Skip to content

Amministrative curiosità

Vannacci, Venezia, Santa Marinella, i Fitto, i De Luca, i Cuffaro: amministrative e sindaci, tutte le curiosità

Amministrative: tutti i piccoli e i grandi colpi di scena del primo turno, gli exploit, i crolli e le curiosità che saltano all’occhio  

Alla vigilia si ipotizzava un sostanziale pareggio tra sinistra e destra. Alla fine il primo turno fa registrare il buon risultato dei partiti di maggioranza nei due centri più attenzionati, ma soprattutto un mosaico variopinto di mille piccole storie.

In calo affluenza e civici, che perdono due comuni; non c’è la spallata al centrodestra – ammesso che fosse attesa – che invece si prende Reggio Calabria, ma soprattutto Venezia, nonostante le tante grane in città. Ballottaggi in 6 capoluoghi: al primo turno avanti la sinistra a Chieti (Legnini), Agrigento (Sodano) e Trani (Galiano), mentre il centrodestra parte favorito ad Arezzo (Comanducci), Lecco (Boscagli) e Macerata (Parcaroli, che manca l’elezione diretta per poche decine di voti).

VENEZIA ALL’EX ASSESSORE DI BRUGNARO VENTURINI

ll centro della scena se la prende Simone Venturini nella città lagunare: disfatta per il candidato del campo largo Andrea Martella, Venezia rimane in mano al centrodestra, con l’ex assessore che sbanca il 30% con la sua lista personale.

IL LABORATORIO REGGINO DEL CENTRODESTRA

A Reggio Calabria il deputato e coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Cannizzaro chiude l’era Falcomatà (Battaglia fermo sotto quota 25%) e conferma la presa di Roberto Occhiuto sulla regione.

IL RITORNO DI DE LUCA NELLA SUA SALERNO

Nessun colpo di scena a Salerno: Vincenzo De Luca torna sindaco per la quinta volta, stavolta senza le insegne del Pd, con un risultato attorno al 60%.

LA RIVINCITA DEL BARONE ROSSO

Storia simile ad Enna, dove si consuma la vendetta politica di Mirello Crisafulli, storico dirigente della sinistra ed ex parlamentare di lungo corso. Privato del simbolo nazionale del Partito Democratico dalla segreteria romana, il navigato politico ha ugualmente sbancato le urne conquistando l’amministrazione con oltre il 60% dei voti.

IL MONOCOLORE MESSINESE

A Messina prosegue il dominio dell’ex sindaco Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, che porta alla terza vittoria consecutiva la sua area con il sindaco uscente Federico Basile, dimessosi apposta e confermato con un +10% di voti. Al quale ora sta stretta l’etichetta  di uomo ombra.

Meno fortunata la sortita ad Agrigento, dove il candidato sostenuto da De Luca, Luigi Gentile, è rimasto fuori dal testa a testa principale tra l’esponente di centrosinistra Michele Sodano (buon risultato qui di Ismaele La Vardera, altro outsider della politica siciliana) e quello di centrodestra Dino Alonge.

L’EFFETTO VANNACCI SUPERA IL CARROCCIO

A Vigevano l’aspirante sindaco Furio Suvilla, appoggiato dalla lista ispirata al generale Roberto Vannacci, incassa un clamoroso 14% ai danni di Lega e FdI, che vedono il proprio candidato, l’assessore uscente Riccardo Ghia, fuori dal ballottaggio con il 21%. Male Massimo Lovati, ex avvocato difensore per il delitto di Garlasco, appoggiato da Marco Rizzo, fermo all’1%.

LA DINASTIA CUFFARO CONTINUA

A Raffadali il potere amministrativo resta in famiglia grazie a Ida Cuffaro, ventisettenne nipote dell’ex governatore regionale Totò Cuffaro e del sindaco uscente Silvio Cuffaro.

L’EX MINISTRA NON RIPARTE DA MILAZZO

L’ex viceministra all’Economia ed ex volto storico del Movimento 5 Stelle Laura Castelli, attuale presidente di Sud chiama Nord, non va oltre lo scarno 15% a Milazzo.

LA FEDELISSIMA AZZURRA NON SUPERA IL 6% A SANTA MARINELLA (RM)

A Santa Marinella l’ultra-berlusconiana ed ex potente amministratrice forzista Maria Rosaria Rossi, in corsa per Noi Moderati e Forza Italia, non supera la soglia del 6%. Nonostante la sconfitta personale, la candidata si consola per il parziale successo di un centrodestra diviso in tre, ma che quantomeno non dovrà confrontarsi con il campo largo al ballottaggio con il campo largo, grazie al tonfo di Emanuele Minghella.

IL CROLLO DELLA ROCCAFORTE LEGHISTA

A Cene, in Val Seriana, si chiude un’epoca storica con la sconfitta della candidata leghista Gaia Anselmi. Il piccolo comune lombardo era stato il primo in assoluto in Italia a eleggere un sindaco del Carroccio nel 1990, mantenendo il governo cittadino ininterrottamente per ben quattro decenni.

VITTORIE DEI DEM IN TOSCANA

Il professore ed ex assessore alla cultura Giovanni Capecchi strappa Pistoia al centrodestra sconfiggendo la vicesindaca uscente Anna Maria Celesti, esponente dell’amministrazione guidata da Alessandro Tomasi. Vittorie a sinistra, promosse dal segretario regionale dem Emiliano Fossi, anche per Matteo Biffoni in consiglio regionale e per l’ex vicepresidente del Csm David Ermini a Figline-Incisa Valdarno, nonostante l’affluenza ferma al 55% per cento.

IL PLEBISCITO DEL CAMPO LARGO PUGLIESE

Ad Andria la sindaca uscente Giovanna Bruno, espressione del Campo largo, chiude la partita al primo turno superando la soglia del 75%.

IL DERBY DEI FITTO

A Maglie il derby dei Fitto lo vince Ernesto Toma, appoggiato da Raffaele, contro lo zio Antonio, già tre volte sindaco e sostenuto anche dalla Lega, che esce nettamente sconfitto fermandosi al 18%. 

 

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Torna su