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Concistoro

Al via il primo concistoro di Leone XIV. Cos’è e quali saranno i temi principali

Il primo concistoro straordinario convocato da Leone XIV si apre oggi a porte chiuse nell’aula nuova del Sinodo: due giorni di confronto con i 245 cardinali presenti per definire priorità di riforma, metodo decisionale e profilo della Curia, oltre a fare il punto su liturgia, sinodalità e finanze. Attese decisioni sulle nomine curiali e segnali sul futuro metodo di governo.

Chiusa ieri la Porta Santa e con l’eco del Giubileo ancora nelle navate di San Pietro, Papa Leone XIV convoca per oggi e domani il suo primo concistoro straordinario.

Un tavolo di discernimento — come lo definisce il Vaticano — nel quale il Pontefice chiede consiglio ai porporati su nodi strategici che segneranno il suo pontificato: la riforma della Curia, la sinodalità come metodo permanente, le tensioni liturgiche e anche la gestione finanziaria della Santa Sede. Di fatto, si tratta del primo importante appuntamento per imprimere una nuova direzione alla Chiesa, che Leone XIV verosimilmente vorrà in continuità con quanto fatto dal suo predecessore.

L’appuntamento si svolge a porte rigorosamente chiuse e si chiuderà domani sera con le conclusioni del Papa e la recita del Te Deum.

LA CHIUSURA DEL GIUBILEO

Il Giubileo della Speranza si è concluso con la simbolica chiusura della Porta Santa alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella: un momento che segna il passaggio dalla celebrazione alla gestione concreta delle priorità emerse nel semestre iniziale del pontificato.

Nonostante la pioggia e le code di fedeli, a Roma si respira l’idea di un cambio d’epoca: dopo otto mesi di pontificato, Leone XIV mette all’ordine del giorno il governo ordinario della Chiesa, cercando di conciliare riforme e unità.

COS’È UN CONCISTORO STRAORDINARIO E PERCHÉ ORA

Il concistoro straordinario è convocato quando sussistono, recita il Diritto canonico, peculiari necessità della Chiesa o questioni particolarmente gravi.

A otto mesi dalla sua elezione, Leone XIV richiama a Roma l’intero collegio cardinalizio — circa 245 porporati, con possibili assenze tra i più anziani — per ascoltare istanze e proposte emerse nel dibattito pre-conclave e nel primo anno di pontificato.

DI COSA SI PARLERÀ: I TEMI PRINCIPALI

Secondo varie ricostruzioni, prima di Natale il Papa ha inviato una lettera riservata ai cardinali coinvolti. L’agenda nel dettaglio non è nota, malgrado siano note almeno quattro aree tematiche che formeranno il cuore dei lavori:

Innanzitutto, il tema dell’evangelizzazione, a partire dall’orizzonte di Evangelii Gaudium per una Chiesa “in uscita”, attenta ai poveri e al dialogo con la società. Con tutta probabilità, la discussione fisserà le priorità missionarie e di come rendere concreta la presenza ecclesiale nelle periferie esistenziali.

Bisognerà inoltre procedere sulla strada della riforma della curia: a partire da Praedicate Evangelium, il concistoro dovrà esaminare il rapporto tra Roma e le Chiese locali, i meccanismi di governo e l’efficacia degli organismi curiali. Molte cariche sono ancora provvisorie e il rinnovamento resta urgente.

Leone XIV intende inoltre rilanciare l’approccio sinodale che ha caratterizzato il pontificato di Francesco: il nodo è come rendere la sinodalità una prassi stabile che coinvolga laici e donne senza ridurre autorità e responsabilità episcopali.

Infine, la questione più spinosa, quella della messa in latino, fonte di tensioni tra tradizionalisti e progressisti (soprattutto dopo le norme come Traditionis Custodes).

LE FINANZE E IL BILANCIO VATICANO

Ma il concistoro riguarderà anche anche aspetti economici: il bilancio 2024 della Santa Sede è tornato in utile dopo anni di difficoltà, grazie sia al miglior andamento dei mercati sia a misure di spending review.

Ora la sfida per Leone XIV è consolidare questo percorso, diversificare le entrate (con particolare attenzione alle donazioni estere) e garantire trasparenza e sostenibilità nella gestione degli enti vaticani.

LE NOMINE ATTESE E I POSSIBILI CAMBI

Tra i dossier più sensibili ci sono le nomine curiali: molte cariche restano provvisorie e numerosi capi dicastero si avvicinano all’età pensionabile. Certo, il concistoro non è in sé un luogo di nomine formali, ma costituirà un momento importante per sondare equilibri e indirizzi futuri.

Tra gli scenari che circolano — e che verranno inevitabilmente toccati nel confronto con i cardinali — ci sono alcuni cambiamenti alla guida di istituti chiave.

Si parla, tra gli osservatori, di possibili mosse riguardo alla presidenza dell’Istituto per le Opere di Religione (Ior) e alla Segreteria per l’Economia e una prima ondata di nomine nelle diocesi più rilevanti, già anticipata in parte da trasferimenti recenti come quello di Ronald Hicks a New York al posto di Timothy Dolan.

PREVOST VERSO UNA MAGGIORE COLLEGIALITÀ RISPETTO A FRANCESCO?

Un tema trasversale è poi lo stile di governo del nuovo pontificato. Pur nelle importanti riforme avviate, Bergoglio è stato spesso accusato di un eccessivo accentramento decisionale.

È dunque verosimile che Prevost voglia percorrere la strada di una maggiore collegialità, e nulla. Il concistoro sarà così l’occasione per Leone XIV di mostrare come intende conciliare iniziativa personale e ascolto collettivo.

 

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