntare sui principi di sussidiarietà e proporzionalità, salvaguardando il voto all’unanimità (cosa che rende più semplice esercitare il diritto di veto). In ambito economico il programma della Lega si avvicina a quello di FI, c’è, infatti, la proposta di armonizzare la materia fiscale, porre fine alle politiche di austerità e “concordare soluzioni volte all’incremento degli investimenti pubblici e privati”.

La difesa della casa, dell’auto e dell’agricoltura per gli uomini di Salvini (e del generale Vannacci) vogliono dire solo una cosa: revisione del Green Deal. “Siamo impegnati nel garantire a tutti i cittadini il loro sacrosanto diritto di possedere veicoli privati a prezzi sostenibili – si legge nel programma -. Per far questo è necessario salvaguardare il futuro del motore endotermico eliminandone la messa al bando dal 2035 e inserendo una piena legittimazione dell’utilizzo dei biocarburanti nell’ambito della revisione del Regolamento sulle emissioni”. Stessa melodia anche per il settore agricolo.

SULL’UCRAINA L’EQULIBRISMO DELLA LEGA, TRA PACIFISMO E DIRITTO ALL’AUTODIFESA DI KIEV

“Siamo decisi a cancellare gli obiettivi irrealistici che sono stati assegnati al primo settore dalle norme del Green Deal – scrive la Lega -; andrebbero ad affliggere aziende che hanno già rispettato le norme di condizionalità previste dalla politica agricola e dalle normative di settore”. In materia di politica estera e di difesa, la Lega rifiuta l’idea di un esercito comune europeo ma non l’idea di cooperare in materia di investimenti in tecnologie di difesa.

Sulla questione ucraina assume una posizione pacifista, pur riconoscendo il diritto all’autodifesa di Kiev. “In questo contesto geopolitico, noi rimaniamo impegnati a sostenere il diritto di autodifesa dell’Ucraina – si legge nel programma -, con la consapevolezza di dover perseguire, allo stesso tempo, tutti gli sforzi diplomatici per arrivare a una soluzione condivisa e porre fine al conflitto anziché favorire sconsiderate escalation militari, come auspica qualche leader europeo”. La difesa dei confini europei viene declinata esclusivamente in relazione ai flussi migratori. Quest’ultimi devono essere gestiti attraverso la cooperazione con gli Stati di partenza dei migranti e la riforma del sistema europeo del diritto di asilo (in senso restrittivo).

Leggi anche: Cosa c’è nel programma di FdI per le Europee: no al green deal, Europa confederale, industria della difesa

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