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Tutti i partiti rimandati dalla Commissione sui rendiconti

Bacchettate sui rendiconti a 16 partiti politici da parte della Commissione apposita. Chi c’è con PD, Lega, Sinistra Italiana e Azione

Come scrive Open, sono 16 in totale i partiti che non hanno ottenuto il visto di regolarità contabile per l’esercizio 2024 dalla Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici. Tra questi Pd, Lega, Sinistra Italiana e Azione, ma i Libdem, la Rete Civica, gli “italexiter” e tante formazioni locali da Nord a Sud, che dovranno ora fornire chiarimenti dettagliati su come siano stati incassati e spesi i contributi pubblici e privati. Le interlocuzioni sono attualmente in corso poiché le prime risposte fornite dai segretari sono risultate tardive o non esaustive rispetto ai parametri di legge. Nella sua relazione, la Commissione contesta inoltre la scarsa trasparenza sui flussi finanziari e il mancato utilizzo dei fondi destinati alla partecipazione politica femminile.

QUALI SONO I PARTITI RIMANDATI

Secondo i dati ufficiali della Commissione, non hanno ottenuto il primo vaglio di regolarità il Partito Democratico, la Lega per Salvini Premier, Sinistra Italiana e Azione, oltre a 12 formazioni più piccole, ossia: IDEA- Identità e Azione- popolo e libertà, Italexit per l’Italia, La Puglia in più, il Partito Liberali Democratici Europei – Libdem Europei, Pour l’Autonomie – Per l’Autonomia, Rete Civica, Sardegna al centro 20Venti, Sardegna 20Venti, Sicilia Vera, Sud Chiama Nord, Süd-Tiroler Freiheit – Freies Bündnis für Tirol e Volt Italia. Per tutti questi soggetti, l’attività di controllo è definita “in itinere” in attesa che vengano chiarite poste di bilancio che non appaiono conformi alla normativa vigente.

CHI C’È NELLA COMMISSIONE DI CONTROLLO SUI RENDICONTI DEI PARTITI

L’organismo incaricato di vigilare sulla trasparenza dei conti è la Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici, un ente tecnico composto da magistrati di alto profilo provenienti dalle principali magistrature superiori.

La struttura è presieduta da Cristina Zuccheretti, magistrata della Corte dei Conti, che coordina un collegio di cui fanno parte altri due colleghi della stessa magistratura contabile, Maria Antonietta Quarato e Antonio Di Stazio. Completano la squadra di controllo Cosimo D’Arrigo, magistrato di Cassazione, e Giovanni Orsini, esperto giurista con la qualifica di Consigliere di Stato. Questo team di esperti ha il potere di sanzionare le irregolarità fino all’esclusione dai benefici economici, come la ripartizione annuale del due per mille dell’Irpef.

NESSUNO SPENDE IL 10% PREVISTO PER LA PARTECIPAZIONE DELLE DONNE

Un punto particolarmente critico sollevato dalla relazione della Presidente Cristina Zuccheretti riguarda l’applicazione della norma che impone ai partiti di destinare almeno il 10 per cento delle somme ricevute a iniziative per accrescere la partecipazione attiva delle donne alla politica.  Sebbene tale quota venga formalmente accantonata nei bilanci, le spese non corrisponderebbero allo scopo previsto dalla legge.

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