Il mandato di Stefano Boeri alla guida della Triennale di Milano volge al termine. Il ministro Giuli puntava Andrée Ruth Shammah, ma il suo nome non convince il sindaco Sala. Ecco chi può spuntarla
Il 28 marzo segnerà la fine dell’era di Stefano Boeri alla guida della Triennale di Milano.
Per questo il ministro della Cultura Alessandro Giuli lo scorso giovedì ha organizzato un incontro alla Pinacoteca di Brera con i vari attori che concorrono all’elezione del presidente, ossia il sindaco Beppe Sala, il governatore Attilio Fontana e il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli, con la speranza di chiudere la partita in tempi brevi. Peccato che il sindaco, con la sponda del Presidente della Regione, si siano opposti al nome proposto da Giuli per mettere tutti d’accordo.
IL VETO DEL SINDACO E IL BRACCIO DI FERRO COL MINISTRO GIULI
Un nodo non da poco, dal momento che lo Statuto della Fondazione assegna al Ministro della Cultura il compito di indicare il presidente, ma concede al Comune di Milano un sostanziale potere di veto.
L’inedita intesa tra Palazzo Marino e Palazzo Lombardia sembra un argine preventivo a possibili decisioni calate dall’alto che il duo Sala-Fontana spera di evitare, rivendicando l’autonomia nelle scelte che riguardano un’istituzione nata per celebrare le arti decorative e l’architettura.
La natura multiculturale dell’ente, che spazia dal design all’arte contemporanea fino alle Esposizioni Internazionali, rende infatti la scelta del vertice un atto politico e strategico di primaria importanza per il sistema-Milano e per la proiezione internazionale dell’Italia.
I PRECEDENTI
E del resto, non sarebbe la prima volta che la Triennale diventa terreno di scontro tra i soci. La storia della Fondazione è costellata di “bracci di ferro” istituzionali: dalla nomina di Claudio De Albertis, avvenuta tra schede bianche e divisioni, alla stessa ascesa di Stefano Boeri, che richiese un lungo chiarimento con l’allora governatore Roberto Maroni.
PRESIDENZA TRIENNALE MILANO, GIULI PROPONE SHAMMAH
La prima scelta di Giuli era Andrée Ruth Shammah, anima del teatro Parenti, grande regista e organizzatrice teatrale: un nome tenuto in grande considerazione nei corridoi romani, tanto che Ignazio La Russa avrebbe perfino immaginato come vicesindaca nell’ipotesi di un candidatura di Maurizio Lupi a Palazzo Marino. Ma la proposta del ministro sarebbe stata accolta con grande freddezza durante l’incontro alla Pinacoteca, tanto che Shammah starebbe pensando a un passo indietro.
LE ALTERNATIVE
Per quanto prestigiosa, il sindaco le preferisce un profilo più in linea con il core business della Triennale, ossia il design e l’architettura. In alternativa Giuli avrebbe pronta la carta dell’accademico della Iulm Vincenzo Trione, mentre Sala punterebbe volentieri su Carlo Ratti, forte di una caratura internazionale e di un consenso bipartisan – fu Pierangelo Buttafuoco a chiamarlo alla guida della Biennale di Venezia – che garantirebbe continuità al lavoro di Stefano Boeri, pur essendo già impegnato con la Biennale Architettura.
Un altro nome caldo è quello dell’architetto di fama mondiale Michele De Lucchi, altra soluzione prestigiosa che potrebbe mettere d’accordo soci pubblici e tecnici grazie al suo prestigio indiscusso nel design. Più sullo sfondo Antonio Calabrò, presidente di Museimpresa e della Fondazione Assolombarda, e il noto designer Fabio Novembre.

