Italia

Rientro a scuola, ecco la bozza di Azzolina e sindacati per l’avvio dell’anno scolastico

anno scolastico

La ministra Lucia Azzolina, insieme al suo ministero e ai sindacati, ha elaborato la bozza del protocollo d’intesa per l’inizio del nuovo anno scolastico, tra dubbi e incognite

A meno di due mesi dalla riapertura delle scuole, prevista per il 14 settembre, il Miur e i sindacati stanno lavorando a un accordo per il protocollo di sicurezza da mettere in atto. La bozza rilasciata ieri prevede che tutto il personale scolastico venga sottoposto ai test sierologici, in coincidenza con l’inizio dell’anno scolastico 2020/2021. Per quanto riguarda gli studenti, saranno effettuati test a campione con cadenza periodica.

COSA PREVEDE LA BOZZA: I TEST

La bozza del protocollo da seguire per l’avvio dell’anno scolastico 2020-2021 prevede che tutto il personale scolastico venga sottoposto ai test sierologici e che gli studenti siano ugualmente sottoposti al test su base volontaria, gratuitamente, presso strutture di medicina di base e non presso le istituzioni scolastiche. Si prevede l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e in caso chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria. Chi entra in una scuola ed è precedentemente risultato positivo al Covid-19 dovrà inviare prima una comunicazione che, tramite certificazione medica, assicuri l’“avvenuta negativizzazione” del tampone. Nel caso in cui una persona presente nella scuola sviluppi febbre e/o sintomi di infezione respiratoria quali la tosse, si dovrà procedere al suo isolamento e se uno studente risultasse positivo al Covid-19 verrà stabilità nel dettaglio la procedura da seguire – per il momento l’iter dovrebbe essere quello validato per gli esami di stato che si sono svolti di recente, ovvero tampone a tutti i compagni, con la classe che dovrebbe restare a casa e ricorrere probabilmente alla didattica a distanza. Viene inoltre promosso un sostegno psicologico per fronteggiare situazioni di insicurezza, stress, ansia dovuta ad eccessiva responsabilità, timore di contagio, rientro al lavoro in “presenza”, difficoltà di concentrazione, situazione di isolamento vissuta. Le singole Regioni si stanno già mobilitando: nel Lazio almeno 120 mila operatori della scuola inizieranno ad agosto il test di sieroprevalenza mentre una seconda azione di prevenzione riguarda il vaccino influenzale, con 2,5 milioni di dosi già ordinate sul territorio.

GLI SPAZI E IL RECOVERY FUND

Chiunque entri negli ambienti scolastici avrà l’obbligo di indossare la mascherina e seguire le precauzioni igieniche previste. Sarà indispensabile mantenere la distanza di sicurezza e osservare le regole di igiene; se opportuno si dovranno prevedere ingressi e uscite a orari scaglionati per blocco di classi. In quest’ottica, gli Uffici Scolastici Regionali dovranno fornire al Ministero per i beni culturali le richieste in merito a esigenze di spazi aggiuntivi per lo svolgimento della attività scolastica, al fine di individuare possibili soluzioni logistiche in luoghi quali musei, teatri o biblioteche statali. Il presidente dell’Associazione nazionale insegnanti e formatori (Anief), Marcello Pacifico, aveva affermato: “Con il distanziamento sociale, un metro tra alunni, si deve pensare di dimezzare le classi, abbattere sicuramente le classi pollaio e raddoppiare le immissioni in ruolo richieste dal ministro Azzolina (80mila) al ministro Gualtieri”. Al momento si tratta di lavori in corso, ma alcune delle soluzioni potrebbero essere proprio gli investimenti sull’edilizia scolastica grazie al Recovery Fund.

I DUBBI: IL MEDICO COMPETENTE E L’USO DELLE MASCHERINE

Tutte le scuole dovranno individuare un medico competente che si occupi di sorvegliare sul servizio sanitario, ma l’Associazione nazionale presidi (Anp) chiede di più: vorrebbe infatti il ritorno al ‘medico scolastico’ per occuparsi degli studenti dato che “il medico cosiddetto ‘competente’ garantisce la sorveglianza soltanto sui dipendenti e i lavoratori”. Rimane ancora aperta la questione dell’uso delle mascherine, si legge infatti nella bozza che “Il Comitato Tecnico Sanitario si esprimerà nell’ultima settimana di agosto in ordine all’obbligo di utilizzo di DPI da parte degli studenti. Per i DPI debbono essere individuati dispositivi adeguati all’attività svolta nel rispetto psicofisico e delle diverse fasce di età. Oltre alle disposizioni emanate dall’OMS e dal ministero della Salute in considerazione delle diverse realtà scolastiche (asilo nido, scuola materna, scuole di primo e secondo grado), sarà necessaria la predisposizione di specifici regolamenti a cura del Dirigente scolastico. Il Dirigente scolastico deve inoltre indicare con comunicazione ufficiale il posto dove dismettere i dispositivi di protezione individuale non più utilizzabili, che dovranno essere smaltiti secondo le modalità previste dalla normativa vigente”.

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