Secondo un’inchiesta del quotidiano Avvenire, sono 28 gli italiani ritenuti “presos políticos” in Venezuela: arrestati senza accuse formali o con imputazioni considerate pretestuose, molti dopo le elezioni del 28 luglio 2024. Tra loro figurano cooperanti, imprenditori, giornalisti e politici italo-venezuelani. Ecco chi sono
Nel lessico del potere bolivariano vengono definiti “detenuti per ragioni di sicurezza dello Stato”. Per le organizzazioni per i diritti umani, e per il governo italiano, sono presos políticos.
Dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani su X – che ieri ha parlato di “una ventina” di prigionieri politici italiani in Venezuela – il quotidiano Avvenire ha condotto un’inchiesta per approfondire chi fossero.
Dai documenti visionati, il quotidiano cattolico può riferire di almeno 28 casi su 46 connazionali complessivamente detenuti.
Secondo le ricostruzioni, molti arresti sarebbero avvenuti in seguito alla crisi politica acuitasi dopo le elezioni presidenziali del 28 luglio 2024; le autorità venezuelane avrebbero in alcuni casi utilizzato imputazioni per crimini comuni come pretesto per trattenere figure ritenute scomode o sospette di sostegno all’opposizione.
IL CASO PIÙ NOTO: ALBERTO TRENTINI
Alberto Trentini è un cooperante umanitario, lavorava per la ong Humanity and Inclusion in progetti a favore delle persone con disabilità. È stato arrestato il 15 novembre 2024 a Guasdualito, nello Stato di Apure, senza accuse formali.
Da oltre un anno è detenuto nel carcere di massima sicurezza El Rodeo I, uno dei più duri del Paese.
LE TRATTATIVE IN CORSO
Con la cattura di Maduro e l’insediamento della nuova presidentessa ad interim Delcy Rodriguez, si spera adesso che le trattative per la liberazione di Trentini possano andare in porto.
Ma il suo è solo uno dei tanti casi ancora in bilico, a cui starebbero lavorando la Farnesina, l’ambasciatore italiano a Caracas Giovanni Umberto De Vito e il Governo, d’intesa con le autorità venezuelane e con la mediazione della Chiesa cattolica.
CHI SONO GLI ALTRI 28 DETENUTI POLITICI ITALIANI IN VENEZUELA
L’inchiesta di Avvenire individua altri 28 connazionali detenuti per motivi riconducibili a vicende politiche: si tratta di cooperanti e operatori umanitari, imprenditori con doppia cittadinanza, giornalisti e figure politiche di opposizione. Ecco i casi più noti
CHI È DANIEL ECHENAGUCIA
Tra i nomi esplicitati figura Daniel Echenagucia, 47 anni, originario di Avellino, arrestato il 2 agosto 2024 insieme alla famiglia.
Rilasciati i familiari, lui è scomparso per settimane: una vera e propria sparizione forzata. Oggi è detenuto a El Rodeo I, in isolamento quasi totale. Soffre di asma, ha perso circa 18 chili e versa in uno stato di forte prostrazione psicofisica.
CHI È MARIO BURLÒ
Mario Burlò, imprenditore torinese, è stato arrestato nel novembre 2024. Un anno più tardi, a fine 2025, l’ambasciatore De Vito ha potuto visitarlo in carcere a Caracas, insieme a Trentini.
In Italia era noto per una complessa vicenda giudiziaria conclusasi con l’assoluzione in Cassazione. In Venezuela, però, è stato fermato per motivi mai chiariti ufficialmente. Anche per lui si parla di drastico dimagrimento e scarse garanzie legali.
CHI È BIAGIO PILIERI
Uno dei casi più delicati è quello di Biagio Pilieri, 60 anni, italo-venezuelano di origini siciliane. Giornalista, ex deputato e leader del partito di opposizione Convergencia, è stato arrestato il 28 agosto 2024.
È detenuto nel famigerato Helicoide (nell’immagine), sede del Sebin i servizi di intelligence venezuelani, struttura più volte denunciata per torture e interrogatori violenti.
Pilieri soffre di diverse patologie croniche. Un mese fa ha assistito alla morte di Alfredo Díaz, ex governatore di Nueva Esparta, recluso nella sua stessa cella.
GLI ALTRI DETENUTI POLITICI SECONDO IL PIEMONTE
A ottobre anche un altro documento pubblico, approvato all’unanimità dal Consiglio regionale del Piemonte, richiamava l’attenzione su una serie di connazionali italo‑venezuelani detenuti o scomparsi in Venezuela, oltre al singolo caso di Trentini.
Nell’ordine del giorno promosso dal presidente regionale Davide Nicco si faceva esplicito riferimento a Gerardo Coticchia Guerra, Daniel Enrique Echenagucia Vallenilla, Americo De Grazia, Juan Carlos Marruffo Capozzi, Perkins Rocha (oltre che al già citato Biagio Pilieri), segnalando inoltre la scomparsa del connazionale Hugo Marino dal 2019, tutti ritenuti detenuti o fuori controllo delle autorità per ragioni riconducibili alla loro opposizione al regime di Caracas.
Infine, nel suo post, il ministro Tajani ha menzionato anche Luigi Gasperin, di cui fin qui non sono stati resi noti ulteriori dettagli pubblici,


