Italia

Rai, i giornalisti della Tgr alla prova del coronavirus

Rai

Un esercito di 750 giornalisti Rai, sparpagliati in 24 redazioni, affronta il virus in nome del servizio pubblico. L’articolo di Gianluca Vacchio per loSpecialista
Il concorso per 90 nuovi giornalisti le avrebbe dovuto dare un po’ di ossigeno. L’emergenza coronavirus – che quel concorso l’ha mandato in soffitta – l’ossigeno glielo sta togliendo. Si tratta della Testata giornalistica regionale della Rai: 750 giornalisti e 24 redazioni. Il presidio del servizio pubblico, diretto da Alessandro Casarin, che ogni giorno (tre telegiornali e una serie di rubriche) racconta al Paese quello che accade sul territorio. Una bella sfida in tempi di emergenza sanitaria, premiata da ascolti in costante aumento ma che sta mettendo a dura prova il lavoro di centinaia di colleghi che stanno fronteggiando riduzioni di un terzo o anche del 50 per cento dell’organico.

FUORI DALLE REDAZIONI

Se agli italiani viene intimato state in casa, ai proprio giornalisti Casarin sta ripetendo state fuori dalle redazioni. In sostanza vuole evitare che il virus si diffonda sui luoghi di lavoro, costringendo intere redazioni alle quarantene preventive. Quarantene alle quali già sono sottoposti in questo momento giornalisti un po’ in tutte le 24 redazioni della Tgr (con giorni variabili e gestiti secondo le indicazioni delle Asl). E che vanno a sommarsi alle cosiddette “assenza tutela” (giornalisti con patologie, più esposti e quindi tenuti in malattia). Tra quarantene, insomma, malattie e smart working (ove possibile), il lavoro di raccontare il territorio si sta facendo sempre più complicato.

DUE SQUADRE

Sembra che il lavoro nella Tgr sia organizzato su due squadre. Una interna alle 24 redazioni: conduttori, coordinatori e capiredattori e qualche redattore da desk. E una esterna: inviati sul campo. Il tutto, come detto, per svuotare le redazioni ed evitare il contagio. A questo si aggiunge che ogni redazione è stata dotata di un mezzo esterno che all’occorrenza rende possibile la trasmissione del telegiornale se la redazione è fuori uso. Un modo per trasmettere, insomma, nel momento in cui si rendesse necessaria la sanificazioni del luogo di lavoro dove si è riscontrata la positività al virus. Tutto questo, naturalmente, al netto di emergenze improvvise.

 

Articolo pubblicato su lospecialista.tv

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