Italia

Rai, Vigilanza convoca direttore Risorse umane su bando precari

Rai

Il capo del personale Rai sarà ascoltato a San Macuto mercoledì 15 gennaio (ore 14). Dovrà spiegare l’accordo con l’Usigrai del 23 luglio 2019 per stabilizzare 250 giornalisti. L’articolo di Gianluca Vacchio per loSpecialista.tv

A maggio 2019 è stato nominato direttore Risorse Umane e Organizzazione; dopo due mesi ha firmato un importante accordo con l’Usigrai per la stabilizzazione di 250 giornalisti che tra il 2014 e il 2018 hanno lavorato nelle Testate e in una trentina di programmi di Rai1, Rai2, Rai3, Radio2 e Radio3; il 15 novembre 2019 ha “benedetto” la pubblicazione del bando per quello che in Viale Mazzini hanno ribattezzato il “giusto contratto”; il 14 gennaio 2020 dovrà spiegare tutto questo al Parlamento. Si tratta di Felice Ventura, che mercoledì prossimo (ore 14) sarà ascoltato dalla commissione di Vigilanza in audizione per motivare quelle che a San Macuto dai banchi della Lega (e non solo) definiscono opacità nel bando. Quali? Per esempio il fatto che alcuni giornalisti con contratto Rai, non ancora stabilizzati, non possano partecipare al concorso venendo esclusi a beneficio di colleghi che invece hanno contratti con aziende esterne. Per questo la Lega – con una risoluzione a firma Paolo Tiramani – chiede la sospensione del concorso (il bando scade il 15 gennaio 2020) e una proroga dei termini. Giusto il tempo di verificare alcune criticità.

IL PARERE DI USIGRAI

Un’iniziativa che non piace all’Usigrai, che quell’accordo l’ha imbastito. E anche Fnsi e i cdr chiedono alla politica di non interferire. Proprio oggi, infatti, si è riunita a Roma l’Assemblea dei comitati di redazione della Fnsi. E ha giudicato per acclamazione “inaccettabile l’ingerenza della commissione parlamentare di Vigilanza sull’accordo firmato da Usigrai e Fnsi con la Rai per il ‘giusto contratto’. La Vigilanza non ha alcun potere – si legge nel comunicato – di interferire nella gestione dell’azienda di servizio pubblico. L’emergenza in questo Paese è rappresentata dagli stati di crisi, dai prepensionamenti, dalle incapacità imprenditoriali scaricate sui lavoratori, dalle paghe da sottoproletariato. Non certo da un accordo sindacale che garantisce nuovi contratti giornalistici (con conseguente beneficio per l’Inpgi, la Casagit e il Fondo di Pensione complementare) e riconosce dopo 20 anni di battaglie i giusti diritti a centinaia di lavoratrici e lavoratori. I cdr chiedono al gruppo dirigente della Fnsi di contrastare in ogni sede questo tentativo di bloccare la selezione per il ‘giusto contratto’ in Rai”.

 

Articolo pubblicato su lospecialista.tv

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