Italia

Terzo settore: cosa prevede la norma Ires (che cambierà a gennaio)

Mea culpa da Conte, Di Maio e Salvini: Intervento a gennaio per modificare la norma

Dopo il vespaio di polemiche sollevate dall’aumento dell’Ires per gli enti del Terzo settore previsto nella manovra finanziaria, il governo getta acqua sul fuoco. Il presidente del Consiglio Giuseppe e il vicepremier Luigi Di Maio hanno promesso un intervento già a gennaio. Un mea culpa confermato anche dall’altro vicepremier Matteo Salvini.

COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE

La norma dispone la riduzione alla metà dell’IRES (dal 24 al 12 per cento) “nei confronti dei seguenti enti: enti e istituti di assistenza sociale, società di mutuo soccorso, enti ospedalieri, enti di assistenza e beneficenza; istituti di istruzione e istituti di studio e sperimentazione di interesse generale che non hanno fine di lucro, corpi scientifici, accademie, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, di esperienze e ricerche aventi scopi esclusivamente culturali; enti il cui fine è equiparato per legge ai fini di beneficenza o di istruzione; istituti autonomi per le case popolari (Iacp), comunque denominati, e loro consorzi nonché enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione dell’Unione europea in materia di ‘in house providing’ e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013.

CONTE: SU IRES ED ENTI NON PROFIT INTERVERREMO A GENNAIO

“Le iniziative di solidarietà degli enti non profit, anche alla luce del principio di sussidiarietà, rappresentano uno strumento essenziale per un’efficace politica di inclusione sociale e di effettiva promozione della persona. Il Governo ha ben presente tutto questo e al Terzo settore sin dall’inizio ha dedicato grande attenzione”, ha scritto su Facebook Conte. “Per questo in merito alla norma sull’Ires formulata nella legge di Bilancio attualmente in discussione alla Camera dei Deputati – ha concluso -, provvederemo quanto prima, a gennaio, a intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale”.

DI MAIO FA RETROMARCIA: “QUELLA NORMA VA CAMBIATA”

“Non possiamo intervenire nella Legge di bilancio perché si andrebbe in esercizio provvisorio – ha detto Di Maio – ma prendo l’impegno di modificarla nel primo provvedimento utile”. Questo perché l’obiettivo del governo era quello di “punire coloro che fanno finto volontariato e ne è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli”. Inoltre, ha concluso il ministro del Lavoro, “abbiamo sentito la comunità dei Frati di Assisi, che ringraziamo per il loro instancabile impegno, e li incontreremo quanto prima”.

SALVINI: GARANTISCO L’IMPEGNO DEL GOVERNO AD INTERVENIRE PER AIUTARE LE TANTE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

Un’intenzione, quella di cambiare la norma, confermata anche da Salvini: “Dopo aver incontrato e ascoltato tanti presidenti ed associazioni, garantisco l’impegno del governo ad intervenire per aiutare le tante associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi. Ci sarà invece massimo rigore con i ‘furbetti’ che fanno altro”, ha detto in una nota il segretario della Lega.

ANCI, RADDOPPIO IRES È TASSA SULLA SOLIDARIETÀ

“L’aumento dell’Ires per gli enti del Terzo settore previsto nella manovra finanziaria preoccupa molto i Comuni italiani per le inevitabili ricadute che ci saranno sui territori”, ha affermato Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia e delegato Anci al Welfare, commentando il provvedimento contenuto nella Legge di bilancio approvata dal Senato. “Gli enti del Terzo settore sono i partner strategici e progettuali dei Comuni, con i quali da sempre collaborano. Questo aumento, che configura una vera e propria ‘tassa sulla solidarietà’ appare profondamente iniquo e rischia di ripercuotersi sugli enti locali, con conseguenti ricadute sui servizi e sulla spesa sociale dei territori. Ancora una volta, ad essere colpiti – conclude Vecchi – saranno i cittadini più fragili oltre a coloro, tanti, che si occupano della cura. Le organizzazioni del volontariato non possono essere trattate fiscalmente come i falchi speculatori di Wall Street”.

LA VOCE DEI FRANCESCANI E DELLA CEI

Il cambio di rotta da parte del governo sarebbe avvenuto in particolare dopo aver letto un intervento di padre Enzo Fortunato dei frati minori di Assisi: “Si cerca di distruggere il bene, si cerca di destabilizzare chi vuol essere strumento di bontà, si cerca di tagliare la possibilità di fare di più” aveva scritto pochi giorni fa il religioso. La Cei aveva parlato apertamente di “provocazione”. “Il nostro Paese sta vivendo un momento difficile, ma non mi sarei aspettato di vedere colpito il volontariato e tutto ciò che rappresenta – aveva detto il cardinale Gualtiero Bassetti -. Si tratta di migliaia di istituzioni senza fini di lucro, che coprono uno spettro enorme di bisogni ed esigenze, da quelle ambientali a quelle sanitarie, da quelle di supporto alla coesione sociale e di contrasto alla povertà a quelle ricreative, culturali ed educative”.

UN GETTITO DI APPENA 118 MILIONI

La norma, aspramente criticata da tutte le onlus prevede un innalzamento dell’Ires dal 12 al 24%, ponendo fine a un regime di tassazione agevolata che era stato introdotto nel 1973. Il tutto per ottenere un maggior gettito calcolato in 118 milioni di euro nel 2019, 157 nel 2020 e 2021. Secondo l’Istat sarebbero circa 5 milioni e mezzo i volontari censiti in Italia, con 343.432 organizzazioni senza scopo di lucro e 812.706 dipendenti. Tra le realtà colpite ci sono enti non commerciali, istituti di assistenza sociale, fondazioni, enti ospedalieri e istituti d’istruzione senza scopo di lucro e onlus in generale.

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