La BCE cerca un nuovo vicepresidente, il mandato di Luis de Guindos scade a maggio. In corsa per il prestigioso incarico sei economisti e governatori delle banche nazionali
Sono sei i candidati papabili per il ruolo di vicepresidente della BCE: Mário Centeno (Portogallo), Mārtiņš Kazāks (Lettonia), Madis Müller (Estonia), Olli Rehn (Finlandia), Rimantas Šadžius (Lituania) e Boris Vujčić (Croazia).
Oggi l’incarico è ricoperto da Luis de Guindos, il cui mandato scade a fine maggio. La Presidente della BCE Christine Lagarde, invece, resterà in carica fino ad ottobre 2027.
In vista della riunione dell’Eurogruppo di lunedì 19 gennaio la Commissione per gli affari Economici e monetari (Econ) del Parlamento europeo ha svolto consultazioni informali con i sei candidati, esprimendo un orientamento a favore del lettone Kazāks e del portoghese Centeno.
COME SI ELEGGE IL VICEPRESIDENTE DELLA BCE
A eleggere il vicepresidente della Banca (così come il presidente e altri quattro membri, del comitato esecutivo della Banca Centrale europea è il Consiglio europeo con voto a maggioranza qualificata. “Il Consiglio adotta la sua decisione a seguito di una raccomandazione del Consiglio e previa consultazione del Parlamento europeo e del consiglio direttivo della Banca (i 6 membri del comitato esecutivo e i governatori delle banche centrali dei 19 paesi della zona euro)”, spiega il portale dell’Ue. Il sistema di votazione per essere valido deve soddisfare due requisiti: il vicepresidente designato deve essere rappresentativo del 72 per cento degli Stati membri (almeno 16 su 21) e del 65 per cento della popolazione dell’UE. Solo così il suo nome può essere oggetto di raccomandazione dei ministri al Consiglio europeo che procederà alla nomina dopo aver consultato la Bce e il Parlamento europeo.
I SEI CANDIDATI AL RUOLO DI VICEPRESIDENTE DELLA BCE
Mário Centeno (Portogallo). Il ministero delle Finanze del Portogallo ha candidato l’ex governatore della banca centrale del Paese al ruolo di vicepresidente della Banca centrale.
Centeno, economista e professore universitario, ha svolto l’incarico di ministro delle Finanze portoghese ed è oggi governatore della Banca del Portogallo. Ha avuto un ruolo importante nel risanamento dei conti pubblici del Portogallo nel periodo post-crisi.
Mārtiņš Kazāks (Lettonia). Economista e governatore della Banca di Lettonia. Tra le sue specializzazioni c’è la politica monetaria. Se diventasse vicepresidente della BCE dovrebbe spostare solo di poco il suo ufficio perché già rappresenta il paese nel Consiglio direttivo della BCE. È uno dei favoriti.
Madis Müller (Estonia). È il governatore della Banca centrale estone (Eesti Pank). Ha un profilo orientato all’innovazione finanziaria e alla solidità macroeconomica. “Per quanto riguarda la politica monetaria e, più in generale, le decisioni di banca centrale, vorrei certamente continuare su una linea simile a quella che ritengo di aver rappresentato finora – direi un’impostazione piuttosto prudente e forse conservatrice”, ha detto Muller in una intervista a Aripaev radio.
Olli Rehn (Finlandia). Il Governatore della Banca di Finlandia ed ex commissario europeo per gli affari economici e monetari dal 2010 al 2014, è considerato il profilo tecnicamente più solido, grazie a una lunga esperienza nelle istituzioni europee e nella politica economica.
Rimantas Šadžius (Lituania). È il ministro delle Finanze della Lituania e dal 4 agosto 2025 al 25 settembre 2025 anche Primo ministro ad interim. Ha avuto un ruolo chiave nella politica fiscale e nell’integrazione europea del paese ma non sembra avere grandi possibilità di imporsi sugli altri.
Boris Vujčić (Croazia). Ha 61 anni e guida la banca centrale croata dal 2012. È entrato a far parte del Consiglio direttivo della Bce dopo l’ingresso del suo Paese nell’area euro nel 2023. È stato centrale nel processo di adesione della Croazia all’euro. È l’outsider che potrebbe stupire gli appassionati di totonomine.

