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Regionali Lombardia: Moratti divide il Centrosinistra, il Centrodestra potrebbe puntare su Garavaglia

Moratti

Il centrosinistra si spacca sul nome di Letizia Moratti, il Terzo Polo la vuole alla Regione mentre il PD lombardo dice “no”. Il centrodestra punta su Garavaglia?

Le dimissioni di Letizia Moratti da assessore al Welfare hanno determinato uno scossone non da poco nella giunta Fontana. “Di fronte al venir meno del rapporto di fiducia con il presidente Attilio Fontana, annuncio la decisione di rimettere le deleghe di vicepresidente e di assessore al Welfare”, ha detto l’ex sindaco dei Milano spiegando la sua posizione. A sostituirla nel suo ruolo Guido Bertolaso, arrivato proprio insieme a Moratti in piena pandemia per gestire l’operazione-vaccini in Lombardia. Le sue dimissioni si inseriscono nella partita delle candidature per la Regione Lombardia, ancora in fase di definizione.

Perché Letizia Moratti si è dimessa?

A sentire il presidente Fontana (e le indiscrezioni che circolano con insistenza) l’ex assessore punta a diventare la candidata del centrosinistra alla Regione Lombardia. “È chiaro che guarda verso sinistra e non da oggi”, ha detto il governatore lombardo. In realtà Letizia Moratti avrebbe già scelto scelto uomini e depositato il simbolo della sua associazione-lista. “Si chiama Lombardia migliorescrive Il Foglio -. La sorpresa è il referente. È Luca Ferrazzi ed è un uomo che conosce benissimo la destra lombarda. È un ex aennino, ex consigliere regionale”.

Il PD lombardo non vuole Letizia Moratti

Ma cosa ne pensano a sinistra? Il nome di Moratti appare quantomeno divisivo. Le dimissioni di Moratti con le motivazioni che ha utilizzato, ossia che questa giunta non è in grado di rispondere alle esigenze dei lombardi, conferma quello che noi abbiamo detto da tempo – ha detto a Domani Vinicio Peluffo, segretario del Pd lombardo e deputato dem -. Noi siamo impegnati da mesi in un percorso diverso, noi stiamo lavorando insieme a tutte le altre forze politiche all’opposizione per costruire un’alternativa radicale a quella che è stata la giunta Fontana in questi anni”.

Renzi e Calenda “tifano” Moratti

Alcune altre forze politiche dell’opposizione hanno espresso ammirazione per la decisione di Letizia Morattidi abbandonare la giunta Fontana. Si tratta del Terzo Polo di Renzi e Calenda. Quest’ultimo, poco dopo la notizia delle dimissioni, si è complimentato con la sua scelta. “Letizia Moratti è stata coraggiosa nel rassegnare le dimissioni dal pessimo governo di Attilio Fontana – ha detto il leader di Azione in una nota -. Moratti ha svolto un ottimo lavoro nel corso della campagna vaccinale, che prima di allora era in un caos indegno per una grande Regione europea. Sono certo che in futuro potrà dare un contributo positivo nella politica regionale o nazionale”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Matteo Renzi che, nel corso della trasmissione “L’aria che tira” ha detto: “Se fossi segretario del Pd chiamerei di corsa la Moratti e le direi andiamo insieme, se il Pd avesse voglia di vincere le elezioni, ma il Pd di Letta voglia di vincere…”. Insomma un endorsement in piena regola.

L’aspettativa di un’alternativa netta

Dalle parti del PD, però, ci sarebbero altri obiettivi, altre strategie per decidere chi dovrà candidarsi alla guida della regione più ricca del paese. “Io credo che ognuno debba assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei propri elettori. Noi siamo convinti che ci sia in Lombardia un’aspettativa molto profonda rispetto a un’alternativa netta – continua Vinicio Peluffo -. C’è voglia di cambiare pagina, è quello che abbiamo chiesto in questi anni, ed è quello su cui lavoriamo. Sono convinto che su questo alla fine riusciremo a trovare un’ampia convergenza delle forze politiche all’opposizione”. Quell’alternativa potrebbe rispondere al nome di Carlo Cottarelli o del rettore uscente del Politecnico Ferruccio Resta. Sull’ex commissario alla spending review ci sarebbe un accordo tra Letta e Calenda.

Le certezze di Fontana

Chi subirà le ripercussioni maggiori dalle dimissioni di Moratti è il centrodestra. Il suo nome, infatti, era circolato sia per un ruolo da ministro che come candidata per la Lombardia.

Fontana è certo di una ricandidatura: “mi sembra che i singoli rappresentanti del centrodestra mi abbiano ripetutamente confermato e a questo punto credo non ci sia neanche bisogno di una formalizzazione”, ha detto l’interessato.

Le (nascoste) intenzioni del Centrodestra

In realtà la questione è un po’ più complessa. Come spiega bene Carmelo Caruso sul Foglio la partita della Lombardia è talmente complessa che potrebbe avere ricadute anche sul Governo e sulla regione Friuli Venezia Giulia. Lega e FdI, sebbene a parole difendano l’operato di Attilio Fontana, in realtà per la Regione Lombardia starebbero valutando l’ipotesi Massimo Garavaglia, leghista ed ex ministro del Turismo del Governo Draghi. Silvio Berlusconi, per appoggiare il candidato lombardo di Lega e FdI e non Letizia Moratti da cui è legato da un’antichissima amicizia, potrebbe chiedere la guida di una regione come il Friuli-Venezia Giuli, da affidare a Riccardo Riccardi, attuale vicepresidente. A questo il destino di Massimiliano Fedriga sarebbe entrare nel governo con un ministero in quota Lega.

Il centrodestra “difende” Fontana

Al momento, però, al centrodestra non resta altro che difendere il presidente uscente.

La Moratti “Ha gettato la maschera e ha scelto di sganciarsi dalla giunta regionale di centrodestra per preparare la sua candidatura con la sinistra – hanno detto piccati i leghisti Fabrizio Cecchetti e Roberto Anelli (capogruppo al Pirellone) -, in cerca di una poltrona cui ambiva da mesi”.

 

 

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