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Ucraina, Draghi in Senato: “Italia in prima linea nel chiedere la pace”

Draghi Senato Ucraina

“Solo Kiev dovrà dire che pace accettare”. Sull’invio di armi: “Se si arriva ai negoziati è perché l’Ucraina si è potuta difendere dalla Russia”. Quindi ha aggiunto: “L’espulsione di italiani da Mosca è un atto ostile ma risponde all’espulsione di funzionari russi dal suolo europeo”. Cosa ha detto Draghi sulla questione Ucraina riferendo in Senato. 

L’ottantacinquesimo giorno del conflitto in territorio ucraino si configura come una giornata importante per la politica italiana e anche per la maggioranza. Questa mattina il premier Mario Draghi è infatti atteso al Senato, alle ore 9 per riferire in merito alla posizione dell’Italia sulla guerra tra Russia e Ucraina e, in particolar modo, sugli aiuti che Roma ha dato e intende offrire a Kiev. Subito sotto è possibile vedere la diretta.


La presidenza del Consiglio ha preferito riferire con un’informativa che, è noto, non prevede voti. La maggioranza, insomma, a dispetto di quanto chiedeva il leader dei 5S Giuseppe Conte, non andrà alla conta. “Le ricostruzioni con immagini satellitari hanno individuato nuove fosse comuni attorno a Mariupol”, ha esordito Draghi in Senato parlando di quanto sta avvenendo in Ucraina. “L”Italia offrirà sostegno nelle indagini su eventuali crimini di guerra. La nostra ambasciata ha comunque ripreso le attività a Kiev”.

DRAGHI IN SENATO: IN UCRAINA CRISI UMANITARIA SENZA PRECEDENTI

“Un cittadino su tre” ha scandito il premier “ha dovuto abbandonare la propria casa: 14 milioni”. “Alla crisi della guerra rischia di aggiungersi quella alimentare: Russia e Ucraina esportano il 25% del grano, 26 Paesi dipendono da loro per più di metà del loro fabbisogno”, ha ricordato Draghi facendo riferimento alle tonnellate di cereali già raccolte e bloccate nei porti ucraini. “Si aggiunge alle criticità già emerse nella pandemia”, ha evidenziato. “Si rischiano effetti disastrosi in Africa e Medio Oriente dove cresce il pericolo di crisi sociali e politiche”.

GLI AIUTI ELARGITI FINORA

“I prezzi erano già molto alti prima della guerra, ma ora c’è più incertezza”, ha poi aggiunto. “Stanziati ottocento milioni in assistenza, 300 nell’ultimo decreto Aiuti. Il governo fin dall’inizio dell’invasione si è schierato con l’Ucraina. L’Italia ha stanziato 110 milioni in sovvenzioni a Kiev più 200 milioni di prestiti; 26 milioni alle ONG attive in Ucraina e nei Paesi limitrofi”, ha puntualizzato Draghi in Senato circa quanto fatto finora a sostegno dell’Ucraina. “Per impedire che la crisi umanitaria si aggravi, serve il cessate il fuoco. Negoziati partano quanto prima. È la posizione italiana condivisa con Biden negli USA. Là ho riscontrato apprezzamenti per la solidità italiana ancorata nelle posizioni euroatlantiche. Questa posizione ci permette di essere credibili e in prima linea nella richiesta della pace”. Poi però ha puntualizzato: “Solo Kiev avrà titolo per dire che pace accettare”.

LA POSIZIONE ITALIANA NELLA NATO E NELLA UE

“L’Italia è favorevole all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue”. Ha quindi ribadito Draghi. “Se oggi si può parlare di negoziati è perché l’Ucraina è riuscita a difendersi: l’Italia continuerà a sostenere Kiev perché si difenda dall’aggressione russa. Ne va per la nostra posizione atlantica e per la lealtà all’Ue”, ha poi aggiunto il premier affrontando uno dei capitoli più spinosi, ovvero l’invio di armi. “Dobbiamo mantenere alta la pressione sulla Russia attraverso le sanzioni: dobbiamo portare Mosca al tavolo dei negoziati. Le misure hanno già avuto seri impatti: secondo l’FMI il PIL della Russia crollerà di oltre l’8%, l’indice della Borsa di Mosca ha perso oltre un terzo del proprio valore”.

“L’Italia appoggia con convinzione la richiesta di ingresso di Svezia e Finlandia nell’Ue, ma è ormai necessario affiancare alla NATO una alleanza militare europea. Il primo passo sia una razionalizzazione della spesa militare

CAPITOLO ENERGIA

“Ci siamo mossi rapidamente per ridurre la nostra dipendenza energetica dalla Russia, che nel 2021 superava il 40%. Il nostro obiettivo è investire nei Paesi fornitori in energie rinnovabili, come già fatto in Algeria”. Ha detto Draghi affrontando il dossier energetico. “Potremmo essere indipendenti dal gas russo nel secondo semestre del 2024, ma i primi effetti si vedranno alla fine di quest’anno. Ho condiviso la strategia energetica italiana con Biden: entrambi ci siamo detti favorevoli a preservare gli accordi sul clima”. “Gli aiuti sono stati destinati a imprese energivore e a famiglie a basso reddito, ma ora servono mosse europee condivise”, ha spiegato Draghi. “C’è bisogno di risposte immediate e coraggiose”.

 

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