Su Sorgente sgr i conti non tornano: ecco cosa dice Robilotta

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Su Sorgente sgr i conti non tornano: ecco cosa dice Robilotta

Su Sorgente sgr i conti non tornano: ecco cosa dice Robilotta

Secondo l’ex assessore alla Regione Lazio le stime sul valore immobiliare dell’Ipab S. Alessio non sarebbero corrette

Non finiscono i guai per Sorgente sgr: dopo il commissariamento da parte di Banca d’Italia per “gravi violazioni normative e irregolarità nell’amministrazione” è l’ex assessore e consigliere regionale del Lazio Donato Robilotta ad avanzare dubbi sulla vicenda e a chiedere chiarimenti al governatore Nicola Zingaretti.

LA QUESTIONE SORGENTE SGR

Bankitalia il 18 dicembre scorso ha disposto lo scioglimento del Consiglio di amministrazione di Sorgente sgr, l’ha sottoposta ad amministrazione straordinaria e contestualmente ha nominato Commissario straordinario Elisabetta Spitz (ex direttore generale dell’Agenzia del Demanio). Maria Teresa Bianchi, Giustino Di Cecco e Dino Donato Abate sono stati nominati componenti del Comitato di sorveglianza. Il neocommissario Spitz ha confermato Carlo Petagna direttore generale dell’sgr, che continuerà a operare regolarmente sotto la supervisione di Banca d’Italia. Su questa scelta Sorgente ha espresso “sorpresa e perplessità” per la decisione di Bankitalia commentando che “l’iniziativa si inserisce nel contesto della controversia in atto dal mese di agosto 2015 fra la Fondazione Enasarco e Sorgente sgr, che ha dato origine ad atti giudiziari da entrambe le parti, nonché ad apposite audizioni parlamentari”.

ROBILOTTA:QUALCOSA NON TORNA MI AUGURO ALLA PISANA CHIEDANO CHIARIMENTI

“Qui Pisana. Ieri sera ho postato la notizia del commissariamento da parte di Banca d’Italia del fondo sgr sorgente group a cui è stato conferito il patrimonio immobiliare dell ‘Ipab S. Alessio (regione) – ha sottolineato Robilotta -. Sul sito della sgr è scritto che il patrimonio immobiliare del S. Alessio, oltre 600 tra appartamenti e negozi, alcuni in zone prestigiose di Roma, come via Margutta e il centro, le due sedi di via Odescalchi e di Casale S. Pio V, alcuni terreni e una immensa tenuta nel senese, è stato valutato 234 mln”. Secondo Robilotta “basta leggere i numeri per capire che qualcosa non torna, e conoscendo bene l’ente ho sempre pensato che il valore immobiliare non fosse inferiore a 800 mln. I proventi che il S. Alessio dovrebbe ricevere sono in percentuale al valore immobiliare e, se le stime sono quelle che leggo, l’ente riceverebbe meno di quello che incassava da una gestione artigianale del patrimonio immobiliare. Mi auguro che alla Pisana vogliano chiedere chiarimenti al Presidente Zingaretti e discutere della questione proprio mentre la maggioranza forza i tempi per approvare la legge sulle Ipab che hanno nel loro forziere un patrimonio immobiliare di alcuni miliardi di euro. Per capire di cosa parliamo”, ha concluso Robilotta.

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