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Chi c’è nel fantagoverno del campo largo

Claudio Cerasa sul Foglio squaderna il Manuale Cencelli del campo largo: ecco chi ci sarebbe in un’ipotetica squadra di governo a trazione Pd

Manca il programma, ma non il Manuale Cencelli: come rivela Claudio Cerasa in un articolo apparso pochi giorni fa sul Foglio, i dirigenti del campo largo avrebbero le idee abbastanza chiare sulla distribuzione delle caselle ministeriali nel caso di vittoria alle prossime politiche.

“Una discussione inconfessabile ma reale – scrive il direttore – che nessun dirigente del Pd, del M5s, di Avs e di Italia viva ammetterà mai e che restituisce però con chiarezza quanto il campo largo sia convinto di avere già un piede nelle stanze del prossimo governo”.

IL FANTA-GOVERNO DEL CAMPO LARGO

L’ipotetica lista dei ministri sarebbe frutto di un’indagine condotta sottotraccia dai cronisti del quotidiano, che hanno raccolto le testimonianze anonime di “alcuni importanti esponenti del campo largo”.  Lo scacchiere prevederebbe circa 18 ministeri principali, estendibili fino a 22 a seconda delle varianti. Lo scenario ritenuto maggiormente probabile, posta la vittoria elettorale, individua la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, come candidata alla presidenza del Consiglio.

La spartizione dei dicasteri prevede una netta predominanza dei dem, a cui andrebbero ben 9 caselle. Al Movimento 5 Stelle spetterebbe l’assegnazione di 4 ministeri oltre alla presidenza del Senato, mentre Alleanza Verdi e Sinistra otterrebbe 3 posizioni. Poco spazio per Italia Viva: il partito di Renzi figurerebbe nei piani con un solo esponente.

TUTTI I NOMI (CHE SAREBBERO) IN POLE

Nella configurazione principale del potenziale esecutivo, la guida di Palazzo Chigi viene affidata a Elly Schlein. Per la conduzione del ministero dell’Economia il nome di riferimento è quello di Ernesto Maria Ruffini, mentre la responsabilità degli Affari Esteri viene prevalentemente attribuita all’esponente democratico ed ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Il ministero della Difesa trova una convergenza quasi unanime attorno alla figura di Lorenzo Guerini, già titolare del dicastero nel Conte II e nel governo Draghi. La Salute andrebbe alla parlamentare del Movimento 5 Stelle Mariolina Castellone, mentre il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni viene indicato per il ministero del Lavoro.

Per la Funzione pubblica si fa il nome di Stefano Patuanelli del Movimento 5 Stelle, mentre la collega di partito Barbara Floridia seguirebbe le Comunicazioni. Il ministero dello Sviluppo vedrebbe l’approdo del democratico Andrea Orlando, mentre alle Infrastrutture si posizionerebbe Stefano Bonaccini.

Il ministero dell’Interno verrebbe affidato a un profilo tecnico esterno, individuato nell’ex capo della Polizia Franco Gabrielli.

Nelle restanti posizioni spiccano Michele Fina alla Ricerca, Pasquale Tridico del Movimento 5 Stelle al Mezzogiorno, Igor Taruffi ai Rapporti con il Parlamento e Marta Bonafoni alle Pari opportunità, entrambi esponenti del Partito Democratico, con Gilda Sportiello del Movimento 5 Stelle agli Affari sociali.

Il ruolo chiave di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con pieni poteri operativi verrebbe assegnato al dem Francesco Boccia.

LE ALTERNATIVE

Detto delle ipotesi più accreditate, a seconda dell’interlocutore emergerebbero numerose varianti e sovrapposizioni, segno di una accesa dialettica tra le correnti del centrosinistra.
Per il ministero dell’Economia le opzioni alternative portano a Alessandro Rivera e, in rari schemi, al senatore democratico Antonio Misiani. Agli Esteri, sebbene considerata poco verosimile, è emersa l’ipotesi del leader di Italia Viva Matteo Renzi, affiancata a quella del democratico Giuseppe Provenzano.

Peculiare il destino del leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, il cui nome ricorre in quasi tutti i ruoli, dall’Interno allo Sviluppo, fino alla Transizione ecologica e alla Pubblica amministrazione, ma quasi mai nella sua naturale collocazione, ossia all’Ambiente, dicastero per il quale viene invece indicata con frequenza Chiara Braga del Partito Democratico.

Per l’Istruzione si fanno anche i nomi di Giuseppe De Cristofaro di Alleanza Verdi e Sinistra, Anna Ascani e Pierfrancesco Majorino del Partito Democratico.
Al ministero della Giustizia il profilo tecnico più apprezzato dalla segreteria risulta essere Andrea Pertici, alternato alla democratica Anna Rossomando.

Per la Cultura si confrontano Maria Elena Boschi di Italia Viva e Marco Furfaro del Partito Democratico, mentre Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra compare per un ipotetico ministero della Casa. Agli Affari europei verrebbe indicata Marianna Madia in quota Italia Viva. Permane infine incertezza sulla presidenza della Camera, per la quale si alternano i nomi di Laura Boldrini, della stessa Maria Elena Boschi o di Elisabetta Piccolotti.

IL RUOLO PER GIUSEPPE CONTE

E Giuseppe Conte? Il leader del M5S, che non compare quasi mai come titolare di un dicastero ministeriale, potrebbe imboccare la via istituzionale, prendendosi lo scranno della presidenza del Senato. Uno scenario quanto mai futuribile e tutto da verificare, dal momento che tale incarico sarebbe propedeutico a correre per il Quirinale nel 2036.

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