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Il caso Sileri fa tremare Speranza e tutto il Ministero della Salute

Speranza

Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, accusa di “sciatteria e pressapochismo” il Ministero e chiede le dimissioni del segretario generale Ruocco. Ma indirettamente accusa Speranza della malagestione

Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, chirurgo di Tor Vergata a Roma con una cattedra al San Raffaele di Milano, si è nuovamente scagliato contro il suo Ministero. Domenica, infatti, ha denunciato l’assenteismo di alcuni e “la sciatteria e il pressapochismo generalizzati” nella gestione del dicastero.

IL PRESSAPOCHISMO DEL MINISTERO DELLA SALUTE E IL CASO RUOCCO

Il numero due del ministero della Salute, ha proposto prima di “cacciare qualcuno dei vertici amministrativi a calci nel sedere” perché “c’è qualche problema a livello centrale e non è né Speranza, né Sileri, né Zampa, né il presidente Conte, ma sono alcuni amministrativi” di cui ha appunto lamentato il pressapochismo; poi ha chiesto le dimissioni del segretario generale del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco. Sileri, infatti lo ha accusato di essere stato spesso assente alle riunioni del Comitato tecnico scientifico (Cts), oltre che reticente sul piano pandemico: “La cosa migliore è che si dimetta, ho fatto diverse domande sui piani pandemici, ed esigo delle risposte”.

L’ASSENZA DEL PIANO PANDEMICO

“Non applicando e aggiornando per 13 anni il piano pandemico [i dirigenti del Ministero, ndr] hanno mandato allo sbaraglio medici e infermieri”, ha detto Sileri tornando sulla questione della mancanza di un aggiornamento del piano pandemico portato alla luce da Report. Per il viceministro la responsabilità è “dei direttori della prevenzione che si sono avvicendati in questi 13 anni e hanno scritto un piano per la pandemia influenzale senza mai né applicarlo e nemmeno aggiornarlo alla luce delle epidemie che si sono succedute in tutto questo tempo, come Sars, Mers, Aviaria. La sciatteria e il pressapochismo generalizzati hanno mandato a morire centinaia di medici e infermieri, ai quali nessuno ha mai fatto un corso ed eseguire una esercitazione”.

L’ATTACCO (INDIRETTO) A SPERANZA

Se è vero che Sileri ha dichiarato che il problema non è il ministro Speranza, voci di corridoio riportate da Repubblica, dichiarano che il viceministro “vorrebbe il suo posto”. La nuova battaglia infatti è contro la struttura ministeriale dalla quale si sente escluso, ma chiedendo le dimissioni di Ruocco, la questione non può non coinvolgere e non “essere anche un attacco al Ministro”, al quale infatti spetterà la decisione finale.

SILERI OUTSIDER

Queste accuse sono forse solo l’apice di quanto incassato da Sileri già nei mesi scorsi. Secondo quanto scritto da La Stampa, il viceministro, sempre più isolato (se si esclude il sostegno ricevuto dai grillini Nicola Morra ed Elisa Pirro) soffre da tempo di non essere abbastanza coinvolto nelle importanti decisioni degli ultimi tempi. “Non siede nel comitato tecnico scientifico (eppure è medico, e pure bravo), non ne viene informato degli esiti, non partecipa alle riunioni importanti, è escluso dalle decisioni. Il Ministero – scrive il quotidiano – è governato dalla filiera Speranza, Zaccardi (capogabinetto di osservanza bersaniana, richiamato dalla pensione e poi prorogato), Rezza (direttore generale della prevenzione, membro del Cts e link con l’Istituto superiore di sanità) e Ruocco, capo della ‘macchina’”.

IL RUOLO DI SILERI

Sileri, nonostante un grande coinvolgimento nelle operazioni riguardanti la pandemia (era andato in Cina a riprendere gli italiani rimasti bloccati nel Paese), durante la prima fase della pandemia non aveva deleghe da parte di Speranza. Le ha ricevute, infatti, solo a giugno ed è attualmente incaricato, come scrive Repubblica, “di occuparsi di ricerca scientifica sanitaria, finanziamento pubblico-privato, valorizzazione del personale, nonché di igiene e sicurezza degli alimenti, di dipendenza, assistenza nelle carceri disciplina dei medici militari. Tutti, o quasi, temi che non lo tengono in prima fila nella lotta al Covid”.

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