Le indiscrezioni su un imminente ritorno in politica di Alessandro Di Battista agitano il panorama progressista: ecco chi potrebbe “Schierarsi”
Si fanno sempre più insistenti le voci sull’imminente varo del partito di Alessandro Di Battista: l’ex pentastellato starebbe pensando di trasformare la propria associazione culturale, Schierarsi, in una propria formazione.
Uno scenario speculare, sull’ala sinistra del quadro politico, alle dinamiche in corso nel centrodestra, con il movimento del generale Roberto Vannacci che punta a scavalcare a destra Fratelli d’Italia e Lega, rosicchiandone l’elettorato più intransigente. Allo stesso modo Di Battista potrebbe dare filo da torcere ad Avs e M5S, anche grazie all’apporto di vari delusi dell’era Conte tra i grillini. La suggestione, lanciata inizialmente dal Foglio, si basava sulla dichiarazione a mezza bocca di Barbara Lezzi, ex ministra pentastellata nel Conte I e oggi tra i membri più attivi dell’ala dibattistiana, che parlava di una raccolta firme in corso.
COS’È SCHIERARSI
Fondata nell’aprile del 2023 dallo stesso Di Battista, Schierarsi nasce formalmente come un’associazione culturale volta a favorire il coinvolgimento diretto della cittadinanza nella formulazione di proposte e progetti per la collettività. Il movimento rifiuta le posizioni conformiste e dichiara di voler assumere un orientamento chiaro su grandi temi globali, ponendo al centro del proprio manifesto politico la sostenibilità, la pace, l’autodeterminazione dei popoli e il contrasto alla criminalità organizzata, con una marcata enfasi sulla solidarietà al popolo palestinese.
Sotto il profilo operativo, l’organizzazione ha avviato lo scorso 27 aprile una vasta mobilitazione nazionale per raccogliere le 500 mila firme necessarie a proporre una legge di iniziativa popolare sull’abolizione del finanziamento pubblico ai giornali. Al momento la campagna registra circa 140 mila sottoscrizioni, pari al 27 per cento del quorum previsto. E del resto, l’attivazione dei gazebo in tutta Italia costituisce, oltre alla finalità referendaria, un efficace strumento organizzativo per mappare il territorio e strutturare un nucleo stabile di potenziali elettori.
CHI C’È DENTRO SCHIERARSI
Ll’organizzazione poggia su una robusta rete di ex esponenti e delusi del Movimento 5 Stelle, critici verso l’alleanza strutturale nel campo largo. Oltre alla già citata Lezzi e al fondatore Di Battista, che scelse di abbandonare il movimento nel 2021 in aperta polemica con la decisione di appoggiare il governo Draghi, in Schierarsi sono confluiti Danilo Puliani, storico commercialista delle origini della formazione pentastellata e attuale tesoriere dell’associazione, Luca Di Giuseppe, vicepresidente e da un decennio collaboratore stretto dell’ex deputato, l’ex senatrice Elena Fattori, ma anche pezzi attivi e rilevanti dell’odierno Movimento.
Un nome su tutti, è quello di Virginia Raggi, già sindaca di Roma, la quale, pur rimanendo formalmente interna al partito di Conte, condivide lo scontento della base romana verso gli accordi con i progressisti per un’eventuale coalizione a sostegno del sindaco Roberto Gualtieri. Tale intesa, che garantirebbe un ruolo all’esponente pentastellato Paolo Ferrara, trova la ferma opposizione di esponenti vicini all’ex sindaca come Enrico Stefano e Alessandra Agnello.
CHI POTREBBE “SCHIERARSI”: IL TOTONOMI
Secondo Libero, Di Battista starebbe manovrando per portare dalla sua anche Chiara Appendino, da tempo in rotta con Conte e in allarme per le possibili intese con il vecchio nemico del grillismo d’antan, Matteo Renzi. L’ex sindaca di Torino ha però smentito il retroscena, in un’interivsta rilasciata ieri al Fatto.
Intanto ci sarebbero stati contatti esplorativi anche con Ignazio Marino, a conferma di una fisionomia soprattutto romana della nuova creatura, con un occhio alle amministrative nella Capitale.
“Ma il vero “sogno” di Di Battista – scrive Alessandro Sallusti – il nome che gli farebbe scalare in un colpo solo la galassia ProPal nonché piazzare una bella mina dentro il campo largo” è quello di Francesca Albanese, fresca di revoca delle sanzioni negli Usa. Oltre all’altra suggestione, legata al magistrato antimafia Nino Di Matteo.


