Siglata all’Aran l’ipotesi di accordo per il triennio 2025-2027 riguardante circa 138mila dirigenti della sanità pubblica. Ecco tutte le novità
È stata firmata all’Aran l’ipotesi di pre-intesa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) dell’Area Sanità per il triennio 2025-2027, un provvedimento che riguarda circa 137mila dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale, di cui 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici.
L’accordo, sottoscritto con il via libera da parte di tutte le organizzazioni sindacali, garantisce un incremento retributivo medio a regime fino a 560 euro mensili distribuiti su tredici mensilità, affiancato da rilevanti innovazioni normative in materia di sicurezza, organizzazione del lavoro e tutele personali.
QUANTO AUMENTA LE RETRIBUZIONI E QUANDO ENTRA IN VIGORE IL CONTRATTO
Sul piano economico, l’incremento retributivo medio a regime di 560 euro al mese è composto da 393 euro derivanti dalle risorse del rinnovo contrattuale e da 167 euro da ulteriori stanziamenti previsti per legge.
La sottoscrizione dell’ipotesi apre ora la fase dei controlli e delle verifiche di rito previsti dalla normativa vigente prima di giungere alla firma definitiva. L’entrata in vigore del contratto e la concreta erogazione degli aumenti stipendiali e degli arretrati sono attese verosimilmente per l’inizio del 2027.
IN COSA CONSISTE LA RIFORMA
La parte normativa dell’intesa interviene in modo concreto sull’organizzazione e sulla sicurezza del lavoro. Vengono introdotti percorsi di crescita professionale e carriere con garanzia economica finalmente slegati dalla discrezionalità aziendale, affiancati da tutele rafforzate in caso di aggressioni e da permessi straordinari per i dirigenti affetti da gravi patologie.
Il contratto stabilisce inoltre una prima regolamentazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel rapporto di lavoro, riduce il monte di ore eccedenti da cedere alle aziende e azzera la tassazione sulle prestazioni aggiuntive svolte per ridurre le liste d’attesa.
Tra le altre misure figurano la riorganizzazione delle guardie e delle pronte disponibilità per accrescere la sicurezza clinica, la garanzia di un incarico equivalente per i direttori in caso di clinicizzazione delle strutture complesse e il potenziamento del welfare aziendale.
Sul fronte dei diritti individuali, l’accordo equipara i neoassunti agli altri dirigenti concedendo loro due giorni di ferie in più, riconosce un’indennità sostitutiva durante le ferie a compensazione dei turni di guardia e pronto soccorso non effettuati, e definisce nuovi criteri per le tariffe della libera professione basati sull’onorario del professionista integrato dalle spese accessorie.

