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Vannacci

Chi saranno i seguaci di Vannacci nel nuovo partito Futuro Nazionale

Chi va e chi resta: ecco chi potrebbe seguire Vannacci dentro Futuro Nazionale

Lo strappo di Roberto Vannacci, che ha chiuso ieri la sua esperienza all’interno della Lega di Matteo Salvini, spalanca la porta a Futuro Nazionale, la nuova formazione politica di estrema destra che verrà presentata ufficialmente oggi a Modena.

Da europarlamentare, il generale è già fuori dal gruppo dei Patrioti, e potrebbe pensare di confluire nell’Europa delle nazioni sovrane, l’europartito che annovera, tra gli altri, l’Alternative für Deutschland di Alice Weidel, con cui non mancano le affinità.

Intanto in Italia è partito il casting per ingrossare le fila della neonata creatura vannacciana: ecco chi potrebbe unirsi

CONTRO KIEV: SASSO E ZIELLO DENTRO FUTURO NAZIONALE?

Inevitabile partire dai parlamentari leghisti che hanno votato contro l’ultimo decreto del governo per gli aiuti all’Ucraina. Su questa linea di faglia, infatti, si è consumata la frattura definitiva tra il Carroccio e i fedelissimi del generale, che lo seguono sulla linea filoputiniana e ora meditano di confluire nel nuovo partito.

Per Rossano Sasso, volto storico della Lega al Sud sin dal 2014, si tratta di una scelta difficile. “Non ho ancora deciso. Non è facile per me”, confessa, stretto tra la lealtà al partito che ha contribuito a fondare e l’attrazione per il nuovo progetto. Più criptico il pisano Edoardo Ziello, che ha affidato ai social un enigmatico “Avanti” con saluto militare, segnale probabilmente di una fedeltà totale alla linea vannacciana, che preluderebbe a un suo cambio di casacca.

FURGIUELE PER SALDARE IL LEGAME CON L’ESTREMA DESTRA

Tra i contrari agli aiuti a Kiev, c’è anche l’onorevole pugliese Domenico Furgiuele, la cui adesione  Futuro Nazionale contribuirebbe a saldare il legame tra i vannacciani e le formazioni neofasciste già esistenti, grazie alla comune visione sul tema della remigrazione.

Pochi giorni fa il deputato leghista intendeva ospitare una conferenza stampa alla Camera di esponenti di CasaPound e Forza Nuova, indetta con l’obiettivo di presentare una proposta di legge popolare sul rimpatrio dei migranti. Tentativo poi sventato, dopo la bufera politica abbattutasi nella mattinata di venerdì scorso su Montecitorio. Ma il segnale è chiaro e gli indizi ci sono: Futuro Nazionale potrebbe fare da “ombrello” istituzionale a queste realtà frammentate, che guardano al Generale come a un interlocutore capace di portare le loro istanze dentro i palazzi del potere.

ARRIVA POZZOLO DA FRATELLI D’ITALIA?

Ma la pesca non si limita al Carroccio. Anche tra le fila di Fratelli d’Italia c’è chi guarda con interesse oltre il perimetro di Giorgia Meloni. Un nome su tutti è quello di Emanuele Pozzolo, il deputato espulso da FdI dopo l’incidente dello sparo di Capodanno, che sembrerebbe pronto a marciare sotto le insegne del Generale.

SIMONI, MONTEMAGNI, VALDEGAMBERI

L’unico a non aver mai mostrato esitazioni è Massimiliano Simoni. Il consigliere regionale del Carroccio toscano ha già scelto: seguirà Vannacci costi quel che costi. Con il suo addio, il Carroccio sparirà dal Consiglio regionale della Toscana per l’intera legislatura. “Ho condiviso con lui tutto questo percorso fin dal primo momento”, ha dichiarato Simoni, confermandosi come il braccio destro operativo del Generale sul territorio. Dalla Toscana potrebbe arrivare anche l’adesione di Elisa Montemagni. In Veneto, occhi sul consigliere regionale Stefano Valdegamberi. Qui il progetto è rappresentare, quella fetta di elettorato del Nord che vede in Vannacci un’alternativa alla linea attuale di via Bellerio.

IL NODO DELL’ORGANIZZAZIONE: IL RISCHIO CAOS

Intanto regna il caos sul piano del simbolo e del marchio (anche se su quest’ultimo punto la notizia di una registrazione della dicitura “Futuro Nazionale” a nome di Riccardo Mercante che escluderebbe l’utilizzo da parte di Vannacci è smentita). Il che non fa ben sperare, dato che già in forma di movimento, la brigata vannacciana ha denunciato un’organizzazione carente e poco disciplinata. Non un problema da poco per chi si prefigge di trasformare l’entusiasmo delle europee – il generale si portò a casa mezzo milione di voti, guadagnandosi un’accoglienza da vicesegretario della Lega senza passare dalla gavetta – in una macchina di partito funzionante.

Su questo fronte, gli scricchiolii ci sono da tempo. Da ultimo, i “Team Vannacci” di Milano, Varese, Busto Arsizio e Verona hanno interrotto i rapporti, parlando apertamente di un “caos permanente, privo di guida e credibilità”. E anche tra i sostenitori della prima ora non sono mancate defezioni eccellenti, come quella di Stefania Bardelli, la “Bersagliera” che fino a pochi mesi fa era il volto militante del movimento a Pontida. L’addio di Bardelli era motivato da incomprensioni logistiche per le iniziative dei Team, troppo autonome secondo i leghisti, in teoria loro compagni di partito. Ma il problema, adesso, è risolto alla radice.

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