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Quali lavori vanno verso l’obbligo di Green Pass?

Obbligo Di Green Pass Una Dose

Prima dell’obbligatorietà vaccinale il governo intende passare per l’obbligo di Green Pass in determinati settori. Ma si fa pesante il pressing sul governo, da Confindustria alla Cisl passando per Fipe. Per Mattarella e il Papa vaccinarsi è «Un dovere e un atto d’amore»

Richiesto da più parti (dopo Carlo Bonomi, l’ultimo in ordine di tempo a esprimersi in merito è stato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra: “Chiediamo al Governo e al Parlamento di approvare urgentemente una legge che introduca l’obbligo per tutti i cittadini” e così Fipe, che rappresenta baristi e ristoratori), l’obbligatorietà vaccinale rischia di far traballare il governo.

Prima di arrivare al vaccino antiCovid obbligatorio per tutti, passo che nessun Paese ha peraltro ancora compiuto (e che cozzerebbe contro i precedenti proclami entusiastici dell’esecutivo sui progressi della campagna del generale Francesco Paolo Figliuolo), nelle stanze di Palazzo Chigi si starebbe pensando a una estensione dell’obbligatorietà per diverse categorie di dipendenti pubblici e privati. Un obbligo di Green Pass limitato ai dipendenti di taluni settori, insomma. Ma ci sarà da vincere le resistenze della Lega e pure dei sindacati, che al momento hanno già impedito di procedere con una obbligatorietà piena per i lavoratori del mondo della scuola, sebbene il ministro Patrizio Bianchi sembri ora propendere per la sospensione dal servizio per coloro che non certificheranno nemmeno col tampone.

OBBLIGO DI GREEN PASS PER ALCUNI LAVORI?

Anticipa le possibili mosse autunnali del governo il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ai microfoni di Ansa: «Sull’obbligatorietà del Green Pass penso a tutte quelle attività dove c’è da garantire la continuità di un servizio, per esempio gli operatori Trasporto pubblico locale, i dipendenti dei market e dei servizi essenziali, ma anche i dipendenti degli uffici comunali e pubblici dovranno tornare alla normalità e in presenza: hanno la responsabilità di garantire un servizio al Paese e a contatto con il pubblico. Non è possibile che in alcuni territori siano ancora chiusi e in smart working».

Del medesimo avviso pure Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), in un’intervista al Corriere della Sera: “Credo che sia necessario interrogarsi sull’opportunità di introdurre l’obbligo vaccinale per chi ricopre una funzione pubblica: operatori sanitari, insegnanti, forze dell’ordine e altra categorie. Ricordiamo che la salvaguardia del bene pubblico è tutelata anche dall’articolo 2 della Costituzione, secondo cui il diritto individuale non può ledere quello della comunità. E i vaccini di cui oggi disponiamo, oltre a proteggere l’individuo, sono altamente efficaci nella prevenzione dei contagi: tra il 70 e l’85 per cento. Per quel 25-30%o che sfugge anche i vaccinati devono continuare a portare la mascherina in ambienti affollati e al chiuso”.

Ma non sarà una decisione presa sull’onda dell’emozione data dal prevedibile aumento dei contagi post-vacanze o dal crollo degli italiani vaccinati quotidianamente nelle settimane agostane (250mila contro i precedenti 500mila), come spiega sempre Costa: «Nel mese di agosto – ha infatti spiegato il sottosegretario alla Salute – era fisiologico che ci fosse stato un periodo di calo delle vaccinazioni, a causa delle ferie degli italiani. Ma settembre sarà un mese decisivo, per dare un’ulteriore impulso alla campagna vaccinale, dove l’incognita è riferita a chi non si vuole vaccinare. Da questo punto di vista oggi non siamo nelle condizioni di dire qual è la quota dei No vax e quale quella dei cittadini che si possono ancora convincere. I dati emergeranno a settembre e allora faremo riflessioni su questo». Questo significa che la stretta sull’obbligo di Green Pass per altre categorie di lavoratori non vedrà la luce prima di metà ottobre.

QUEL TRAGUARDO CHE IL GOVERNO INTENDE RAGGIUNGERE

“Questa è l’ultima chiamata alle vaccinazioni. Se entro il 15 settembre non avremo superato la soglia dell’80% di popolazione che ha avviato il percorso di immunizzazione, dovremo valutare la possibilità di una forma di obbligo”. Ad affermarlo, in un’intervista a La Stampa, è il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, che spiega: “vediamo nelle prossime settimane quale soglia di vaccinazioni riusciremo a raggiungere, ma dai dati delle ospedalizzazioni, si potrebbero andare a toccare solo le fasce d’età che rischiano di più. Qualcuno ha parlato di over 50, ma io andrei a proteggere chi ha più di 40 anni. Non possiamo continuare a rallentare il lavoro ordinario degli ospedali. È assurdo pensare di dover lasciare ancora indietro tutti quei malati che non hanno il Covid ma aspettano delle cure”. “Quello dei due terzi – ha motivato Sileri – era un obiettivo fissato in base alle caratteristiche del virus originario, ma con la variante Delta, che si è rivelata molto più contagiosa, dovremo salire all’80% della popolazione. Forse anche qualcosa di più”.

LETTA: GREEN PASS PER SALVARE VACANZE SULLA NEVE

Al momento l’obbligatorietà del Green Pass dovrebbe perdurare fino a fine anno, ma il segretario PD, Enrico Letta fa già sapere, via Twitter, di essere disponibile a prorogarla: «Il green pass sarà la chiave per la salvare la stagione turistica invernale. A #PontenelleAlpi, a margine della nostra PreAgorà sulla montagna ho incontrato i Presidenti Nazionali dei Maestri di Sci e degli Impianti di Risalita. Bisogna subito impostare le regole e dare certezze».

Intanto le schiere dei No Vax, per quanto assottigliate, non sembrano dimagrite come auspicato dall’esecutivo a seguito del decreto di luglio sul Green Pass: a meno di 20 giorni dalla prima campanella il 12,5% del personale della scuola non è stato ancora vaccinato, così come 35mila sanitari. Destano soprattutto preoccupazione gli oltre 4 milioni di cinquantenni sfuggiti all’inoculazione della prima dose, particolarmente esposti, dicono le statistiche anagrafiche, al ricovero in terapia intensiva in caso di contagio. Per questo, una ulteriore mossa mediana del governo tra l’obbligo di Green Pass e l’obbligo vaccinale, potrebbe essere l’obbligo per gli over 50 verso cui nemmeno Matteo Salvini potrebbe opporsi visto che lo aveva già ventilato.

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