Italia

Startup innovative, ancora in crescita. Bene le digitali

Quante sono e dove sono localizzate. Dati al 30 giugno 2019 forniti dal ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con Infocamere e Unioncamere

Sono oltre diecimila e poco più di un quarto si trovano in Lombardia. Stiamo parlando delle startup innovative delle quali poco più di 2.400 sono state avviate tramite una procedura digitale. È quanto emerge da due differenti analisi tratte dalla nuova edizione del rapporto di monitoraggio trimestrale dedicato ai trend demografici e alle performance economiche delle startup innovative. Gli studi, che presentano dati aggiornati al 30 giugno scorso, sono nati grazie alla collaborazione tra ministero dello Sviluppo economico e Infocamere, con il supporto di Unioncamere.

DATI SULLE STARTUP INNOVATIVE

Scendendo nel dettaglio, la popolazione delle startup continua a crescere e ora si assestano stabilmente sopra quota 10mila: al 30 giugno sono 10.426, il 2,8% di tutte le società di capitali di recente costituzione.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, la Lombardia ospita poco più di un quarto di tutte le startup italiane (25,5%) e la sola provincia di Milano, con 1.860, rappresenta il 17,8% della popolazione, più di qualsiasi altra regione. Solo nel Lazio superano quota mille e perlopiù sono localizzate a Roma (1.012, 10% nazionale). Da notare che però la regione con la maggiore densità di imprese innovative è il Trentino-Alto Adige, dove il 5,5% di tutte le società costituite negli ultimi 5 anni è una startup.

Le startup innovative impiegano complessivamente 60mila persone, almeno 45mila delle quali sono soci di capitale dell’azienda. Elevata la rappresentazione di imprese fondate da under-35 (circa il 20% del totale), mentre risultano sottorappresentate le imprese femminili: 13,5%, contro un 22% registrato nel complesso delle società di capitali;

Sul fronte del fatturato l’analisi evidenzia come le startup innovative siano soprattutto micro-imprese e registrino un valore medio della produzione inferiore ai 150mila euro. Ciò – si fa notare – è anche dovuto al ricambio costante cui è soggetta questa popolazione: per definizione, le imprese “best-performer”, più consolidate per età e fatturato, tendono progressivamente a perdere lo status di startup innovativa.

Come fisiologico, le startup innovative mostrano in media un’incidenza più elevata di investimenti e redditività rispetto alle società in perdita (55% contro 34% complessivo). Tuttavia, le società in utile mostrano valori particolarmente positivi in termini di redditività (ROI, ROE) e valore aggiunto.

Inoltre, le startup innovative presentano un tasso di immobilizzazioni – uno dei principali indicatori della propensione a investire delle aziende – di ben sei volte più elevato rispetto alle altre aziende comparabili.

DATI SULLE STARTUP INNOVATIVE DIGITALI

Vediamo ora alcuni numeri delle startup innovative avviate grazie a una modalità di costituzione digitale e gratuita, una misura operativa da luglio 2016 che può essere svolta con il supporto tecnico della propria Camera di Commercio o in totale autonomia. L’esenzione dall’atto notarile – ricordano da Unioncamere – consente un risparmio medio sui costi d’avvio stimato in circa 2mila euro. Le startup innovative digitali al 30 giugno scorso sono 2.407. Tra queste, 1.817 hanno optato per una procedura interamente online, con la validazione degli atti fondativi mediante firma digitale tramite la piattaforma startup.registroimprese.it. A queste si aggiungono circa 220 imprese che hanno completato la procedura di costituzione online, ma che sono ancora in attesa dell’iscrizione nella sezione dedicata del Registro delle Imprese. Sono invece 590 le imprese che hanno scelto di utilizzare la nuova procedura avvalendosi dei servizi d’assistenza offerti dalla propria Camera di Commercio di riferimento.

Sul fronte della distribuzione territoriale la prima regione per utilizzo della modalità digitale rimane la Lombardia, che consolida la sua posizione di vertice con 642 startup costituite online, oltre un quarto del totale nazionale (27,2%). In seconda e terza posizione si collocano il Veneto, con 275 (11,6%), e il Lazio, con 241 (10,2%). Altre regioni in cui la nuova procedura è stata utilizzata da almeno 100 startup sono Campania (169 startup), Sicilia (139), Emilia Romagna (132), Toscana (106), e, da questo trimestre, Puglia (100). Passando al livello provinciale, Milano si conferma l’area più fertile per la creazione di startup innovative tramite la nuova modalità con 392 imprese avviate online (16,6% del totale nazionale). In seconda posizione c’è Roma (209, 8,9%). A grande distanza completano la top-5 Padova, con 85, Verona, con 68, e Bergamo, con 64. Nel complesso, sono state costituite startup innovative online in 104 province: solo Oristano manca all’appello. Alcuni territori molto popolosi risultano sottorappresentati: Torino rappresenta un caso emblematico, in quanto quarta provincia in Italia per popolazione di startup innovative (347), ma con solo 34 imprese create online.

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