Temi, protagonisti e polemiche del vertice di Navarino organizzato da Antenna Group del neoproprietario di Repubblica Theo Kyriakou e dall’Atlantic Council, a cui prenderà parte anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni
EUROPE-GULF FORUM, PALAZZO CHIGI SMENTISCE IL COINVOLGIMENTO DI BANCHE E FONDI
Nei giorni scorsi, quando ancora la presenza della premier non era ancora confermata, la deputata Luana Zanella, capogruppo della formazione politica Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) alla Camera, aveva presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sugli obiettivi della missione e sull’opportunità di aderire a quello che ha definito un vertice privato tra lobbisti, manager ed esponenti politici, ponendo l’accento sulla riservatezza del summit e l’ipotizzata presenza dei vertici di colossi finanziari globali come BlackRock e JP Morgan.
Ricostruzioni che Palazzo Chigi ha smentito seccamente: fonti governative hanno precisato che non vi è alcun coinvolgimento dei suddetti gruppi bancari o d’investimento, spiegando che l’ammissione ai lavori è riservata esclusivamente a figure politiche e istituzionali.
Secondo la presidenza del Consiglio, l’adesione della premier è motivata dalla rilevanza strategica dell’asse tra Europa, Mediterraneo e Golfo, definita una direttrice cruciale per la sicurezza energetica, alimentare e per la stabilità internazionale. Dopo la conclusione del forum, l’agenda della presidente del Consiglio prevede un vertice pomeridiano focalizzato sui flussi migratori e una successiva cena ufficiale, prima del trasferimento domenicale a Cipro per un incontro bilaterale formale.
BLAIR, STUBB, LAGARDE E GLI ALTRI: CHI CI SARÀ
Il forum vede la presidenza congiunta di Theodore Kyriakou, imprenditore e vertice del gruppo editoriale ellenico Antenna Group – che ha recentemente completato l’acquisizione del 100% di Repubblica e dell’intero gruppo Gedi dalla famiglia Agnelli –, e di Fred Kempe, guida del think tank statunitense Atlantic Council. Tra i consulenti di Antenna Group figura inoltre l’ex primo ministro britannico Tony Blair, che ha curato l’organizzazione dell’evento.
Sul piano politico, Giorgia Meloni condividerà la relazione introduttiva con il primo ministro del Qatar. La rappresentanza dei governi include il leader del Kuwait, il presidente finlandese Alexander Stubb e diversi capi di Stato e di governo dell’Europa del Sud. Tra i padroni di casa spicca il primo ministro greco Kyriakos Mītsotakīs, che offrirà la cena ufficiale ai partecipanti al termine delle sessioni pomeridiane. Per la gestione del dossier migratorio, la premier si confronterà in una riunione ristretta con i suoi omologhi di Grecia e Malta e con il presidente cipriota Nikos Christodoulides, quest’ultimo anche presidente di turno dell’Unione Europea, con il quale Meloni terrà un pranzo di lavoro e dichiarazioni congiunte nella giornata di domenica. Il mondo delle istituzioni economiche globali sarà invece rappresentato da Kristalina Georgieva, direttrice operativa del Fondo monetario internazionale (Fmi), e da Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea (Bce).
DI COSA SI PARLERÀ: I TEMI PRINCIPALI
I tavoli di lavoro affronteranno i nodi più caldi della geopolitica attuale, a partire dalle tensioni in Iran e dalle crisi che destabilizzano lo scacchiere internazionale. Focus sul rilancio dei rapporti commerciali tra Unione Europea e Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc), dopo che l’interscambio bilaterale di merci ha toccato i 225 miliardi di euro complessivi, registrando tuttavia una flessione negli scambi specifici nel corso del 2024. I leader cercheranno di tradurre le visioni comuni in azioni concrete in materia di diversificazione delle catene di approvvigionamento e transizione energetica.
L’integrazione tecnologica e l’intelligenza artificiale saranno al centro del dibattito economico. Si analizzerà come coniugare le competenze regolatorie europee con la liquidità e le risorse energetiche del Golfo, un mercato dove l’adozione dell’IA generativa potrebbe produrre un impatto miliardario sul prodotto interno lordo non petrolifero. Ulteriori sessioni riguarderanno lo sblocco dei negoziati commerciali, l’allineamento delle politiche industriali e la sicurezza dei corridoi di connettività marittima, considerando che circa il 20% delle merci globali transita ogni anno attraverso il Mar Rosso, il Canale di Suez e le rotte del Golfo. Infine, verrà dato ampio spazio alla cooperazione nel settore della difesa e della sicurezza marittima, supportata dall’azione delle nazioni che compongono le Combined Maritime Forces a protezione delle rotte commerciali.


