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Sì alla riforma della giustizia. Ue, Meloni: ho un nome. Partite Iva, il 55,9% degli autonomi a rischio evasione. Armi europee contro Mosca? Le prime pagine

Meloni

Sì alla riforma della giustizia: Nordio e Tajani esultano e l’ANM pensa allo sciopero. Europee, Meloni: ho un nome e non è Ursula von der Leyan. Partite Iva, le difficoltà del redditometro: il 55,9 degli autonomi a rischio evasione. Ucraina: si avvicina una crisi dei missili.

SÌ ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: ANM PENSA ALLO SCIOPERO

La magistratura cambia volto. Il Governo ha prepatato, come scrive La Stampa, un progetto di riforma della Costituzione che va a modificare radicalmente l’assetto della magistratura in Italia. Tanta la soddisfazione tra le fila dell’Esecutivo. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, esulta: “È un provvedimento epocale e si articola su tre principi fondamentali: separazione carriere (una tesi che sostengo da 25 anni), composizione ed elezione del Csm, istituzione di una Alta corte che si occuperà dei procedimenti disciplinari”. Soddisfazione anche per il ministro degli esteri Antonio Tajani: “Coronato il sogno di Berlusconi”. Critico, invece, il Pd per il quale è ora a rischio l’indipendenza della magistratura. L’ANM sta valutando di indire uno sciopero contro la riforma.

EUROPEE, MELONI: HO UN NOME

Sembra superata l’ipotesi di un bis di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione europea. La premier Meloni, in un’intervista al Corriere,ha frenato sulla rielezione di Ursula von der Leyen mentre ha aperto a una intensificazione dei rapporti con Marine Le Pen e a Viktor Orbán. “lo un nome ce l’ho – ha detto la Premier -. Però non si parte dal candidato, ma dalla maggioranza. Solo così si evitano le maggioranze arcobaleno”. Nel corso dell’intervista la premier ha parlato anche delle previsioni per le prossime elezioni europee. “Se mi va bene il 26%? Sto”. E ha esortato la segretaria del Pd Elly Schlein ad avere coraggio.

PARTITE IVA, LE DIFFICOLTÀ DEL REDDITOMETRO: IL 55,9 DEGLI AUTONOMI A RISCHIO EVASIONE

Il Sole 24 ore lancia l’allarme evasione. “Nelle dichiarazioni 2023 crescono fino a quota 55.9% gli autonomi considerati a rischio evasione perché hanno un voto inferiore a 8 nella pagella fiscale – scrivono Trovati e Parente sul Sole -; la loro quota arriva al 58% al Sud. É quanto emerge dall’analisi dei numeri diffusi martedì dal Mef sui redditi delle partite Iva”. Ad aumentare, dal 68,5% al 71,6%, è anche la distanza fra i redditi medi dichiarati da chi ha una pagella sufficiente (78, 142 euro) e chi ha un voto basso (22.165 euro). In questi numeri c’è tutta la difficoltà nell’avvio del redditometro.

UCRAINA: A UNO A UNO CADONO TUTTI I TABÙ

Paolo Garimberti su Repubblica immagina il percorso che sta portando l’Europa mai così vicina alla guerra dal 1945 come un giallo di Agatha Christie. “A uno a uno i tabù che hanno condizionato a lungo gli aiuti militari dell’Occidente all’Ucraina stanno cadendo – scrive Repubblica -, come i dieci piccoli indiani del racconto di Agatha Christie”. La notizia è che la Nato dopo aver autorizzato Zelensky a usare le armi in territorio russo, si prepara alla reazione della Russia. Biden valuta se dare il via libera agli attacchi mentre l’esercito ucraino punta a colpire Krasnodar e le basi logistiche. Da parte italiana la premier Meloni si trova isolata: meglio rafforzare la difesa a Kiev che colpire Mosca.

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