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Tutte le divisioni tra Fratoianni, Bonelli ed il Pd di Letta

Fratoianni

Enrico Letta spera in un’alleanza con Fratoianni e Bonelli (corteggiati dal M5S), ma la verità è che i programmi di Pd (alleato di Azione), Verdi e Sinistra Italiana sono troppo distanti

Il matrimonio tra Verdi, Sinistra italiana e Pd (e Azione) si farà? Difficile dirlo. Se è vero, nelle leggi non scritte dell’amore, che gli opposti si attraggono, è anche vero che in vista delle elezioni e di un Governo poi, almeno qualche sintonia tra i programmi dovrà esserci, per non fare solo ammucchiate in nome di qualche voto e seggio in più.

La posta in gioco in aumento

Partiamo proprio dai seggi. Tra le cose che attualmente dividono Enrico Letta, Angelo Bonelli e Nicola Frantoianni, sono i seggi. Dopo il patto tra Pd e Azione, con questa che ha strappato il 30% dei seggi, anche Verdi e Sinistra italiana non si accontentano più dei vecchi 3 seggi promessi e non è detto che Bonelli e Fratoianni non provino ad ottenere la stessa percentuale di quella concessa a Calenda.

Il nodo Draghi

Le più grandi divergenze ci sono sul fronte programma, però. Mettere insieme questi questi partiti di sinistra, infatti, significherebbe unire chi per mesi ha promosso e difeso Draghi (anche dopo la caduta del Governo) e chi, invece, lo ha sfiduciato per più di 50 volte.

Insomma o si abbraccia l’agenda Draghi o non lo si fa. Quale potrebbe essere l’alternativa?

Le armi all’Ucraina

Fratoianni, per esempio, ha sempre bocciato e rifiutato l’idea di inviare armi all’Ucraina, come invece fatto dal Governo Draghi, con il sostegno anche del Pd.

Il fronte energia

Anche sul fronte energia c’è poco in comune. Se Letta potrebbe aprire al nucleare, quello “nuovo”, per una maggiore sicurezza dei rifornimenti e per calmierare i prezzi del settore, Verdi e Sinistra italiana il nucleare lo bocciano.

Come bocciano i rigassificatori: “No all’impianto di Piombino, pensato dentro al porto e di fronte alla città, quindi senza le garanzie minime di sicurezza”, sostenevano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni in un documento programmatico.

Termovalorizzatori

Non c’è accordo nemmeno sui rifiuti. Se l’Agenda Draghi su cui si basa il patto tra Letta e Calenda sostiene la realizzazione dei termovalorizzatori, Fratoianni e Bonelli sono decisamente contrari agli impianti di questo tipo.

Le speranze di Letta

Differenze a parte, Letta ci spera ancora in una alleanza con Bonelli e Fratoianni (corteggiati dal M5S).

“Voglio fortissimamente l’intesa con Fratoianni e Bonelli perché sono tantissime le cose che ci uniscono. Farò di tutto per creare una coalizione larga in grado di battere la destra. L’agenda Draghi non è sufficiente perché era il frutto di un governo di coalizione, dobbiamo migliorarla con temi come lo Ius scholae”, ha affermato intervenendo su La7.

Le divisioni, miracolosamente, spariranno?

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