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Recovery Fund: il documento completo dell’accordo

Recovery Fund

Dopo una lunga riunione durata dal 17 al 21 luglio 2020, l’Unione Europea si compatta a Bruxelles e prova a reagire alla crisi, unita, stanziando con il Recovery Fund 1.824 miliardi di euro, tra MFF e NGEU

Così recita lo storico documento UE del 21 luglio 2020: “Mentre l’Europa piange la perdita di vite umane a causa della pandemia di COVID-19, il Consiglio europeo estende la più profonda solidarietà alle vittime e alle loro famiglie. Mentre gli europei continuano ad affrontare le straordinarie sfide e l’incertezza della vita quotidiana, tutti i nostri sforzi rimarranno concentrati sulla protezione dei cittadini. La crisi presenta all’Europa una sfida di proporzioni storiche. L’UE e gli Stati membri hanno dovuto adottare misure di emergenza per preservare la salute di tutti ed evitare il crollo dell’economia. Stiamo uscendo lentamente dalla crisi sanitaria più grave. Mentre è ancora necessaria la vigilanza, l’enfasi si sta ora spostando verso la mitigazione dei danni socio-economici. Ciò richiede uno sforzo senza precedenti e un approccio innovativo, promuovere la convergenza, la resilienza e la trasformazione nell’Unione Europea. La Commissione ha presentato alla fine di maggio un’ampia gamma di pacchetti che combinano il futuro Quadro finanziario pluriennale (Qfp) e un recupero specifico nell’ambito della Next Generation EU (NGEU). Si tratta di un pacchetto ambizioso e completo che combina il classico Multiannual financial framework (Mff) con il NGEU. Ciò darà il risultato desiderato e sarà sostenibile solo se collegato e in armonia con il tradizionale Qfp che ha plasmato le nostre politiche di bilancio dal 1988 e offre una prospettiva a lungo termine”.

I leader dell’UE hanno trovato l’accordo: 750 miliardi di euro per rispondere alla pandemia di coronavirus, che ha ucciso 135.000 persone in tutto il continente e mandato in tilt le economie di tutti gli Stati membri. Il Consiglio europeo, composto dai leader dei 27 Stati membri dell’UE, ha concordato un pacchetto di 750 miliardi di euro (circa 858 miliardi di dollari, secondo le stime dell’Economist). L’obiettivo è aiutare le economie a riprendersi dal Covid-19. Il Multiannual financial framework è pari a 1.074 miliardi di euro per il periodo 2021-27. Oltre al Mff 2021-27 si combina la Next Generation EU, ovvero lo strumento, finanziato a debito, disegnato dalla Commissione per affrontare la gravissima crisi economica. Questo è lo strumento dotato di 750 miliardi di euro tra prestiti (360 miliardi) e trasferimenti (390 miliardi) che potenzierà varie voci del Mff, specialmente per i primi anni. Mff più NGEU hanno quindi una potenza di fuoco di 1.824 miliardi di euro. Nel programma sono stanziati 336 miliardi di sussidi all’agricoltura e 6,8 miliardi su AI e cybersecurity.

IL PESO ECONOMICO DELLA BREXIT

Come ha spiegato POLITICO, il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto che è “deplorevole” che alcuni settori di spesa – come quello della salute – siano stati ridotti nell’accordo finale tra i leader. Ma ha aggiunto che, mentre l’UE è spesso accusata di fare “troppo poco, troppo tardi”, questa volta l’accusa non regge. “Abbiamo negoziato quattro lunghi giorni e notti, più di 90 ore, ma ne è valsa la pena”, ha detto. Questa volta il Mff è stato complicato a causa della Brexit. Si è infatti dovuto tappare un buco di circa 10 miliardi di euro all’anno o più, causato dall’assenza del Regno Unito, ex grande contributore di bilancio.

LA NECESSITÀ DELL’ACCORDO

Alcuni leader avevano temuto che il mancato raggiungimento di un accordo avrebbe fatto crollare i mercati azionari e potenzialmente aggravato la crisi economica. Molti esperti dicono che lo shock completo della pandemia non si è ancora fatto sentire a causa dei programmi governativi di emergenza per prevenire la perdita di posti di lavoro, che potrebbe presto subire un tracollo. La Commissione Europea ha previsto all’inizio di questo mese che l’economia UE nei prossimi 12 mesi si ridurrà dell’8,3%.

