Si sblocca la nomina di Annalisa Tardino alla guida dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale, impaludatasi dopo il veto del governatore Renato Schifani al nome imposto da Matteo Salvini. Pace fatta tra il segretario della Lega e il presidente della Regione e via libera alla ricandidatura?
Semaforo verde per Annalisa Tardino al Porto di Palermo in cambio dell’avallo leghista alle prossime regionali siciliane: l’intesa siglata da Renato Schifani chiude il braccio di ferro con il Mit e incassa, come contropartita, l’ufficialità del sostegno di Matteo Salvini alla sua ricandidatura
IL PIANO DEL PORTO
Si chiude così il difficile negoziato sulla nomina del successore di Pasqualino Monti che dovrà portare a termine il colossale piano di ristrutturazione del Porto di Palermo da 1 miliardo di euro. Le opere programmate sono state in gran parte già realizzate. Ora serve completare le infrastrutture e all’efficientamento energetico per trasformare definitivamente lo scalo in un “home port” di inizio/fine crociera. Questo raddoppierebbe un indotto che genera già circa 100 milioni di euro l’anno, portando i turisti a pernottare negli hotel della città e a utilizzare i voli sull’aeroporto di Punta Raisi. Un asset in modo da raddoppiare l’indotto che è uno dei pilastri dell’economia siciliana, con numeri che lo posizionano tra i motori di sviluppo più dinamici del Mediterraneo.
IL BRACCIO DI FERRO E IL DISGELO
Il governatore, ex Presidente del Senato, si era inizialmente opposto al profilo della Annalisa Tardino per la successione a Pasqualino Monti, sollevando dubbi sui requisiti e ricorrendo al Tar contro il decreto ministeriale. Il recente ritiro del contenzioso e la firma dell’intesa, che ora attende solo il parere delle commissioni parlamentari di Camera e Senato, segnano il definitivo disgelo tra il Ministero delle Infrastrutture e la presidenza della Regione.
SALVINI APPOGGIA DI SCHIFANI
A fronte del via libera sulla casella dell’Autorità portuale, Matteo Salvini ha espresso una posizione netta a favore della ricandidatura di Renato Schifani alla guida dell’Isola. Se solo due mesi fa il leader leghista si era mostrato evasivo sul tema, oggi il sostegno allo “Schifani bis” appare come il fulcro di un nuovo patto di stabilità interna. Un’apertura che posiziona Matteo Salvini come il primo leader nazionale della coalizione a blindare l’uscente, superando in tempestività anche il segretario di Forza Italia e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Ma la mossa del vicepremier va letta anche in riferimento alla partita della della Regione Lombardia: il richiamo alla regola della ricandidatura dei governatori uscenti è un segnale preciso rispetto alla posizione dal leghista Attilio Fontana.
TENSIONI NELLA COALIZIONE
Nonostante l’intesa ai vertici, la base della coalizione di centrodestra in Sicilia resta attraversata da forti turbolenze. Il deputato regionale Vincenzo Figuccia ha recentemente stigmatizzato i ripetuti “sgambetti” tra alleati, con particolare riferimento alla bocciatura di norme care alla Lega durante la riforma degli enti locali, come il terzo mandato per i sindaci e la figura del consigliere supplente.
LA CAMPAGNA ACQUISTI DELLA LEGA
In questo scenario si inserisce la strategia di espansione del partito, confermata dal vicepresidente della Regione, Luca Sammartino, il quale ha annunciato che la Lega non farà sconti agli alleati e si prepara ad accogliere nuovi dirigenti. Riflettori accesi sui cuffariani Carmelo Pace, Ignazio Abbate e Andrea Messina, mentre si intensificano le trattative per le prossime elezioni amministrative in comuni chiave come Agrigento, Enna e Marsala, dove è già stato siglato il patto sul nome di Giulia Adamo, ex presidente della Provincia.

