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Primarie Pd

Taruffi stoppa Gori: ecco perché Schlein sarà l’unico nome del Pd alle primarie

Il responsabile dell’organizzazione del Pd rovina i piani dei riformisti ed esclude l’ipotesi di un’ulteriore candidatura dem alle primarie di coalizione, oltre alla segretaria Schlein. Ecco cosa dice lo Statuto

La segretaria Elly Schlein dovrebbe essere l’unica candidata del Pd alle eventuali primarie del campo largo. Niente di scontato, se si considera il mare magnum di punti irrisolti fuori e dentro al partito: chi scegliere come leader, come sceglierlo e con quali regole. E su tutto, il nervo scoperto della politica estera, tema quanto mai divisivo con gli alleati a cinque stelle, soprattutto sui sostegni all’Ucraina.

Così i riformisti sono tornati un’altra volta alla carica, provando a ventilare una possibile candidatura di Giorgio Gori in vista delle primarie di coalizione. Un’eventualità che la segreteria vuole assolutamente impedire perché drenerebbe i voti di Elly Schlein.

GORI CANDIDATO DEI RIFORMISTI?

L’ipotesi di una corsa a due interna al Partito Democratico era emersa durante la recente assemblea della corrente riformista a Prato, dove Giorgio Gori, ex sindaco di Bergamo e attuale europarlamentare, aveva lasciato intendere la propria intenzione di partecipare ai gazebo.

A gelare questa prospettiva è intervenuto direttamente Igor Taruffi, chiarendo a SkyTg24 che non sussistono elementi politici per una discussione in merito. Un eventuale secondo nome del Pd, infatti, richiederebbe non solo un passaggio formale e un voto in assemblea nazionale, dove l’attuale segretaria detiene una larghissima maggioranza, ma rappresenterebbe di fatto un atto di sfiducia nei confronti della leadership in carica.

COSA DICE LO STATUTO DEL PD

Lo statuto del Partito Democratico stabilisce chiaramente infatti che il Segretario nazionale “rappresenta il Partito, ne esprime la leadership elettorale ed istituzionale, l’indirizzo politico sulla base della piattaforma approvata al momento della sua elezione ed è proposto dal Partito come candidato all’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri”. Le regole prevedono inoltre che in caso di primarie di coalizione sia la segretaria del partito a concorrere in prima persona.

Lo statuto contempla la possibilità di proporre un candidato diverso alla Direzione nazionale, ma tale iniziativa spetta allo stesso Segretario in carica, qualora lo ritenga opportuno per gli interessi del Paese e del partito. Qualora si decida di utilizzare le primarie, spetta all’Assemblea nazionale stabilire le modalità per presentare eventuali candidature aggiuntive. Tuttavia, richiedere una deroga o proporre un nome alternativo implicherebbe un voto nell’assemblea sovrana, uno scenario che richiederebbe una maggioranza alternativa a quella di cui gode attualmente la segretaria.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI DEL PD

Le dinamiche interne e le strategie in vista dei prossimi appuntamenti di coalizione saranno al centro dell’agenda politica dem già a partire dalle prossime ore. Il calendario dei lavori prevede infatti che mercoledì, ovvero domani, si terrà la riunione della segreteria del partito, seguita nella giornata di venerdì dalla riunione della direzione. I due vertici servono a fissare una volta e per tutte la linea del partito, consolidando la posizione della leadership democratica in vista del confronto con le altre forze progressiste.

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