Italia

Un “safety check” nazionale: ecco la proposta M5s in caso di catastrofe

Presentata alla Camera ma ancora non incardinata in commissione, prevede un meccanismo per lanciare l’allerta su tutti i cellulari in caso di disastri

Introdurre l’obbligo per tutte le reti di telefonia e internet in concessione di mettere a disposizione un canale “safety check”, mediante il quale gli operatori possano lanciare l’allerta verso i cellulari agganciati alle celle in una data area, con possibilità di rispondere con modalità semplici ed immediate a tale messaggio di allerta. È la proposta di legge presentata alla Camera dal pentastellato Emanuele Scagliusi per realizzare uno strumento in grado di contattare “tutti i cittadini presenti in un luogo, a prescindere dalla loro provenienza geografica e nazionalità, al fine di gestire le situazioni di emergenza connesse a calamità naturali o a eventi di tipo terroristico”. (qui il testo della proposta di legge)

IL MODELLO NASCE DA FACEBOOK

Il modello è quello del “safety check” realizzato per la prima volta da Facebook durante gli attentati del 22 marzo 2016 a Bruxelles nel corso dei quali il popolare social lanciò un messaggio di sicurezza a tutti gli utenti che erano in quel momento nell’area interessata dagli attentati.

COME FUNZIONA IL SAFETY CHECK DEL SOCIAL

Quando il servizio è attivato a seguito di una calamità naturale e i soggetti si trovano nella zona interessata, Facebook invia una notifica per accertarsi delle condizioni di salute dei singoli contatti. Facebook, incrociando una serie di informazioni, quali la città che appare nel profilo, l’ultima posizione segnalata, l’eventuale attivazione della funzione nearby friends e la città da cui si sta utilizzando internet, geolocalizza la persona. Sulla stessa piattaforma Facebook si legge: “Il terremoto del 2011 e lo tsunami in Giappone sono stati devastanti. Secondo la Croce rossa giappo-nese, più di 12,5 milioni di persone sono state colpite a livello nazionale e più di 400.000 persone sono state evacuate. Durante questa crisi abbiamo visto come la tecnologia e i social media siano stati utilizzati per rimanere in contatto. I nostri ingegneri in Giappone hanno per primi intrapreso la strada verso la creazione di un prodotto che potesse migliorare l’esperienza di riconnessione dopo un disastro. Hanno costruito il Disaster Message Board per rendere più facili le comunicazioni. Hanno lanciato un test dello strumento un anno dopo e la risposta è stata travolgente”.

POSSIBILI AGGIORNAMENTI CONTINUI SULLA SITUAZIONE

Con il tempo sono stati poi aggiunti degli accorgimenti come evidenzia sempre Facebook: “Se da questa indagine la posizione dovesse risultare sbagliata, è possibile segnalare all’istante che, invece, siete al di fuori della zona interessata. Se siete al sicuro, è possibile selezionare l’opzione ‘Sono salvo’ e i News Feed verranno aggiornati con una notifica. E i vostri amici/ parenti potranno sapere in tempo reale che siete al sicuro. Se avete amici nella zona di un disastro naturale e lo strumento è stato attivato, riceverete dunque una notifica di tutti quelli che si sono contrassegnati come ‘salvi’. Cliccando su questa notifica, Safety Check vi mostrerà un elenco dei loro aggiornamenti. Se mai doveste trovarvi in una situazione critica, l’utilizzo di Safety Check vi aiuterebbe a rimanere in contatto con amici e parenti, e a far saper loro che siete al sicuro”.

COME È REGOLATA IN ITALIA LA COMUNICAZIONE DI SICUREZZA

In Italia, lo strumento legislativo che regola la disciplina delle comunicazioni elettroniche (telefoniche, informatiche e radio) è il codice delle comunicazioni elettroniche. Il codice già prevede riferimenti alle esigenze derivanti dalla difesa e dalla sicurezza dello Stato, dalla protezione civile, dalla salute pubblica, dalla tutela dell’ambiente e dalla riservatezza e protezione dei dati personali. Ai sensi dell’articolo 25 del codice, in materia di autorizzazione generale per le reti e i servizi di comunicazione elettronica, l’attività di fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica è libera, fatte salve le condizioni stabilite dal codice stesso e le eventuali limitazioni che siano giustificate da esigenze della difesa e della sicurezza dello Stato e della sanità pubblica, compatibilmente con le esigenze della tutela dell’ambiente e della protezione civile. Anche tra le condizioni previste ci sono quelle di garantire le comunicazioni delle autorità pubbliche per avvisare il pubblico di minacce imminenti e per attenuare le conseguenze di gravi calamità; garantire le comunicazioni, in caso di catastrofi naturali o di emergenze nazionali, tra i servizi di emergenza e le autorità, nonché le trasmissioni radio-televisive destinate al pubblico.

COSA PREVEDE LA PROPOSTA DI LEGGE

All’interno del testo si comincia innanzitutto con la definizione di “safety check” e con l’introduzione, tra gli obiettivi generali della disciplina di reti e servizi di comunicazione elettronica, della promozione in caso di emergenze connesse a calamità naturali o eventi di natura terroristica, attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, della tutela dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla vita, alla salute, all’ambiente, alla libertà ed alla sicurezza. L’articolo 4 integra gli obiettivi e i princìpi dell’attività di regolamentazione, prevedendo che il Ministero e l’autorità, nell’ambito delle rispettive competenze, promuovono gli interessi dei cittadini garantendo l’attivazione di un servizio di controllo di sicurezza, cosiddetto safety check, ovvero un servizio di trasmissione dati monodirezionale verso utente che, in caso di emergenze connesse a calamità naturali o eventi di natura terroristica sul territorio nazionale, assicura alle persone presenti in una determinata area geografica la possibilità di comunicare messaggi di emergenza e istruzioni di sicurezza. L’articolo 5 prevede tra le misure che impongono la fornitura di un servizio di comunicazione elettronica in una banda specifica, disponibile per i servizi di comunicazione elettronica in ragione della necessità di garantire il conseguimento di un obiettivo di interesse generale, quella di promuovere e favorire, in caso di emergenze, la tutela dell’incolumità pubblica e il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla vita, alla salute, all’ambiente, alla libertà ed alla sicurezza. Poi ci sono modifiche al codice delle comunicazioni elettroniche per garantire un servizio di safety check da parte di imprese che forniscono forniscono reti pubbliche di comunicazioni o servizi di comunicazione elettronica anche in caso di emergenze connesse a calamità naturali o eventi di natura terroristica sul territorio nazionale. Stesso discorso per gli operatori esercenti reti telefoniche pubbliche, i fornitori dei servizi di emergenza e le imprese interessate.

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