Continua la polemica a distanza Decaro-Emiliano. E Avs propone il piano B: qualora l’ex sindaco di Bari dovesse ritirare la sua candidatura, pronto il nome di Vendola
Chiuso l’accordo sulla Campania, per la segreteria Pd rimane da risolvere l’intricato puzzle per le regionali pugliesi.
Lo scontro tra Decaro ed Emiliano si protrae senza che nessuno dei contenenti si mostri disponibile a un passo indietro, malgrado la mediazione proposta segretario regionale dem Domenico De Santis, che rilancia sul nome dell’eurodeputato.
Così l’idea che si fa strada nel centrosinistra, su spinta di Avs, è quella di proporre come candidatura di riserva il nome di Nichi Vendola nel caso in cui Decaro dovesse rinunciare.
DECARO VS EMILIANO
Le condizioni dell’ex sindaco di Bari sono chiare: nessuno spazio per Emiliano in Consiglio regionale, ne vale della sua candidatura. L’esigenza di Decaro è avere le mani libere dal controllo politico di quello che era il suo padre politico e ora costituisce il principale ostacolo al trionfo annunciato nella corsa al Palazzo della Regione.
L’ostruzionismo del governatore uscente, intanto, continua a oltranza. Nessuno degli incarichi a lui proposti, dagli assessorati in Regione, a Bari o a Taranto, né la poltrona di commissario dell’Ilva, lo hanno convinto a gettare la spugna.
LA CARTA VENDOLA
Come per Emiliano, anche su Nichi Vendola c’è il veto di Decaro per una candidatura nelle sue liste. Ma la determinazione dell’ex sindaco di Bari, in questo caso, sembra più generica e orientata a evitare che il no a Emiliano sia visto come una faccenda personale. Tanto più che Vendola appartiene formalmente a un altro partito e per escluderlo completamente dalla corsa, anche come capolista in alcune province, i dem dovrebbero scontrarsi con gli alleati rossoverdi.
AVS SCALPITA PER ESPRIMERE UNA CANDIDATURA
Si aggiunga, inoltre, che Avs, dopo gli accordi Pd-M5S in Campania e Calabria, scalpita per esprimere un proprio nome in vista delle regionali.
Dopo i successi nelle trattative per Fico e Tridico, Conte avrebbe esaurito il suo spazio di manovra e la palla passerebbe al Pd, che ha il problema di puntellare l’alleanza con Fratoianni e Bonelli, finora spettatori nel gran gioco delle candidature per le regionali.
CON VENDOLA, VIA LIBERA A EMILIANO IN CONSIGLIO
Certo, qualora si virasse su Vendola, allora bisognerebbe dare la luce verde a Emiliano per la candidatura in Consiglio. Ma tra i due c’è una lunga storia di contrasti e il centrosinistra avrebbe gioco facile a smarcarsi dalle obiezioni sullo strapotere del governatore uscente.
IL PROBLEMA DELLA DISCONTINUITÀ
Il tassello mancante sarebbe invece il segnale di discontinuità, chiesto da più parti – e dai 5S, in primis: Vendola ha guidato la Regione Puglia per 10 anni e di certo il suo nome mal s’attaglia a una promessa di rinnovamento. Argomenti, questi, che si offrirebbero già belli e pronti un’eventuale opposizione di centrodestra.
Per questo, alla fine, lo scenario percorribile potrebbe essere quello di mantenere la candidatura di Decaro, facendo cadere il veto su Vendola per il Consiglio per non irritare Avs e offrendo a Emiliano un posto nella giunta regionale, in attesa della candidatura in Parlamento per il 2027.