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Cos’è e come funzionerebbe la Start Tax proposta dalla Cisl

La Cisl rilancia l’ipotesi di un’aliquota Irpef agevolata fino ai 40 anni in vista della prossima manovra. Ma tra le ambizioni di Fumarola e il rigore di Giorgetti pesano il nodo dell’articolo 53, l’assenza di tetti di reddito e un conto stimato oltre i 3 miliardi.

La Cisl rispolvera la Start Tax proprio mentre la Ragioneria Generale dello Stato comincia a calcolare i margini risicati della prossima legge di bilancio, provando a spingere un’agevolazione fiscale sui salari d’ingresso per contrastare il costante drenaggio di capitale umano verso l’estero. A riaprire il cantiere, riprendendo le riflessioni affidate a un’intervista al settimanale Panorama pubblicata ad agosto, è la segretaria generale Daniela Fumarola, che ha ricollegato la misura alle proposte del Libro verde per un patto sociale di sviluppo, lavoro e coesione presentato dalla sigla di via Po venerdì 12 giugno.

Nel documento il sindacato indica, tra le priorità per i giovani, una fiscalità agevolata capace di accompagnare l’ingresso nel mercato del lavoro, sostenere i percorsi professionali stabili e favorire l’autonomia personale e familiare.

SENATO CONTRO CISL: DUE SCHEMI A CONFRONTO

Quando si parla di Start Tax occorre fare attenzione a non fare di tutta l’erba un fascio: un conto è lo schema che circola nei corridoi del Senato, un altro è la proposta avanzata dalla Cisl. Il punto di contatto è l’obiettivo — tagliare l’Irpef ai giovani per convincerli a non scappare all’estero —, ma sul “come” le strade si separano. In Parlamento l’idea di una Start Tax circolava già da tempo con una formula piuttosto rigida, basata su due sole caselle anagrafiche: Irpef al 10% fino a 30 anni e al 20% nella fascia tra i 30 e i 40.

Un meccanismo comparso prima in un emendamento a Palazzo Madama (finito bollato come “Precluso”) e poi ripreso a giugno in un atto di sindacato ispettivo approdato a un Question Time con il Mef. La Cisl è entrata in partita più tardi, ad agosto, quando la segretaria generale Daniela Fumarola ha lanciato l’idea di una fiscalità di vantaggio sui salari d’ingresso. Ma con una geografia diversa: l’impostazione del sindacato guarda in via generale agli under 35, allargando le maglie fino a 39 anni per laureati e diplomati degli ITS.

IL REBUS COSTITUZIONALE E LA MANCANZA DI TETTI

Al di là di chi metta la firma sulla misura, restano due enormi macigni tecnici che nessuno finora ha davvero risolto. Il primo è di natura costituzionale: applicare le tasse in base all’età invece che al reddito rischia di cozzare con l’articolo 53 della Costituzione, che impone la progressività in base alla reale capacità contributiva.

Il secondo è molto più pratico e riguarda i tetti di reddito: senza fissare una soglia massima oltre la quale lo sconto sparisce, il rischio concreto è quello di regalare un’aliquota d’aiuto anche a chi guadagna cifre già ampiamente fuori mercato, facendo schizzare i costi per lo Stato oltre la barra dei 3 miliardi di euro all’anno.

IL CORTO CIRCUITO SUI “CERVELLI” E L’ALT DEL MEF DI GIORGETTI

La spinta della Cisl evidenzia inoltre un palese cortocircuito politico con la linea tenuta dall’esecutivo negli ultimi mesi. Mentre il sindacato propone sconti per gli under 35 o 40, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha progressivamente stretto le maglie e ridotto i benefici per la decontribuzione sul rientro dei cervelli dall’estero — portando le esenzioni dal 70% al 50% e limitandole alle sole elevate qualifiche — proprio per ragioni di cassa.

La risposta arrivata  per bocca del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a giugno, ha già chiarito che la priorità del Governo resta l’accorpamento strutturale delle aliquote ordinarie dell’Irpef e la conferma del taglio del cuneo fiscale lato contributi, rifiutando la logica della moltiplicazione di micro-regimi agevolati per categoria. Nonostante i paletti del Mef e lo scetticismo delle altre sigle, in questo inizio di settembre Daniela Fumarola ha comunque confermato la volontà di portare la misura al tavolo con il Governo, anticipando che la vera battaglia politica si giocherà nell’autunno parlamentare.

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