La NATO trasforma la missione nel Baltico: si passa dal mandato di “air policing” a quello di “air defense”: ecco cosa significa
La missione della Nato nella regione del Baltico passa da “air policing” ad “air defence”: è una conseguenza dell’inasprimento delle tensioni con Mosca e della minaccia di provocazioni da parte della Federazione Russa nella regione. Ecco le nuove regole d’ingaggio
CHE SIGNIFICA AIR POLICING
La missione originale di monitoraggio, istituita nel 2004 subito dopo l’adesione di Lituania, Lettonia ed Estonia all’Alleanza Atlantica, è nata come un dispositivo di sorveglianza strettamente legato al tempo di pace. Come spiega il presidente lituano Gitanas Nauseda “quella attuale di air policing è un’operazione concepita per il tempo di pace, quando i caccia reagiscono alle violazioni scortando gli intrusi. È una forma di deterrenza. Ma oggi ci misuriamo con uno scenario che non è completamente di pace”.
Storicamente, la flotta Nato si è limitata a identificare e scortare i velivoli russi decollati dall’enclave di Kaliningrad o diretti verso il Golfo di Finlandia, operando per segnalare la presenza alleata senza mai ingaggiare combattimenti diretti.
COSA SIGNIFICA E COSA CAMBIA
Il passaggio alla difesa aerea attiva minimizza le restrizioni politiche per l’uso immediato della forza, conferendo ai piloti degli intercettori un ampio mandato per fare fuoco contro oggetti che rappresentano una minaccia diretta.
A chiarire il punto è il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna, che in un post su X sottolinea come i reparti di volo disporranno ora di una maggiore flessibilità per garantire una risposta più rapida alle minacce aeree.
The #NATOSummit delivered concrete results for Estonia.
NATO is transitioning the Baltic Air Policing mission into an air defence mission, giving the Alliance greater flexibility and faster response to air threats.
At the same time, Ämari Air Base will become an official NATO… pic.twitter.com/5YBmv4qoJC
— Margus Tsahkna (@Tsahkna) July 8, 2026
Un cambio di passo che elimina i tempi di attesa legati al via libera politico dei singoli governi, consentendo reazioni immediate sul campo in caso di violazioni dello spazio aereo.
UN MESSAGGIO PER PUTIN
Si tratta di un messaggio in bottiglia per il presidente russo Vladimir Putin, avvertendolo che qualsiasi incursione potrebbe sfociare istantaneamente in uno scontro militare diretto, che fa il paio con l’apertura del presidente USA sui missili Patriot a Kiev.
La svolta arriva a seguito dei ripetuti incidenti nel’area baltica, come l’incursione di droni in Lituania dello scorso 20 maggio che ha costretto i vertici governativi a rifugiarsi nei bunker.
Di recente, i caccia della Nato hanno aperto il fuoco per la prima volta nella storia della missione per abbattere droni ucraini finiti fuori rotta a causa delle contromisure elettroniche russe nei cieli di Tallinn e Riga. I piccoli Paesi baltici, privi di una propria aviazione militare, si affidano da sempre alle squadriglie degli alleati, inclusi i caccia Eurofighter ed F-35 dell’Aeronautica Militare italiana, spesso impegnati a fronteggiare incursioni intimidatorie, come il sorvolo di jet MiG-31 su Vindloo, il punto più a Nord dell’Estonia, registrato lo scorso settembre.

