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Vincenzo Cuomo

Regione Campania, chi è l’assessore Vincenzo Cuomo e perché rischia di decadere

Regione Campania, bufera sulla nomina dell’assessore Vincenzo Cuomo: un parere del Ministero dell’Interno, firmato dalla sottosegretaria Wanda Ferro, rileva l’incompatibilità col nuovo ruolo dell’ex sindaco di Portici. Ecco perché e chi è

Se ne parlava da mesi, ora è nero su bianco, con la firma in calce del Viminale. La sottosegretaria del Viminale Wanda Ferro ha infatti risposto all’interrogazione parlamentare del senatore meloniano Sergio Rastrelli, accogliendone nella sostanza i rilievi: la nomina di Vincenzo Cuomo come assessore al Governo del Territorio e al Patrimonio della Regione Campania sarebbe illegittima.

Questa la posizione del Ministero dell’Interno, sebbene l’ultima parola sulla decadenza spetti ora al Consiglio Regionale. Una brutta gatta da pelare per Roberto Fico, il quale avrebbe indicato l’ex primo cittadino di Portici senza che questi possedesse i requisiti normativi richiesti al momento dell’assunzione dell’incarico. Col rischio che insieme all’assessore debbano essere messi in discussione tutti gli atti deliberati fin qui.

IL NODO GIURIDICO DELLA NOMINA

La vicenda è legata al rapido trasloco di Cuomo dalla sindacatura di Portici alla Giunta di Roberto Fico. Le norme regionali prevedono infatti che, tra i requisiti di eleggibilità e compatibilità, vi sia quello di non ricoprire la carica di sindaco di Comuni compresi nel territorio campano. Proprio per questo, prima della nomina ufficiale da parte del presidente Roberto Fico, il primo cittadino della città vesuviana aveva dovuto rassegnare le dimissioni dall’amministrazione comunale.

Ma per il senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli, segretario della commissione Giustizia e della commissione bicamerale Antimafia, il passaggio era stato troppo repentino, mancando a suo dire, i tempi legali affinché le dimissioni di Cuomo da sindaco di Portici potessero considerarsi irrevocabili, prima dell’emanazione del decreto di nomina.

LA BOCCIATURA DEL VIMINALE

Ora arriva anche la conferma del Ministero dell’Interno: nella nota ufficiale firmata dalla sottosegretaria di Stato Wanda Ferro si evidenzia che “Vincenzo Cuomo non poteva essere nominato assessore della giunta regionale della Campania” poiché “al momento della nomina ad assessore, aveva ancora la titolarità dell’ufficio di sindaco, non essendo ancora decorsi i 20 giorni dalla presentazione delle dimissioni”, termine stabilito dalla legge per rendere irrevocabili le dimissioni da primo cittadino.

Rincara la dose Rastrelli, che in una nota accusa: “nonostante tali insanabili irregolarità, peraltro immediatamente denunciate, fossero palesi, ed evidenti già sotto il profilo documentale, né il presidente dell’assemblea regionale Massimiliano Manfredi né il presidente della Giunta Roberto Fico hanno sinora ritenuto di intervenire”. Invito ora esteso anche al procuratore Michele Di Bari, affinché vengano sottoposte “a controllo di legalità (…) tutte le delibere e i provvedimenti emessi, in via esclusiva o collegiale, dall’assessore nominato contra legem”, nonché “i profili di veridicità della auto-dichiarazione di Vincenzo Cuomo, in merito all’assenza di cause di incompatibilità” rese all’atto dell’insediamento.

CHI È VINCENZO CUOMO

Nato a Piano di Sorrento, classe ’64, Vincenzo Cuomo s’è laureato in Economia alla Federico II, focalizzando poi la sua formazione sul management nel pubblico. Dipendente dal 1990 dell’Asl Napoli 1 Centro come funzionario, attualmente è collocato in aspettativa senza retribuzione.

Inizia la carriera politica nelle fila democristiane, quindi passa al Partito Popolare Italiano, prima dell’approdo alla Margherita e infine al Partito Democratico. Nel ’96 arriva la prima elezione al consiglio comunale di Portici, dov’è assessore tra il 1997 e il 2000 con deleghe ai Lavori Pubblici, Urbanistica, Protezione Civile, Condono e Piani Regolatori, svolgendo anche il ruolo di vice-sindaco e di presidente della Commissione Edilizia cittadina.

Nel 2004 ottiene la prima fascia di sindaco, che manterrà fino al 2012. Attivo con ruoli di rilievo anche nell’Anci – ne è stato presidente per due anni dal 2011 – , nel 2013 ottiene il seggio a Palazzo Madama nelle liste del Partito Democratico. A Roma è membro della Commissione Ambiente e della Bicamerale di Vigilanza RAI, prima del ritorno a Portici nel 2017 per il quarto mandato da sindaco. Proprio in quell’occasione finisce al centro di un caso per certi versi simile: allora Cuomo non lasciò subito il seggio al Senato, secondo i 5S facendo “melina” per maturare i requisiti minimi del vitalizio parlamentare. Cuomo respinse le accuse, rivendicando la piena legittimità e il rispetto delle norme vigenti.

A fine 2025 arriva la chiamata di Fico in Giunta. Poi, in occasione delle ultime amministrative, si apre la questione legata alle candidature locali di due suoi figli, che costringe il PD  a sventare l’ipotesi di una contemporanea candidatura al Consiglio comunale di Portici di Pietro e Annamaria: la vicenda si è conclusa con il via libera al primo, mentre la seconda venne dirottata verso la segreteria metropolitana dem a Napoli guidata da Francesco Dinacci.

Immagine: Screenshot da video Youtube, Campi Flegrei TV

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