AMBIENTE E DIGITALE VERSO L’INTEGRAZIONE FISCALE

La partita su come spendere i soldi, in che settori investire e come ripartire le somme ricevute, è ancora da giocare. È ribadita e rinforzata l’attenzione al Green Deal europeo per combattere il cambiamento climatico, con una serie di iniziative volte a sostenere in parallelo la trasformazione digitale. Francia e Germania avevano proposto un programma di 500 miliardi di euro di debito per le sovvenzioni a maggio, che la Commissione Europea ha adottato, aggiungendo un programma di prestiti da 250 miliardi di euro. Mentre in passato i paesi dell’UE hanno preso in prestito congiuntamente sui mercati finanziari su scala ridotta – anche in risposta alla crisi del debito dell’eurozona nel 2010 – il nuovo piano segna un potenziale gigantesco balzo in avanti nell’integrazione fiscale.

FRANCIA E GERMANIA CON L’ITALIA

L’approvazione del piano ha segnato un trionfo per Germania e Francia, e una vittoria personale della Cancelliera Angela Merkel e del Presidente Emmanuel Macron, che hanno instaurato uno stretto rapporto di lavoro durante la crisi. “Ciò che conta per me è che alla fine siamo riusciti a mettere insieme i pezzi e che ora siamo tutti convinti di quello che abbiamo deciso di fare”, ha detto la Merkel. Giuseppe Conte, il primo ministro italiano, particolarmente colpito dalla crisi, ha detto che è stato “un momento storico per l’Europa”. “Abbiamo approvato un ambizioso piano di ripresa, adeguato alle esigenze che stiamo vivendo, che ci permetterà di affrontare questa crisi con forza, con efficacia”, ha dichiarato in conferenza stampa.

COSA GUADAGNA L’ITALIA

La risposta alla più grossa crisi economica dai tempi della Grande Depressione ha spinto il Consiglio europeo, che riunisce i capi di Stato e di governo dei 27 Stati membri, ad approvare la Next Generation EU da 750 miliardi, nome proprio del Recovery Fund, e il prossimo bilancio pluriennale dell’UE 2021-2027 da 1.074 miliardi di euro. L’Italia avrà a disposizione circa 63,5 miliardi di sovvenzioni e 127,4 miliardi di prestiti (a tasso molto basso e a lunga scadenza, come scritto anche dal Corriere della Sera) per fare le riforme e per trasformare l’economia del Paese secondo le priorità e le raccomandazioni dell’Ue.

COSA GUADAGNANO I FRUGALI

Alcuni Paesi, in particolare i Frugal Four – Austria, Danimarca, Olanda e Svezia – si erano fortemente opposti all’idea di indebitarsi per emettere sussidi di recupero. Per gran parte del vertice, si sono battuti strenuamente per ridurre la parte di sovvenzioni a favore dei prestiti. I frugali hanno ottenuto alla fine alcune grandi concessioni nel piano finanziario di base, tra cui un aumento significativo degli sconti che vengono utilizzati per limitare i loro contributi complessivi al bilancio dell’UE. Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha twittato che l’accordo è stato un “buon risultato” per l’UE e l’Austria e ha reso omaggio ai suoi colleghi di rigidità.

COSA GUADAGNANO I PAESI BASSI

Mark Rutte, il leader dei Paesi Bassi, è stato meno positivo di alcuni leader dell’UE, scegliendo di non etichettare l’accordo come “storico” – “questo è un termine che non userei”, ha detto ai giornalisti. Ha elogiato il modello di governance dell’accordo, che dà all’Olanda (o a qualsiasi Paese) la possibilità di innescare un “freno d’emergenza” sui pagamenti se pensa che un governo non abbia mantenuto le sue promesse di riforma. I leader hanno anche accettato di aumentare la parte di dazi doganali dell’UE che i Paesi possono mantenere per il proprio bilancio – una manna per i Paesi Bassi con i loro giganteschi porti.

IL MES?

I 38 miliardi di prestiti in più all’Italia dal Recovery Fund sono quasi uguali all’ammontare offerto in prestito dal Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Le condizioni finanziarie sono simili, ma quelle politiche diverse: il Mes, che l’Italia per ora sta rifiutando, non richiede riforme; il Recovery Fund, che il governo non può rifiutare, ne prevede invece di molto precise – e vigilate da vicino.

Ecco il documento integrale con le conclusioni del Consiglio europeo

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