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Conte Nordio

Al via i duelli sul referendum: Nordio vs Conte e tutti gli altri appuntamenti

A un mese dal voto sul referendum sulla giustizia, la campagna entra nel vivo con una serie di confronti pubblici tra sostenitori del Sì e del No: ecco chi saranno i protagonisti, la strategia dietro e un quesito fondamentale: cui prodest? 

Dopo settimane di dichiarazioni di fuoco – in parte placate dal richiamo all’ordine del Capo dello Stato Sergio Mattarella dal plenum del Csm – ieri è arrivato anche il parziale dietrofront del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, il quale ha riconosciuto che “Abbiamo tutti esagerato nei toni”.

Una schiarita auspicabile, anche in vista del fitto calendario di incontri sul referendum che vedranno fronteggiarsi diverse figure eccellenti dell’una e dell’altra parte. Al centro dei quali, si spera, ci sarà il merito del referendum. Ecco dove si svolgeranno e chi saranno i protagonisti

I DIBATTITI DI PALERMO: NORDIO, CONTE, LUPI, PROVENZANO E GLI ALTRI

Il primo appuntamento in agenda è fissato per domani pomeriggio a Palermo, nella cornice di Villa Igiea. Qui il ministro della Giustizia Carlo Nordio affronterà il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte in veste di avvocato difensore del No. Nello stesso contesto sono previsti altri confronti: il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi  “sfiderà” il deputato dem Peppe Provenzano, già ministro per il Sud; e quello tra Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense, e il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia.

LA CAMPAGNA DI CONTE

Ma il leader M5S non intende certo limitarsi a Palermo. L’obiettivo è aumentare l’esposizione sul tema, probabilmente con un occhio alle possibili primarie del campo largo, puntando sul leit motiv del “referendum salva-casta”. Per questo sono già in programma prossime tappe a Catania (5 marzo), all’Università del Salento (12 marzo), a Sassari (16 marzo), mentre si limano i dettagli di ulteriori date su Milano, Roma e Napoli.

NORDIO (ANCORA) IN CAMPO

Quanto a Nordio, quello di Palermo non sarà un debutto assoluto. Il Guardasigilli ha già incrociato le armi della retorica con Giovanni Bachelet, presidente del comitato “Società civile per il No”, negli studi di Porta a Porta.  E anche ieri, durante il Forum ANSA di cui era protagonista, pur ammettendo qualche eccesso comunicativo, ha ribadito le sue ragioni: “con un ‘sì’ le cose cambierebbero in meglio con la magistratura” ma “se dovesse vincere il ‘no’ sarebbe una vittoria dell’ala estrema della magistratura, che ipotecherebbe la politica”.

Insomma, per quanto ammetta qualche eccesso comunicativo (di ambo le parti, sia chiaro) il ministro Nordio non accenna a lasciare il campo e il 17 marzo sarà su Sky con Enrico Grosso, costituzionalista e presidente del comitato “Giusto dire No”, per un nuovo confronto.

A CHI CONVIENE IL “DUELLO”

A chi gioveranno tutti questi confronti? Nei comitati contrari alla riforma circola la convinzione che il format dello scontro diretto possa mobilitare l’elettorato e sostenere la rimonta pronosticata dai sondaggi delle ultime settimane. E in tutto il campo progressista cresce la volontà di caricare il referendum di un forte significato politico nella speranza di intaccare la tenuta della maggioranza, che fin qui ha retto proprio grazie alle spaccature nel centrosinistra su vari temi che potevano invece compattarla, dall’Ucraina a Gaza.

Intanto tra i sostenitori del sì adesso inizia a insinuarsi il sospetto che la situazione sia ormai sfuggita di mano e che i margini per depoliticizzare l’appuntamento siano ormai ridottissimi, nonostante i tentativi delle parti politiche di riportare l’attenzione sul merito della riforma.

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