Italia

Rientro a scuola. Il botta e risposta sindaci-Azzolina

rientro scuola

Cosa si è detto all’incontro tra la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e i sindaci metropolitani. Se il rientro a scuola sarà per tutti il 9 dicembre si saprà ufficialmente solo tra qualche giorno, ma intanto il presidente Anci Decaro ha chiesto di chiarire alcuni aspetti problematici: orari scaglionati, trasporti, protocolli sanitari, connessioni per dad

Riaprire gli istituti scolastici il 9 dicembre o aspettare gennaio 2021 per ripartire con le lezioni in aula? Questo il dilemma e cuore del dibattito tra la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e i sindaci – che, insieme alle Regioni, sono i veri detentori del potere decisionale sulla scuola.

“La scuola va riaperta appena possibile. Noi non dobbiamo procurare disagi in particolare ai nostri giovani” ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palma di Maiorca. Un possibile punto d’incontro potrebbe essere la data del 14 dicembre, ma se ne discuterà oggi durante il vertice tra Conte e i capi delegazione di maggioranza in vista del nuovo Dpcm.

COSA HANNO DETTO I SINDACI

“Abbiamo offerto la nostra massima disponibilità a collaborare con il governo: l’obiettivo comune è di riaprire le scuole. Un obiettivo con ogni evidenza di interesse dei bambini e dei ragazzi nella duplice ottica di contenere la dispersione scolastica e garantire l’indispensabile socialità assicurata nelle prime classi”.  Lo ha dichiarato il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, al termine dell’incontro convocato dalla ministra Azzolina.

NON RIPETERE GLI ERRORI DELLA RIAPERTURA DEL 14 SETTEMBRE

“La nostra massima e unitaria disponibilità a collaborare, però, non può prescindere da alcuni nodi sui quali siamo tornati a sollecitare la Ministra e, per suo tramite, l’intero governo: bisogna intervenire perché si fissino orari di ingresso e uscita davvero scaglionati e sull’incremento di mezzi di trasporto, soprattutto extraurbani, al fine di garantire che si evitino affollamenti sugli autobus e alle fermate. Servono protocolli sanitari univoci e chiari per fissare le modalità di tracciamento, di quarantena e utilizzo dei test rapidi. Nel corso della riunione è emersa anche la necessità dell’adeguamento tecnologico delle scuole per consentire che la didattica a distanza conti su connessioni efficienti”.

SINDACI COMPATTI (SOLO APPARENTEMENTE)

Nonostante il clima definito ‘positivo’ dai sindaci solo alcuni sembrano essere veramente concordi. Si uniscono alle parole di Decaro i primi cittadini Virginio Merola (Bologna), Dario Nardella (Firenze), Marco Bucci (Genova). Il Sud però ha sottolineato che lì la situazione è ancora più complessa.

È scettico infatti il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà che, come si legge su Repubblica, ha detto: “Ci sono tre-precondizioni per aprire, trasporti, orari sfalsati, tracciamento dei contagi. La vedo dura risolverle nelle due settimane che restano”. Sulla stessa linea anche il primo cittadino di Messina, Cateno De Luca, che ha chiuso gli istituti scolastici fino a domani: “Da noi l’Azienda sanitaria provinciale non ha alcun controllo sui contagi, devo chiudere per legittima difesa”. Intanto, i sindaci Carlo Marino (Caserta), Vincenzo Napoli (Salerno) e Gianluca Festa (Avellino), hanno già firmato proroghe per le chiusure.

IL PD È DIVISO

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, e con lui anche Dario Franceschini, non vorrebbero anticipare il rientro in presenza, ma ci sono anche senatori sempre del Pd che invece spingono per dicembre. Italia Viva e M5s stanno dalla parte della riapertura.

IL PROBLEMA DEI TRASPORTI

Tuttavia, il ministero dei Trasporti ha comunicato che con un forte potenziamento dei mezzi pubblici non si risolverà il problema dell’assembramento a bordo. Milano e Roma senza un vero scaglionamento rischiano solo di avere in alcuni momenti bus che viaggiano vuoti. I sindaci, almeno su questo, sono tutti a favore di orari d’ingresso e di uscita differenziati.

COSA HA RISPOSTO AZZOLINA AI SINDACI

La ministra Azzolina non ha tardato a rispondere: “Ho molto apprezzato lo spirito di collaborazione emerso dalla riunione con i sindaci delle aree metropolitane. Siamo tutti d’accordo che la scuola sia una priorità, lavoriamo insieme per riportare gradualmente gli studenti in classe. Per me è molto importante – con prudenza, gradualità, secondo dei principi di proporzionalità – riportare a scuola pian piano i nostri studenti, sempre a condizione che la curva dei contagi decresca. Nel momento in cui si potranno alleggerire le restrizioni per tutti i cittadini anche la scuola deve poterne beneficiare”.

UN RIENTRO GRADUALE SE I NUMERI LO CONSENTONO

La Ministra ha infine ribadito che, come ormai confermato da diversi studi e ripetuto anche dal coordinatore del Cts Agostino Miozzo, “la scuola non è stata la responsabile della seconda ondata”. Sull’ipotesi di un rientro a scuola il 9 dicembre, Azzolina ha specificato: “Non sarebbe serio da parte mia in questo momento dare delle date, dobbiamo discuterne insieme a tutto il governo e tutto ciò dipenderà da come andrà la curva dei contagi nei prossimi giorni. Abbiamo bisogno, come un governo serio deve fare di osservare i contagi nei prossimi giorni, se la curva continuerà a decrescere, come al momento appare possa essere possibile, allora sì che possiamo pensare non a un ritorno di tutti gli studenti delle scuole superiori a scuola, ma di una parte, gradualmente”.

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