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Turismo, come sta il settore al terzo anno di pandemia?

FIAVET Direttore Tecnico Di Agenzia Di Viagg Turismo Russoi

I dati Istat fotografano tutti i danni causati dal Covid al comparto, ma per gli analisti quest’estate sarà “quella della ripresa”

Siamo ormai al terzo anno di pandemia, la cui crisi, definita dai giornali d’Oltreoceano “corona crisis”, ha colpito molto duramente soprattutto il terziario. Come se non bastasse, il 2022 si è aperto all’insegna dell’inflazione, che determina una perdita del potere d’acquisto e con la guerra in Ucraina che ha ulteriormente drogato i rincari energetici e delle materie prime: tutti motivi che possono spingere i consumatori a evitare le spese superflue per risparmiare in vita di periodi più tranquilli.

UN TURISMO APPENA GUARITO DAL COVID

Secondo i dati Istat, il 2020 ha registrato un calo di oltre 63 miliardi di euro per il consumo turistico interno. Le limitazioni per contenere la pandemia e la paura di un possibile contagio hanno frenato i flussi turistici: le presenze si sono ridotte del 52,3%, con un blocco quasi totale tra aprile e maggio e una leggera ripresa per i mesi estivi.

Per quanto riguarda l’anno successivo, nel report Istat “Movimento turistico in Italia, gennaio-settembre 2021” notiamo un ritorno delle presenze turistiche, in particolare nel periodo estivo (luglio-settembre), con un giro di affari pari a 177 milioni, circa 29 milioni in meno rispetto al 2019. Siamo quindi ancora lontani dai numeri antecedenti l’emergenza sanitaria.

Passando invece al 2022, nonostante la crisi economica, i rincari generalizzati e la perdita del potere di acquisto, gli analisti sostengono sussistano i presupposti per un’estate in linea con quelle pre-pandemia, con un totale di 62,8 milioni di partenze, inclusi coloro che andranno all’estero e chi, per diversi motivi, non soggiornerà in strutture turistico ricettive.

Nemmeno il Covid, che negli ultimi periodi ha fatto registrare una nuova impennata della curva pandemica per via del dilagare della variante Omicron 5, sembra riuscire a frenare la voglia degli italiani di rimettersi in viaggio e dei turisti stranieri di visitare il nostro Paese dato che sono cadute quasi tutte le limitazioni per arginare la diffusione del contagio, facilitando l’ingresso dei turisti sia in entrata sia in uscita.

CHI PARTE E CHI RESTA

Secondo Federalberghi, che ogni anno realizza indagini sull’andamento del settore, la spesa media complessiva stimata per tutto il periodo estivo sarà di 946 euro a persona (viaggio, vitto, alloggio e divertimenti), per un giro d’affari di 32,6 miliardi. La vacanza principale costerà circa 876 euro per chi ha scelto di rimanere in Italia e di 1.384 euro per chi andrà all’estero. Il 32% del budget sarà destinato ai pasti (colazione, pranzi, cene), il 26,4% al pernottamento, il 20,9% alle spese di viaggio, il 10,4% allo shopping e il 10,3% per le attività (divertimenti, escursioni, gite).

L’albergo rimane la scelta preferita dagli italiani per trascorrere le vacanze (26,2%). Seguono i soggiorni a casa di amici o parenti (21,4%), le case di proprietà (15,6%), i bed&breakfast (14,5%) e infine le case in affitto (12,9%). Solo lo 0,5% degli italiani ha scelto giugno come periodo di ferie per le proprie vacanze. Agosto si conferma anche quest’anno il mese leader per le partenze (74,8%), seguito da luglio (15,8%) e settembre (8,9%).Durante i propri soggiorni, gli italiani in vacanza si dedicheranno a lunghe passeggiate, serate con gli amici e a escursioni e gite per conoscere il territorio.

Il 41,7% della popolazione non farà vacanza nel periodo estivo. La motivazione principale è legata a motivi economici (43%), seguono quelli familiari (22,1%), gli impedimenti di salute (17,5%). L’8,1% ha invece deciso di non partire tra giugno e settembre, preferendo periodi di bassa stagione per paura di nuovi contagi da coronavirus (7,6%) o per timori legati alla sicurezza, come attentati terroristici (6%). Il 5,4% rimarrà in Italia per impegni di lavoro.

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