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Movimento 17 ottobre

Che cos’è il Movimento 17 ottobre

Dalla guerriglia urbana nel centro di Milano alla nascita di una sigla via social, il sedicente Movimento 17 ottobre: ecco cosa emerge dai canali digitali della protesta

Tutto è iniziato sabato 17 ottobre con la manifestazione contro il carovita promossa dalla rete “Italia in piazza”. Dopo che il corteo è degenerato in scontri, devastazioni e saccheggi nel centro di Milano, tra la serata di domenica e la mattina di lunedì dagli smartphone è partito un tam tam improvviso con l’invito: “Oggi 18 ottobre tutti in piazza Duomo, come ieri!”.

Da lì in poi la mobilitazione ha cambiato pelle, muovendosi sottotraccia tra le chat per evitare i controlli e tenere viva la piazza, non solo nel capoluogo lombardo. Poi, la comparsa di un sedicente e finora misterioso gruppo che rivendica il sentiment delle proteste, il Movimento 17 ottobre, organizzato attraverso pagine Instagram e gruppi Telegram.

CHE COS’È IL MOVIMENTO 17 OTTOBRE

“Siamo quelli delle piazze. Quelli che vedono l’unica violenza nel manganello degli sbirri”: recita così la descrizione della neonata pagina Instagram del Movimento 17 ottobre, il gruppo emerso all’indomani degli scontri e dei saccheggi nel centro di Milano per coordinare e rilanciare le proteste sul territorio nazionale.

Sulle proprie piattaforme social e nei canali criptati, gli amministratori respingono ogni addebito relativo alle devastazioni del weekend e ribaltano la responsabilità delle tensioni sulle istituzioni: “Rigettiamo tutte le accuse al mittente. Violento è questo sistema che ci uccide”, sostengono in un post diffuso in rete, firmando poi la propria sfida con lo slogan: “I violenti siete voi che ci avete negato il futuro, ora quel futuro ce lo prendiamo”. Il neonato gruppo si sarebbe rapidamente strutturato attraverso pagine Instagram e canali Telegram, con una transizione già pianificata verso piattaforme di messaggistica ancora più blindate come Signal per sfuggire ai controlli della Digos.

All’interno dei canali digitali gestiti dal movimento circolano materiali di formazione politica e tattica, tra cui il libro edito nel 2004 dal titolo “Ricette per il caos – Manuale di resistenza urbana” e la “Guida tascabile non esaustiva alle manifestazioni di piazza (per principianti), Safer in the street”, un manuale con istruzioni dettagliate su come comportarsi durante i cortei, consigliando di evitare l’arrivo in tenuta da manifestazione, di aggirare i controlli delle forze di polizia monitorando le vie di accesso, le stazioni ferroviarie e le uscite autostradali, e invitando esplicitamente a non prendere le distanze da chi adotta metodi violenti o diversi dai propri per non agevolare l’azione repressiva dello Stato.

Accanto alla propaganda ideologica e ai video di saccheggi presentati come atti di “esproprio proletario”, l’organizzazione ha attivato un indirizzo di posta elettronica per fornire assistenza legale gratuita ai manifestanti fermati.

IL CALENDARIO DELLE PROTESTE

La strategia del neonato movimento prevede una mobilitazione permanente con appuntamenti fissi ogni sabato pomeriggio alle ore 15 in diverse piazze italiane.

Le chiamate alla mobilitazione indicano come punti di ritrovo piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna, il Circo Massimo a Roma e piazza Castello a Torino, estendendo l’appello anche ad altre città come Bari, Firenze, Genova e Padova.

 

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IL BILANCIO DEL WEEKEND

I disordini verificatisi durante il fine settimana nel capoluogo lombardo hanno lasciato un pesante strascico: secondo l’Ansa, sono 14 gli operatori delle forze dell’ordine feriti e 171 òe persone accompagnate in questura per identificazione e accertamenti. Tra i soggetti fermati figurano numerosissimi minorenni e cittadini stranieri, con decine di arresti e denunce formalizzati per reati che vanno dalla resistenza pluriaggravata alla devastazione e al saccheggio.

L’inchiesta giudiziaria, coordinata dal procuratore capo di Milano Marcello Viola e condotta dal sostituto procuratore Giovanna Cavalleri, ha portato alla richiesta formale di convalida degli arresti e di custodia cautelare in carcere per i primi cinque maggiorenni finiti in manette, ragazzi di età compresa tra i diciotto e i vent’anni ritenuti responsabili della guerriglia urbana in centro, in attesa che il giudice per le indagini preliminari fissi i relativi interrogatori di garanzia.

Di fronte all’annunciata escalation, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una riunione d’urgenza per valutare nuovi strumenti normativi volti a contrastare il caos urbano, ipotizzando misure analoghe al decreto Caivano, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha incontrato i vertici della polizia e il questore di Milano per fare il punto sulla sicurezza.

Nel frattempo, il dibattito politico si infiamma con le posizioni dei partiti di maggioranza che invocano il fermo preventivo anche per i minori. Dall’opposizione inviti all cautela: la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein sottolinea sottolineato la necessità di evitare che le violenze criminali vengano strumentalizzate per reprimere le proteste pacifiche.

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