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Tony Blair

Antenna Group prende Tony Blair: ecco cosa c’entra la Repubblica

Cosa c’entrano Tony Blair e la Repubblica? Il primo è già parte di Antenna Group, la seconda potrebbe esserlo a breve. Ecco il ruolo ritagliato da Kyriakou per l’ex leader laburista

È ormai quasi una consuetudine sentire il nome dell’ex primo ministro britannico Tony Blair associato agli affari mediorientali, specie se a trazione finanziaria, non di rado nel risentimento che parte del mondo arabo gli riserva. In pochi però potevano aspettarsi di ritrovarselo tirato in ballo nel caotico risiko dell’editoria italiana, men che meno nella società che è in predicato di acquistare la Repubblica, Antenna Group.

L’onnipresente Tony Blair, uomo immagine della “Terza Via”, promotore della campagna in Iraq a capo dei laburisti, reinventatosi consulente geopolitico e affaristico, sarà infatti Senior Advisor nella società di Theodore Kyriakou, l’imprenditore greco che sta trattando con gli Elkann l’acquisto della storica testata fondata da Eugenio Scalfari. Ecco con quale ruolo

DI COSA SI OCCUPERÀ TONY BLAIR DENTRO ANTENNA

Nello specifico, il mandato ufficiale di Tony Blair si concentrerà sulla realizzazione dell’Europe-Gulf Forum del maggio 2026. L’evento nasce dalla sinergia tra Antenna Group e l’Atlantic Council, think tank di Washington che promuove la centralità statunitense nel sistema globale, l’atlantismo liberale e una linea diplomatica orientata all’interventismo e per questo spesso definita muscolare.

Secondo il presidente Kyriakou, l’apporto dell’ex premier britannico sarà determinante per consolidare la piattaforma di dialogo tra i leader europei e quelli del Golfo Persico, puntando a rafforzare la cooperazione geopolitica e le opportunità di investimento condivise.

CHI È TONY BLAIR OGGI

Un tempo politico di élite e new-laburista per definizione – fu lui a inaugurare il nuovo corso della sinistra britannica -, oggi il profilo di Tony Blair somiglia più a quello di un lobbista.

Dopo aver guidato il Regno Unito dal 1997 al 2007, segnando un’epoca con le politiche della “Third Way”, l’ex politico ha infatti intrapreso una fortunata carriera come consulente strategico globale attraverso il suo Tony Blair Institute for Global Change. Attualmente, oltre alla nuova collaborazione con Theodore Kyriakou, è presenza fissa negli organismi internazionali che si occupano di Medio Oriente, tra cui il Board of Peace dedicato alla gestione della crisi a Gaza, nonostante il dissenso nei suoi confronti di parte del mondo arabo, su cui pesa senza dubbio la campagna in Iraq del 2003, di cui fu uno dei principali promotori.

COSA C’ENTRANO REPUBBLICA E BLAIR: LA STRATEGIA DI KYRIAKOU

Dal canto suo, Kyriakou persegue una politica di crescita aggressiva nei mercati dell’Europa e degli Stati Uniti, cercando di capitalizzare la rete di relazioni istituzionali. L’ingresso di Tony Blair riflette la volontà della proprietà greca di accreditarsi come un interlocutore autorevole presso i centri di potere internazionali. Un’operazione dunque slegata dalle trattative con la proprietà di Repubblica, ma da cui qualche indizio sull’orientamento futuro della testata, forse, si può già ricavare. Né si può escludere che ieri Antonio Tajani, durante la sua informativa al Parlamento in merito alla partecipazione dell’Italia al Board of Peace per Gaza, pensasse proprio a questa notizia, quando ha detto: “Non bisogna partecipare a un comitato d’affari? Noi non partecipiamo ad alcun comitato d’affari, non scodinzoliamo neanche vicino a Tony Blair. Né collaboriamo con Tony Blair, io non collaboro con nessuno se non con il Governo del quale faccio parte”.

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