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Toti appeso a un filo, stretta al Superbonus, sì alla riforma della giustizia prima delle europee, Blinken in missione a Kiev. Le prime pagine

Mattarella

Il Governatore della Liguria aspetta le decisioni dei giudici per decidere se dimettersi dalla Regione. La maggioranza in affanno sul superbonus salvata dai voti di Italia Viva. La premier Meloni promette di portare la riforma della magistratura in Cdm prima delle elezioni europee. Visita di stato del segretario Usa Blinken a Kiev. 

LIGURIA: IL GOVERNATORE TOTI A UN PASSO DALLE DIMISSIONI

Giovanni Toti è appeso a un filo il cui capo è stretto tra le mani della Premier Meloni. Così la vignetta di Giannelli sintetizza sul Corriere la vicenda politico-giudiziaria ligure. La premier Meloni, dal palco milanese de La Verità, ha fatto sapere di aspettare le risposte del Governatore. Come scrive Repubblica, il turning point sarà l’interrogatorio chiesto ai pm dagli avvocati di Toti. Tuttavia, se i giudici dovessero confermare i domiciliari si andrebbe verso le dimissioni del governatore. “Io non so se Toti arriverà a dimettersi o meno, so che alla fine in questi casi le dimissioni arrivano per pressione psicologica – ha detto a Metropolis il ministro della difesa Guido Crosetto -. Dopo un po’ finisce così, lo dico sulla base di ciò che è successo in passato ad altri”. Dal fronte delle indagini l’imprenditore Aldo Spinelli lancia nuove accuse al Governatore ed evoca, come scrive La Stampa, tramite il suo legale Andrea Vernazza, anche un comportamento che potrebbe aprire alla concussione. “Toti mi pressava, mi telefonava in continuazione soprattutto quando si avvicinavano le elezioni”, ha raccontato al giudice.

SUPERBONUS: L’EMENDAMENTO PASSA CON L’ASTENSIONE DI FORZA ITALIA

La Commissione Finanze del Senato, in serata ha dato il via libera all’emendamento del governo al decreto superbonus. L’approvazione del decreto, come scrive Il Sole 24 ore, è stata oggetto di fibrillazioni interne alla maggioranza di governo. L’astensione di Forza Italia ha reso indispensabile il voto favorevole di Italia Viva e del presidente della commissione Massimo Garavaglia (Lega). Per questo il senatore Antonio Misiani, responsabile Economico del Pd parla di “blitz della maggioranza” in commissione che ha chiesto al presidente di votare “per evitare di finire sotto sul superbonus, è una forzatura da disperati allo sbando, che cercano di superare le proprie divisioni truccando le carte in corso d’opera”. I contenuti: l’emendamento prevede, tra le altre misure, che le detrazioni siano spalmate nell’arco di 10 anni per tutte le spese sostenute nel 2024. La maggioranza ha raggiunto un accordo per rinviare l’entrata in vigore della sugar tax al 1° luglio 2025.

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: AVANTI PRIMA DELLE EUROPEE

La Premier Meloni assicura che la separazione delle carriere dei magistrati “arriverà nei prossimi giorni in Consiglio dei ministri”, quindi prima delle elezioni europee. L’annuncio arriva nel corso dell’intervista con il direttore della Verità, Maurizio Belpietro. In un’intervista sul Messaggero il viceministro Francesco Paolo Sisto sgombra il piano da fraintendimenti: “Nessun controllo sui pm, ora si voti il decreto Nordio”. Il viceministro assicura che ora i tempi sono maturi. “Oggi però trovo che ci sono tutte le possibilità politiche per portare a termine la separazione delle carriere grazie al fatto che abbiamo il governo Meloni, forte e legittimato da un consenso popolare basato anche su questa riforma, che era nel programma elettorale di Forza Italia e della coalizione – dice Sisto -. Fermo restando, e ci tengo a sottolinearlo, che c’è anche una necessità di pragmatismo costituzionale”.

BLINKEN IN MISSIONE A KIEV, L’ITALIA NON PARLA DEL NONO PACCHETTO DI ARMI

Il segretario di Stato Usa Antony Blinken è in visita a Kiev. Un viaggio che ha lo scopo di riaffermare che, come scrive il Corriere della sera, gli Stati Uniti sosterranno l’Ucraina finché la sua sicurezza nei confronti della Russia non sarà garantita. Il segretario si stato Usa ha assicurato che l’Ucraina riceverà altre armi all’Ucraina. Kiev, in affanno contro l’avanzata di Mosca, in questi giorni raccoglie anche la disponibilità dell’Estonia a inviare i suoi uomini. Per il momento non si discute, invece, dell’invio dall’Italia del nono pacchetto di armi a Kiev. Come scrive Il Fatto quotidiano, oggi il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è atteso al Copasir, dove farà un’informativa sull’Africa. Ma non parlerà di armi, passaggio previsto dalla legge per sbloccare i nuovi aiuti.

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